Fini: “Berlusconi decida se cambiare o tirare le cuoia”



Un’ora e mezzo di raffinata capacità di eloquio, preceduti e seguiti da applausi e standing ovation, introdotta da Luca Barbareschi che recitava il manifesto del neomovimento di Futuro & Libertà, commosso, che ci mancava solo interpretasse lo storico "un’ora segnata dal destino batte il cielo della nostra patria".

Ma di ciccia ce n’era poca, francamente.

Sì, certo, l’ultimatum a Berlusconi. Ma a Berlusconi gli ultimata (sarà questo il plurale di "ultimatum" in latino?? Come "curricula" lo è di "curriculum"? Mah…) gli fanno come gli spilli agli elefanti, così, tanto per cambiare, Papi se ne fregherà.

Tanta voglia delle dimissioni di Berlusconi per rimetterlo subito dopo al governo del paese, con una maggioranza allargata all’UDC di Casini.

Si sa, è questione di forme e poi Noblesse oblige.

Ecco, quindi, quello che succederà:

a) il governo Berlusconi darà le dimissioni, prima o poi. Più poi che prima, così avrà la possibilità di fare ancora qualche danno, nel frattempo. Oppure rivendicare, con tronfia supponenza, che le poltrone sono sue e che non le molla. Si tratta solo di vedere se le dimissioni verranno formalizzate subito oppure in seguito al ritiro dei ministri finiani dall’esecutivo, così come preannunciato da Fini;

b) si aprirà formalmente la crisi e la patata bollente andrà a Napolitano, che aprirà le consultazioni per verificare se ci sia o meno una maggioranza alternativa all’attuale;

c) Napolitano non potrà non prendere atto della disponibilità dell’UDC che, probabilmente, la darà, anche se ai suoi elettori ha detto che per questa legislatura avrebbe fatto parte dell’opposizione;

d) Berlusconi verrà indicato come presidente del consiglio da un’ampia maggioranza, lega compresa, verrà convocato e gli verrà affidato l’incarico di formare il governo assieme ai finiani riappacificati come nulla fosse.

E’ possibile anche che venga nominato un governo tecnico, magari presieduto dallo stesso Fini, che in quel momento avrebbe qualche problemino di conflitto di interessi, ma, si sa, il conflitto di interessi in Italia è uno sport nazionale. Magari lo formerà Draghi. Durerà assai poco, dopodiché si andrà a votare con una nuova legge elettorale.

E vincerà di nuovo Berlusconi.

Fini non ha detto niente di così esplosivo. Un cerino che si spegne in mano a Berlusconi non può fare molto male. Nulla che non si possa curare con una pomatina anti-bruciature reperibile in qualunque farmacia come farmaco da banco.

Un prezzo assai vantaggioso per continuare a farsi gli affari suoi. Stavolta anche assieme ai finiani.

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Commenti

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Un pensiero riguardo “Fini: “Berlusconi decida se cambiare o tirare le cuoia”

  1. Gianni

    abbiamo seguito il discorso di Fini.Ci ha fatto sorridere quando parlava della disoccupazione giovanile no volevamo farvi sapere che l’unico modo x sconfiggerla è tornare a fare i mestieri che i giovani rifiutano tornare in campagna, tornare a ricostruire le nostre case e curare le nostre aziende così risolviamo 2 problemi ..l’immigrazione e il fa bisogno dei giovani e delle famiglie.Non le fesserie dei politichesi come Fini e Casini

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