Gli Alunni del Sole

Di quei gruppi canterini un po’ nostalgici, romantici e con i colletti delle camicie regolarmente a punta, gli Alunni del Sole (nome mutuato da un romanzo di Giuseppe Marotta) sono stati certamente i più bravi.

Certo, sviolinate con orchestre che neanche i Wiener Philarmoniker ("Concerto/di un mare senza te/che suona/ e ti riporta a me…"), valzeroni lenti ("Taranté, t’arricuord’e suspire Taranté?"), e c’era sempre Liù, che "si stendeva su di noi e ci dava un po’ di sé" (beh, c’erano anche a quei tempi le ragazze facili…) ma anche canzoni come "Un’altra poesia", che era in assoluto la più bella ("Così tornando ti porto un regalo/quel fondotinta che ti piace sul viso…").

Recentemente, oltre a un vecchio CD ripescato chissà dove grazie alla complicità di un amico, che per comodità chiamerò "Tierra y Libertad" (lui sa…), ho trovato alcune foto degli Alunni del Sole come sono adesso. Praticamente inguardabili.

Ricordiamoceli come erano allora (quella che vedete è la copertina di "E mi manchi tanto"), e chi se li ricorda con me, metta un dito qui sotto!

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