I cannoli della Famiglia Di Stefano

Io e la mia Signora abbiamo avuto la sanissima e felicissima idea di sfrusciarci (teramano per "sputtanarci") qualcosa come 35 euro in pasticceria siciliana, presso un (bel) banchetto al mercatino natalizio, là dove la pasta di mandorle viene aromatizzata con qualunque cosa, dall’arancia al pistacchio (sì, esiste la pasta di mandorle al pistacchio!), dal cioccolato al cocco, ai fichi secchi, in un amalgama senza fine (avete poco da fare quella faccia, "un amalgama" si scrive senza apostrofo perché "amalgama" è maschile, sapete?) di sapori e prelibatezze, roba da perdere la testa, e già che ci eravamo ci abbiamo messo anche cinque cannoli tradizionalissimi alla ricotta, friabili nella cialda e cremosi nell’impasto, che al Di Stefano ci vinni una panza tanta e so’ mugghieri ci dissi di andare a passiare strada strada a mari ma lui se ne stracatafottiu e dissi bonasira alla panza e bonanotte al colesterolo.
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