I 288 candidati al consiglio comunale di Roseto degli Abruzzi

Roseto degli Abruzzi è la ridente cittadina che ha la ventura di vedermi suo abitante, anche se non ho mai capito, in tutta sincerità, cosa abbia da ridere.

"Roseto degli Abruzzi" è un bel nome, certamente generoso, che ha sostituito quello vecchio di "Rosburgo" perché i soldanti mandati al fronte a combattere nella prima guerra mondiale, quando i treni che li trasportavano passavano di qui, fischiavano il nome vagamente germanico. Non c’entrava un cavolo, naturalmente, ma meglio di farsi pigliare a sputi va bene anche "Roseto degli Abruzzi".

Conta poco meno di 25000 abitanti secondo dati ISTAT riportati dalla per nulla inesatta Wikipedia. E alle prossime elezioni amministrative di domenica e lunedì prossimi il sindaco uscente, Franco Di Bonaventura, eletto con un plebiscito alle ultime consultazioni, lascerà l’incarico e con lui esaurisce il mandato la giunta comunale.

I candidati alla carica di Sindaco sono 7: uno per la maggioranza, uno per l’opposizione, gli altri frantumati in liste civiche.  Ho la netta sensazione che il candidato del PD Teresa Ginoble succederà a Di Bonaventura sbancando al primo colpo, e senza bisogno di andare al ballottaggio. Il perché mi pare risulti fin troppo evidente, in un centro in cui le strutture alberghiere si moltiplicano come le alluvioni.

Oltre ai sette candidato a sindaco si sono candidati 288 cittadini per la carica di consigliere comunale.

Che cazzo, un candidato ogni 87 abitanti! Cosa ci facciamo con un candidato ogni 87 abitanti? E cosa vuol dire questo dato? Vuol dire che c’è una affezione alla politica tale da giustificare tutto questo giovanile entusiasmo?? Non mi pare, considerato che 22 di loro si sono candidati per la Lega Nord-Abruzzo (sì, esiste), uno dei partiti più vecchi che esistano a livello nazionale.

Ogni 87 abitanti siamo pronti a mettere potenzialmente al Consiglio Comunale un rappresentante disposto a scannarsi contro tutti gli altri. E sono tutti convinti di farcela, che la maggioranza uscente sarà sbaragliata, che se ne andranno a casa, che sarà una bella lotta… Ma ci credono davvero? No, perchè un conto è far finta di crederci e cercare di rassicurare gli elettori un conto è esserne convinti. E se ne sono convinti, perché?

La via Nazionale di Roseto è piena di furgoni, macchine, trasporti eccezionali che mostrano l’effige di chi, come si dice da queste parti, con un dialetto che ricorda piuttosto un codice fiscale, "s’ha reves’tét’!" (si è "rivestito", ossia, "ha messo il vestito buono") e si presenta con la barba appena rasata e il trucco impeccabile. Sono pieno di "santini" elettorali, sembra la collezione dei calciatori. Tutti mi fermano per chiedermi se sono "impegnato" per le elezioni.  Sì, sarò impegnatissimo ad attendere il risultato scontato di un voto che non può andare diversamente.

Mo’ avast’, però…
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