Giovanni Paolo II: beato lui!

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Ebbene eccoci arrivati alla vigilia del Grande Cocomero.

La salma di Giovanni Paolo II è stata già estumulata, e verrà adeguatamente esposta ai fedeli adoranti perché un morto, ancorché Pontefice Romano in vita, fa sempre il suo bell’effetto sulla curiosità morbosa di quanti hanno bisogno di vedere, toccare, magari un legno, magari una bara, di dire “uh, guarda, come si è conservato bene tutto”.

E allora si dia il via alle danze, il santo-non-proprio-subito diventi Beato-tra-qualche-tempo, e che cominci la processione di immagini, santini, cartoline, gigantografie, videocassette, DVD, audiocassette (ci sarà pure chi ne compra ancora), CD, ricordini, flash dei telefonini, macchine fotografiche che cliccano, suorine, ceri, cerini, applausi, scene madri, lacrime, pianti, sorrisi, sacchi a pelo, gente buttata sotto il colonnato del Bernini per giorni, bottigliette d’acqua di plastica che vanno ad inquinare altrove (no, in Piazza San Pietro no), zaini, panini con il prosciutto cotto, mele, odore di mela dappertutto, pranzi al sacco, sacchi che sanno di pranzo e pranzi che sanno di sacco, suorine sotto l’ombrello, fraticelli coi sandali aperti, diplomatici, pasticceria secca, SMS che partono verso il mondo intero “sono qui, sto vedendo il papino”, su Twitter, modifiica dello “stato” su Facebook, svenimenti, cartelloni, “totus tuus”, ma granda un po’ di che cosa ha bisogno la gente!