Federalismo fiscale in forma di evasione creativa



Il Signor Bossi Umberto, eletto deputato all’Assemblea di Montecitorio, non più in carica dal 28 aprile 2006, nato a Cassano Magnago l’addì 19 del mese di settembre dell’anno 1941, titolare di diploma di maturità scientifica ed ex ministro della Repubblica, ha proposto un nuovo sciopero fiscale, con lo scopo principale, dice lui, di mandare a casa Prodi.

Dovrebbe sapere che per mandare a casa Prodi non bisogna fare nessuno sforzo, ci andrà da solo, prima o poi, lasciando via libera al patto tra Partito Democratico e UDC.
Si rilassi, dunque, se io fossi all’opposizione non farei altro che stendere un velo di silenzio su tutto il panorama politico.

Ma è la proposta che fa ridere. Per non piangere. Le tasse vanno pagate fino all’ultimo centesimo ma direttamente alle Regioni e non allo Stato Centrale.
Con la conseguenza che avremmo dei cittadini virtuosi e non evasori, ma formalmente inadempienti.
Come dire, agli zoppi calci negli stinchi.

Il Signor Bossi Umberto è stato condannato alla pena detentiva di otto mesi, passata in giudicato e quindi definitiva, nell’ambito delle iniziative giudiziarie per la Tangente Enimont.
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