Fascismi

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Gli elettori italiani, nella innegabile difficoltà di scegliere tra i fascismi della sedicente sinistra o quelli della destra hanno scelto l’originale.

Almeno così avremo un governo “griffato“.

Non so ancora, al momento, se recandomi al lavoro, dovrò intonare “Giovinezza” (nel dubbio me la ripasso), se dovrò fare il saluto romano, se dovrò prendere una dose preventiva di olio di ricino o cos’altro.

Certamente non ha vinto il partito, ha vinto la persona. La donna, la cristiana, l’italiana. Hanno vinto la prepotenza, il doppiogiochismo, la strizzata d’occhio a Orban e quella all’Occidente, la negazione delle minoranze e delle diversità, la cancellazione del diritto all’aborto (le prove generali le ha fatte la Regione Marche) e l’affermazione della famiglia tradizionale sul concetto di famiglia tout-court.

L’unico dato confortante è l’esclusione di Luigi Di Maio dal Parlamento. Ma nessuno si preoccupi, avremo Rita Dalla Chiesa. E poi Di Maio non andrà certo a vendere bibite. Scriverà un libro (o se lo farà scrivere, non so), si riciclerà, andrà a fare conferenze e servirà il the alle signore.

Letta, quello delle promesse di aumento di stipendio agli insegnanti, quello del “Livorno merda” farebbe bene solo a fare un passo indietro. Ma naturalmente non lo farà.

Il cosiddetto “terzo polo“, che aspirava a fare l’ago della bilancia non trova nemmeno la cruna per infilare il filo da imbastire.

La Lega? Una débacle totale. Si sono mangiati il Veneto e hanno fatto il ruttino. Ora vanno a nanna.

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