Facebook rifiuta una mia inserzione sul Commissario Montalbano perché fa riferimento a un “personaggio politico”

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Da un po’ di tempo mi ero rotto i coglioni di ripostare a mano tutti i link del blog sul mio account Facebook. Non che non ci tenessi a che i miei “amici” li vedessero, claro, ma mi scocciava ogni volta dover prendere il link, metterlo sul profilo, aspettare l’anteprima, cancellare il link, lasciare l’anteprima e mettere tutto in linea con risultati davvero deludenti.

Così ho deciso di creare 2 pagine, una dedicata al blog e l’altra a classicistranieri.com. Come dire, le cazzate e le cose serie. Ho invitato un po’ dei suddetti “amici” a mettere “mi piace” alle pagine in questione, e adesso tutti gli aggiornamenti dei miei siti (o sytarelli) vanno in automatico lì, chi li vuol vedere li guarda e chi non li vuol vedere si attacca al tràmme, come si suol dire.

I risultati sono incoraggianti. Intanto chi guarda gli aggiornamenti è un pubblico (minimo, ma crescerà) veramente interessato alle cose che pubblico, e poi c’è la possibilità di mettere in evidenza un post pagando una piccola cifra (circa l’equivalente di una ricarica telefonica). Così, pagando un po’ questo e un po’ quello (si muore un po’ per poter vivere, si sa) gli accesi ai siti sono aumentati, i proventi pubblcitari pure (non è molto, ma tutto fa, come diceva quello che pisciava in mare), qualche commento, qualche “amicizia in più”. Insomma, un po’ di soddisfazione per due bicci.

Oggi sarebbe stato il primo anniversario della morte del maestro Andrea Camilleri. Volevo omaggiarlo “spingendo” il link al mio breve scritto in camillerese sulla morte di Montalbano. Capirete, proprio ieri mi è arrivato “Riccardino”, quale occasione più ghiotta. E poi mi sono detto: “Adesso mica quelli di Facebook si meteranno a fare storie per un piccolo racconto in grammelot siciliano dove immagino la fine del commissario più amato dagli italiani? L’avevo pubblicato qui:

La morte del commissario Montalbano

e volevo che qualcuno in più lo leggesse. Ho chiesto di pagare 10 euo per farlo pubblicizzare e al mattino successivo mi sono ritrovato con questo messaggio:

Ma come, la mia “inserzione faceva riferimento a un personaggio politico”? E addirittura a un tema che “potrebbe influenzare i risultati di un’elezione”? Ma chi, Montalbano? Un personaggio di finzione, un uomo nato dalla penna, dalla creatività e dal genio di uno scrittore che non ha mai fatto politica, magari si è solo limitato a scrivere qualche libro che i signori di Facebook farebbero anche bene (anzi, benone) a leggere? E quali elezioni potrei influenzare, io, con il mio post in cui immagino un dialogo tra il commissario e un fantaCatarella, in cui si stabilisce che morto Camilleri sono morti tutti i suoi personaggi, o sono lì lì per farlo.

Ho provato e riprovato a riproporre il mio contenuto, mi hanno detto che per pubblicare un post a tema politico (sì, un cazzo!) dovevo identificarmi come persona fisica, mandare i miei dati, mi hanno fatto una telefonata alle 23,45 da Los Aneles per fornirmi un codice di controllo, un alto me lo hanno mandato via mail, voglio sapere chi sono, dove abito, cosa faccio, insomma, un tritume. Ho risposto a tutte le loro domande e impostato tutti i dati forniti perché a quel post ci tengo. L’ultimo tentativo di metterlo in evidenza risale a mezz’ora fa. Lo controlleranno di nuovo e mi diranno che per l’ennesima volta l’inserzione è rifiutata.

Povero Camilleri, povero Montalbano, povero Riccardino!

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