Gianni Di Gregorio – Pranzo di ferragosto – Roseto Opera Prima

E arrivò la sera di "Pranzo di ferragosto" (che si intitola proprio così, non vedo la mania di metterci l’articolo determinativo, se l’autore e regista non ce l’ha voluto). Meno male perché comincio a stancarmi, e anche un filino a rompermi i coglioni di guardare film fino a mezzanotte passata.

Era il film che molti aspettavano, e il regista, Gianni Di Gregorio, che è anche l’interprete della pellicola, è un vero pozzo di San Patrizio di simpatia umana e artistica, un viso alla francese a metà tra i dentoni di Fernandel e il naso di Philippe Noiret, una storia familiare, intima, più che cinematografica, quattro vecchiette che fanno il bello e il cattivo tempo in una Roma deserta col sole di ferragosto che picchia forte.

Film di nerbo, divertente e che fa riflettere, ma con vari momenti di debolezza che, a tratti (e solo a tratti) fanno pensare al perché della concentrazione di un così ampio numero di premi e di riconoscimenti che gli sono piovuti addosso. Dialoghi a tratti troppo teatrali per essere concentrati in una scansione cinematografica di appena 75 minuti.

Piacevole come un bicchiere di vino bianco ghiacciato in un’estate tempestata di piatti a base di pesce. Solo che ce n’è sempre troppo poco.

70 Views

Commenti

commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.