Giovedì

Reading Time: 3 minutes

 1,549 total views,  44 views today

Oh, pianto! Oh, stridore di denti!! Oh, somma mancanza!!!

Il nostro amato e venerato bidello Aristide oggi non è con noi. E non lo sarà ancora per settimane. Egli giace sofferente allo Spedale, dove è stato ricoverato per “sindrome dispeptica grave”, e operato d’urgenza dal nostro benemerito medico chirurgo, il professor Macellaij.

All’entrata in Pronto Soccorso, quell’anima buona parlava ancora e benediceva gl’infermieri e ‘l personale sanitario che gli rivolgeva le prime domande sulla gravità del suo malore:

“Ma le pare possibile? Un chilo di peperoni fritti??”

“Erano arrosto!!” replicò con un fil di voce il sant’uomo, rilevando la maggior leggerezza del suo povero manducare.

Il professor Macellaij, che gli stava praticando il pietoso offizio della lavanda gastrica, si levò tutto infuriato: “Ma è possibile?? Ma si può vedere un uomo di 62 anni che mangia come un bottino? Un chilo di peperoni arrosto, poi!! Via, ai lavacri gastrici e poi in sala operatoria! E d’urgenza, anche. E dopo solo semolino e brodini lunghi!!”

Oh, caro e povero il nostro bidello Aristide!! Ancor sento il grato profumo del tuo soffritto di cipolla, mentre ti preparavi lo spezzatino di castrato, e che ha impregnato tutto l’aere di questa benedetta Istituzione Scolastica. Fa bene il professor Crucefixis a recitare per te un “Requiem aeternam” e a proporsi per somministrarti l’olio degl’infermi, mentre quel senzadio del professor Marxistis commenta beffardo con un “Gli sta bene, gli sta, a quella idrovora umana!”

Ma mentre mi dolgo con tutto il cuore dell’accaduto, ecco arrivare la nostra nuova bidella Cassandra, che mette su il baracchino della consultazione dei tarocchi, per le anime pie in gramaglie e, soprattutto, a prezzi modici.

La prima della mattinata è la De Estremitatis, che accetta con fiducia e di buon grado di depositare sul tavolo la sua banconota da 50, per conoscer che cos’abbia il fato in serbo per lei. La bidella Cassandra dispone le carte in cerchio, e quella decisiva, quella che darà il responso sulla domanda secca della malcapitata, al centro del circolo.

Nello scoprire le prime tre carte, Cassandra tace. Poi, con voce flebile ma solenne, come fosse un oboe che emerge dall’orchestra, sentenzia:

“Figlia me’, tu t’he da curà li pid’!!”

La De Extremitatis, stupita e sorpresa dalla veggenza della nostra eccelsa bidella, frena a stento una lacrima.

“Ma come sei brava, Cassandra!!! Ci hai azzeccato alla prima. E’ proprio vero, io lo dico sempre. Ma dimmi, cara, tornerà il mio amore? Il bene mio volgerà il suo sguardo sui miei pied… sul mio viso?? Mio marito lascerà quell’avanzo di bordello per tornare da me??”

Cassandra sospira e, come in trance, dice parole sconnesse:

“Lu puttanone… lu marit’… li pid’… iiiiiiihhhhhhhh!!! Sant’Alfonz’ d’o Liquore, la luna nera!!!!”

Nel mentre la disgraziata singhiozzava silente, il suo pianto veniva sovrastato dalla voce da flauto traverso della De Sindacatiis, convinta pro-vax, che ha appena presentato alle RSU una mozione per lo scuoiamento in sala insegnanti di tutto il personale scolastico non vaccinato, e l’esposizione delle carni vive in quarta W, dove saranno lasciate al pubblico ludibrio e agli sputazzamenti di quelle anime candide dei nostri alunni.

“Prondooooooo???”

“Ma professore’, non siamo al telefono, questa è una videolezione in DaD!”

“Prondo, mi sendo??? Mi sendite pure voi ragà’?? No, perché io non mi sendo…”

“Professoressa, non deve sentirsi lei, dobbiamo sentirla noi!”

“Vabbuò, ragà’, io non mi sendo! Tengo un probblema di connessiò’ e qua alla scòla nun se capisc’ gnende. Facciamo ‘ccosì: per oggi due a tutti e ciarivedòm’ diman’ ammatina che vi spiego gli assi cartesiani e la cosa, lì, l’equazione a due incognite, che se mi fate girare le balle ve ne metto anche tre!”

Io avrei voluto di buon grado rifugiarmi di nuovo tra le braccia di mia madre, ma era solo la prima ora, e dovetti accontentarmi di quelle forti e pelose dell’addetto al protocollo.