Generazione fluoxetina cloridrato e generazione alprazolam

Sul “Foglio” di Giuliano Ferrara giorni fa è uscito un articolo intitolato “Così la generazione Prozac ha lasciato il posto ai gioiosi profeti dello Xanax”.

L’autore, lo stesso Ferrara, scrive che “da sazi depressi (generazione Prozac) ci siamo trasformati in ansiosi stressati, con il batticuore, gli attacchi di panico, gli occhi sbarrati e l’insonnia. In mancanza di risposte, la risposta temporanea e socialmente accettabile è lo Xanax, con i suoi derivati.”

Ora, lo Xanax è un nome commerciale di una molecola ansiolitica che si chiama “alprazolam”, che esisteva ben da prima della commercializzazione del Prozac (altro nome commerciale), ovvero della “fluoxetina cloridrato”, che è un antidepressivo.

Da depressi ci siamo trasformati in ansiuosi cronici? Può darsi, ma se la soluzione generazionale è qualcosa di pre-esistente alla generazione precedente è come passare da Lucio Battisti al Quartetto Cetra, dal compact disc al 78 giri, dal cellulare al telefono a gettone.

Ci stiamo involvendo psicofarmacologicamente. Però ci passerà l’ansia.

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