Here’s to you, Nicola and Bart

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Sacco and Vanzetti after they have been arrested, 20th century, United States, Washington. National archives, . (Photo by: Photo12/UIG via Getty Images)

Il 14 luglio 1921, Nicola Sacco e Bartlomeo Vanzetti furono giudicati colpevoli dell’assassinio del loro datore di lavoro e condannati alla sedia elettrica, consegnati alla storia come il più grave errore giudiziario del XX secolo. Restano scolpite nel marmo della memoria le ultime parole di Bartolomeo Vanzetti a propria difesa:

«Io non augurerei a un cane o a un serpente, alla più bassa e disgraziata creatura della Terra — non augurerei a nessuna di queste creature ciò che ho dovuto soffrire per cose di cui non sono colpevole. Ma la mia convinzione è che ho sofferto per cose di cui sono colpevole. Sto soffrendo perché sono un anarchico, e davvero io sono un anarchico; ho sofferto perché ero un Italiano, e davvero io sono un Italiano […] se voi poteste giustiziarmi due volte, e se potessi rinascere altre due volte, vivrei di nuovo per fare quello che ho fatto già.»

Auguro a chiunque di leggere la loro storia attraverso il libro “Lettere dal carcere”, pubblicato a cura di Lorenzo Tibaldo dalla protestante ma coraggiosissima editrice Claudiana. 28 euro ben spesi.

 

 

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