Gramsci ricevette i sacramenti? Non ci risulta, ovvero come uccidere ancora un intellettuale

Negli ultimi giorni sulle prime pagine dei giornali è apparsa la notizia, confortata (non si sa se con l’olio degli infermi o meno) da Monsignor Lugi De Magistris (omonimo!), secondo cui Antonio Gramsci, si sarebbe convertito in articulo mortis, e avrebbe accettato i sacramenti della Chiesa Cattolica.

Ora, davanti a una pirlata come questa si doveva solo ed esclusivamente stare zitti, far passare la cosa sotto silenzio e, possibilmente vergognarsi.

Invece il responsabile dell’archivio Gramsci ha deciso di buttarci il carico da undici e ha ricarato la dose: "Non ci risulta".

Ma cosa gli doveva risultare? Una decisione di fede è un atto assolutamente e totalmente privato, che riguarda solo ed esclusivamente la persona che la compie. E allora perché la Chiesa ci si mette di mezzo? Forse solo per il fatto che, eventualmente, ad amministrare i Sacramenti è lei? Non mi pare una buona ragione per tirare in mezzo Gramsci.

Senza contare l’atteggiamento falsamente storico di chi dice "Non ci risulta", come se una cosa che non risulta, solo per questo dovrebbe essere chiaramente falsa. E’ anche così che si ammazzano di nuovo gli intellettuali.

Come sempre c’è stata molta puzza, ma di arrosto se n’è visto assai poco. E Gramsci finisce, manco a dirlo, assassinato dall’ignoranza.

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