Giornata internazionale del Pubblico Dominio: “Gone with the Wind” è fuori copyright. “Il Post” pubblica uno svarione su Antonio Machado (libero da dieci anni)

 

Ogni anno il 1 gennaio è la Giornata internazionale del Pubblico Dominio. Centinaia e centinaia di opere dei più svariati autori deceduti entro il 31 dicembre di 70 anni prima si liberano dai vincoli del copyright e tutti i diritti d’autore cadono. Vuol dire che chiunque può pubblicare, riprendere, fotocopiare, distribuire, rielaborare quell’opera senza pagare nemmeno un centesimo agli eredi dell’autore, che, giustamente e legittimamente, ne hanno sfruttato i diritti economici e morali fino a due giorni prima.

Quest’anno, l’opera senz’altro più famosa a cadere in pubblico dominio in Italia è “Gone with the Wind”, la versione originale in inglese di “Via col vento” di Margaret Mitchell (deceduta nel 1949). Ve l’ho già messa a disposizione qui.

Attenzione: le traduzioni italiane di questi autori sono libere solo e se anche i relativi traduttori sono deceduti da oltre 70 anni. Questa è la legge italiana in materia, riassunta in $oldoni.

Ogni anno, in occasione di questo lieto giorno, si susseguono notizie che poi si rivelano inapplicabili in Italia. L’anno scorso entrarono in pubblico dominio opere di Agatha Christie e di Thomas Mann. Questo vale soltanto per gli Stati Uniti, non per noi.

Ma gli svarioni non mancano. In un articolo de “il Post” si afferma letteralmente che tra gli autori che cadono in pubblco dominio con questo inizio d’anno, c’è anche “il noto poeta spagnolo Antonio Machado”. Dimenticando, o non sapendo proprio per niente, che Antonio Machado è morto nel 1939 e che è già un decennio che le sue opere vengono distribuite sul web come nell’editoria. Personalmente ho messo in linea una mia pessima audiolettura delle Soledades del 1903 e una un po’ migliore delle Soledades, Galerías y otros poemas. Varie case editrici si sono occupate di ristampare nuove traduzioni dell’opera machadiana e sono tuttora in circolazione pubblicazioni col testo originale a fronte. Dispiace vedere questi svarioni perché “Il Post” è un quotidiano serio e attendibile. Ma non è detto che anche loro non possano sbagliare. Dunque, siempre adelante, pero con juicio.


Aggiornamento del 6/1/2020:

Il riferimento al poeta spagnolo Antonio Machado è stato tolto dalla pagina dell’articolo de “Il Post”. Magari un grazie, non a me, certo, ma a Silvia Bogliolo che ha segnalato via commento lo svarione… no, eh??

292 Views

Commenti

commenti

2 pensieri riguardo “Giornata internazionale del Pubblico Dominio: “Gone with the Wind” è fuori copyright. “Il Post” pubblica uno svarione su Antonio Machado (libero da dieci anni)

  1. Silvia Bogliolo

    Chapeau. Prendere in castagna il Post è raro, perché di solito sono accurati. Ma questa volta evidentemente lo sono stati meno del solito. Mi chiedo come si faccia a scrivere questi articoli. Si fanno ricerche per data sulle enciclopedie tematiche? Esistono database appositi da consultare? Era quello che volevo chiedere direttamente al Post, ma per ora il mio commento giace “in attesa di approvazione”. Rilancio qui la domanda. Come si fa a scrivere (e a sbagliare) questo genere di articoli?

  2. valerio Autore articolo

    Come si faccia a sbagliare questo genere di dati non lo so. Frettolosità, sviste, fonti inattendibili e quant’altro. So solo come ho fatto io a individuare il refuso: conosco Machado e le sue date di nascita e di morte. Se si fosse trattato di un altro poeta, spagnolo o no, probabilmente avrei preso per buona l’informazione e magari l’avrei anche rilanciata. Diciamo che lo scivolone de “Il Post” è arrivato proprio nel punto in cui sono solito grattarmi. Non mi meraviglia che il tuo commento su “Il Post” sia “in attesa di approvazione”, con le regole per i commenti che mettono, che impediscono, tra l’altro, di inserire link (che dovrebbero servire per citare la fonte, non già per fare pubblicità: che ritorno di clic potrei mai avere da un commento che, se approvato, potrebbe essere l’unico al “post” de “il Post”?) e che chiedono di segnalare eventuali errori attraverso un particolare servizio di posta elettronica che permette, questo sì, il contatto, ma non consente al bambino (l’utente) di segnalare che il re è nudo e che ha fatto uno svarione. Come se ci fosse qualcosa di male a fare svarioni o a segnalarli. Dovrebbero dirmi/dirti “grazie” per questo, non passare al setaccio ogni singolo commento per paura che qualcuno sottolinei gli errori da matita blu. Per carità, i commenti li “filtro” anch’io a monte: serve per evitare diffamazioni e che la gente si prenda a parolacce su un determinato tema. Ma non ho mai filtrato chi mi segnalava un errore (come quello di Ric e Gian che io ho scambiato per i Brutos -lo so, non è esattamente Machado, ma c’è gente che ti spellerebbe per molto meno-) o chi ha messo un link. La gente ha paura, e non è che si possa impedirglielo.
    Quanto ai database, esiste un modo molto empirico per sapere chi è morto in un determinato anno: si prende Wikipedia (possibilmente in inglese che è più ampia), si va a cercare la voce corrispondente all’anno che ci interessa (in questo caso il 1949) e sulla pagina trovata si va a finire a un link che restituisce un elenco di tutti gli stecchiti. Bisogna avere solo il coraggio di sciropparselo tutto, sicuramente qualche nome di rilievo in campo letterario lo si trova. Oppure si cercano stringhe di testo nella pagina come “scritt” o “poet” e si risparmia anche fatica. Come nel caso di https://it.wikipedia.org/wiki/Morti_nel_1949 (hai visto? Ho messo un link, adesso mi autoescludo per aver fatto pubblicità a Wikipedia). Wikipedia è un immenso cimitero, il père Lachaise le fa un baffo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.