Gli insulti alla Carfagna

Mara Carfagna (da www.wikipedia.org)

Marca Carfagna ha riferito ai carabinieri di essere stata duramente e pesantemente insultata mentre stava facendo la spesa in un supermercato.

Sentirsi insultare è sempre spiacevole. Anche se ad insultarti sono, come riferisce ancora la Carfagna, persone ben vestite e di modi apparentemente tranquilli e niente affatto rispondenti all’immagine di una logica di attacco verbale premeditato e precostituito.

Quello che non si sa è quali pesanti insulti siano stati profferiti all’indirizzo della di lei persona. Cioè, questi scortesi che l’hanno insultata, quali parole le hanno indirizzato?
Non è un gioco perfido che tende a cercare con curiosità morbosa i dettagli di una storia di per sé squallida e che non meriterebbe certo le colonne dei giornali sui quali è stata pubblicata, ma sapere che cosa sia stato detto ESATTAMENTE alla Carfagna potrebbe darci l’idea se quegli epiteti sono offensivi o no, in quale contesto sono stati pronunziati e qual è la loro portata (potrebbero essere parole che non ce la fanno ad assumere la possibilità di ledere la dignità altrui, che potrebbero essere state avvertite e ingigantite dalla sensibilità della persona a cui erano destinate etc…).
Manca, naturalmente, anche l’identità degli insultatori. E’ questo è comprensibile: se vado al supermercato e mi sento dire di tutto che ne so io chi è stato?
Ma resta il fatto che la Carfagna è stata insultata e non si sa da chi e che cosa le sia stato detto.

E allora tutta questa pantomima che vorrebbe scoraggiare la tecnica dell’insulto come approccio alla dialettica politica cade miseramente. C’è solo rabbia. Rabbia per non poter individuare chi è stato. Rabbia per non poter procedere a una querela ad personam (a proposito, la Carfagna ha pensato di inoltrare una querela contro ignoti?) e rabbia per non poter avere diritto a un risarcimento, magari da devolvere in beneficenza.

Ma la rabbia maggiore, quella non detta, è, probabilmente, l’eterna associazione dell’immaginario collettivo tra la Carfagna e i suoi calendari di svariati anni fa. Cioè quello che un risarcimento e una querela per diffamazione non possono cancellare.

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