Facebook? No, grazie

Bisogna che lo affermi fortemente (come diceva il Poeta), che non ho mai provato una particolare attrazione per Facebook non ho mai capito a che cosa serva e perché la gente lo usi.

Però stamattina ho scoperto che Phoebe, la mia blogger preferita (http://phoebe.splinder.com/, andate a farle una visita, ne vale la pena) si dichiara addirittura "Facebook addicted".

E va behe, Phoebe l’ha dichiarato il primo agosto e il caldo fa di questi e di ben altri scherzi, per cui non dispero di ritrovarla rinsavita sul suo blog agli inizi di settembre, quando il mese delle crisi (come lo chiamava una mia compagna d’università del cui nome non voglio ricordarmi al punto da non ricordarmelo sul serio) ti fa rimbalzare sulla realtà mostrandotene tutta la cruda pragmaticità.

E va beh, sono un inguaribile ottimista, e mi illudo sempre che certe patologie siano reversibili.

Quindi sono andato a curiosare su questo Facebook e ho scoperto che

 

 Dio mio: Facebook mi mette in contatto con le persone che mi "circondano".

Già il fatto che la gente mi "circondi" mi sa molto di telefilm in bianco e nero de "Gli intoccabili", dove si gridava "Arrendetevi, siete circondati!"

Lo so benissimo che sono circondato da tanta gente, ma non è detto che questa sia una cosa di cui gioire.

Vado avanti e l’interfaccina spartana del sito mi dice che usando Facebook posso:

* Restare in contatto con amici e parenti

(cazzo, e pensare che per farlo hanno inventato dei cosi che si chiamano telefoni! Non ce la vedo proprio la zia Giannina con un account sul Libro delle Facce)

* Condividere foto e video

(…e per quello c’è la posta elettronica, ci sono i blog, i siti web, gli stessi telefonini, e pensare che ai miei genitori, che di Internet non ne capiscono una verza, ho spedito via posta tradizionale -sì, quella con la busta e il francobollo- un paio di fotografie stampate su carta -perché la posta tradizionale si può ancora usare… o no??-)

* Definire la tua privacy online

(…questa è la migliore… ci pensano loro a definire la *mia* privacy on line? Ho solo da ringraziare due persone per la mia privacy on line, il Dr. Phil Zimmermann, creatore dell’ineguagliato PGP, -che sa una sega il Lys cos’è…- e il Garante per la Protezione dei Dati Personali che mi ha dato ragione ogni volta che gli ho rivolto un ricorso…)

* Contattare i tuoi ex compagni di classe

(Ma chi, il Virzì? Mi ci mancherebbe solo lui…
Comunque proviamo… inserisco un nome e non c’è, ne inserisco altri cinque o sei e non ci sono… I miei compagni di scuola hanno cose migliori da fare che iscriversi a Facebook, evidentemente, e gliene sono grato dal più profondo del cuore.)

C’è, poi, un accrocchio che ti permette di verificare se i tuoi contatti su MSN sono iscritti o meno alla community.
Inserisco i dati richiesti (tlìcchete, tlìcchete…) premo enter e…

Non avete potuto *firmare* sul mio account? E ci mancherebbe anche altro!
E non ho nessuna voglia di vedere se ho "entrato" il mio account "corrigemente", imparate a scrivere e a trattare i vostri utenti per quello che sono, utenti, appunto, non destinatari di una sgangherata traduzione on line.

Vuoto mito americano di terza mano! Facebook non mi avrà.

Ma Phoebe non tornerà più, lo sento…

Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.