Formigoni è in carcere

Bene, Formigoni è in carcere. Si è concluso uno dei processi a suo carico (quello sul caso Maugeri) e la Cassazione lo ha condannato a oltre cinque anni di reclusione. La legge salva-corrotti (che comunque non era operativa al momento della commissione dei reati di cui Formigoni è colpevole) non consente la concessione di misure alternative al carcere per chi è condannato per i reati per cui Formigoni è stato condannato definitivamente. Quindi Formigoni va in carcere. Spetterà ancora ai suoi legali far valere le sue ragioni nelle sedi di merito più opportune, io questo non lo critico minimamente.

Quello che invece sì, critico, è il generale buonismo, quasi l’imbarazzo che ha permeato la notizia. Era quasi come se Formigoni non potesse mai andare in carcere, come se non dovesse essere mai condannato, come se fosse invincibile. Quando gli arrivò l’avviso di garanzia ruggiva come un leone alla conferenza stampa. “Vincerò anche questa, sarò assolto”. E
“Se sarò rinviato a giudizio 
vincerò a 12 a zero: sarà la dodicesima assoluzione nei miei confronti”. E all’attacco dei giornalisti:Gazzettieri della Procura, esecutori di ordini, portatori di documenti” . Adesso di quel leone resta solo un ruggito spento e il sipario è calato sulle sue imprese di Governatore della Lombardia, quando poteva permettersi di attaccare giornali e giornalisti, gazzette e gazzettieri, Procure e procuratori. E ci sono stati alcuni di questi giornalisti che hanno sottolineato come da parte di chi gioisse per la condanna al carcere del Celeste ci sia stata una sorta di accanimento terapeutico. Come se fosse una reazione ingiustificata dalla ritrovata debolezza del soggetto detenibile e presto detenuto. Un po’ come se si volesse dire che sì, va beh, Formigoni va in carcere, però adesso non è il caso di infierire troppo, su, via, è solo un povero diavolo che non ha di che difendersi e che è completamente nudo davanti al pubblico ludibrio dell’opinione pubblica. Gad Lerner, su Twitter, ha detto che bisognerebbe provare a trascorrere una sola notte in carcere per poter giudicare. Lui che nelle sue trasmissioni ha sempre smontato, come un castello costruito coi Lego, le tesi difensive dello stesso Formigoni. In breve, Formigoni è sì, condannato, ma è comunque un povero Cristo. Ma perché? Perché ci si deve scandalizzare e gridare all’untore ad ogni sventolare di  avvisi di garanzia, quando un indagato ha diritto a tutte le prerogative della difesa e i fatti contestati non sono minimamente dimostrati in un processo di merito, e non si può dire, una volta che è intervenuta direttamente la Cassazione, e dopo che anche per la Costituzione un imputato si può definire “colpevole”, che quel soggetto è sicuramente almeno almeno un bricconcello? Perché il carcere è come la morte, che concella tutto e lascia nuda soltanto la parte umana di tutti noi? Perché l’oblio? Perché non essere soddisfatti che sia stata fatta giustizia?? Non c’è risposta. Resta il commento di Berlusconi che ha esternato:
 “Per Formigoni dico solo che umanamente mi dispiace: non so cosa abbia fatto, non so nulla di cui è stato accusato, ma Dico solo che ha governato molto bene la Lombardia ed ed e stato il miglior governatore in assoluto…”. Sipario.

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