Gratias agimus tibi

Dunque, si parla ancora di grazia.

La nota che il Quirinale ha diffuso ieri, contenete la presa di posizione di Napolitano di fronte a un possibile provvedimento di clemenza nei confronti della sentenza passata in giudicato per Silvio Berlusconi, pur redatta in forma ineccepibile, si presta a una serie di interpretazioni possibili.

I punti sono:

a) Per concedere la grazia o la commutazione della pena c’è bisogno di una domanda. Il Presidente può concederla anche di sua iniziativa, ma prassi e giurisprudenza gli impongono prudenza (“E negli ultimi anni, nel considerare, accogliere o lasciar cadere sollecitazioni per provvedimenti di grazia, si è sempre ritenuta essenziale la presentazione di una domanda quale prevista dal già citato articolo del c.p.p.”). Quindi, quanto meno che Berlusconi firmi una domandina in cui riconosce la sentenza e la pena inflittagli;

b) Il Governo Letta non si tocca (“Fatale sarebbe invece una crisi del governo faticosamente formatosi da poco più di 100 giorni; il ricadere del paese nell’instabilità e nell’incertezza ci impedirebbe di cogliere e consolidare le possibilità di ripresa economica finalmente delineatesi, peraltro in un contesto nazionale ed europeo tuttora critico e complesso. Ho perciò apprezzato vivamente la riaffermazione – da parte di tutte le forze di maggioranza – del sostegno al governo Letta e al suo programma, al di là di polemiche politiche a volte sterili e dannose, e di divergenze specifiche peraltro superabili.”)

c) Berlusconi può continuare ad essere leader di una formazione politica (“toccherà a Silvio Berlusconi e al suo partito decidere circa l’ulteriore svolgimento – nei modi che risulteranno legittimamente possibili – della funzione di guida finora a lui attribuita, preminente per tutti dovrà essere la considerazione della prospettiva di cui l’Italia ha bisogno”).

d) Niente elezioni anticipate (“Non mi nascondo, naturalmente, i rischi che possono nascere dalle tensioni politiche insorte a seguito della sentenza definitiva di condanna pronunciata dalla Corte di Cassazione nei confronti di Silvio Berlusconi. Mi riferisco, in particolare, alla tendenza ad agitare, in contrapposizione a quella sentenza, ipotesi arbitrarie e impraticabili di scioglimento delle Camere.“)

In fondo non è nulla di così inaccettabile, su. Che, poi, la grazia potrebbe venire richiesta o eventualmente concessa anche in assenza di esecuzione della pena è un’anomalia del tutto italiana. E probabilmente un’altra puntata della serie. Stay tuned.

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