Facebook, il Social Network e il Garante per la Privacy


Il Garante della Privacy finalmente si è espresso sul Social Networking, e in particolare sul fenomeno Facebook, in modo chiaro.

A dire il vero le indicazioni c’erano anche nel 2008, ma, considerato che la Giornata Europea della Protezione dei Dati personali del 2009 ha come tema proprio il Social Network, ecco che le osservazioni del Garante cadono proprio come il cacio sui maccheroni.

Mi sembrano particolarmente interessanti le osservazioni di Mauro Paissan secondo cui “nel Regno Unito sarebbero quattro milioni e mezzo i ragazzi tra i 14 e i 21 anni che rischiano di subire ripercussioni negative sul proprio futuro lavorativo determinate dalle tracce lasciate in Internet. E che il 71 % dei ragazzi non vorrebbe mai che un’Università o un eventuale datore di lavoro cercasse informazioni in rete su di loro senza che loro stessi abbiano potuto prima cancellare i contenuti immessi nei Social network” (e ci credo!) mentre per l’Italia “accanto al crescente numero di utenti Facebook, si registra un parallelo aumento delle richieste di uscita dalla rete. Le persone che hanno già una propria visibilità tendono ora a chiamarsi fuori. Il non essere su Facebook diviene oggi segno di distinzione, il contrario di qualche mese fa.”

Insomma, ecco la sintesi dell’intervento del Presidente dell’Autorità Garante per la Protezione dei dati personali Francesco Pizzetti, leggetela che male non vi fa di certo.


Social network: attenzione a non cadere nella rete. Giornata Europea della protezione dei dati personali

Intervento di Francesco Pizzetti
Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali

(sintesi del’intervento)

Strumenti straordinari, ma attenti alle trappole
Il fenomeno dei social network è oggi in una fase esplosiva. Un numero crescente di utenti mettono il loro profilo su Facebook, MySpace, ASmallWorld e spalancano sul mondo le stanze dei propri ricordi, delle proprie abitudini, dei propri gusti per condividerli con gli altri sulla rete.

I social network sono “piazze virtuali” in cui ci si ritrova portando con sé e condividendo con altri fotografie, filmati, pensieri, indirizzi di amici e tanto altro. Offrono un’incredibile opportunità di incontro e un nuovo modo di sviluppare una vita di relazione senza limiti di spazio.


I social network rappresentano straordinari strumenti di innovazione sociale e contribuiscono a far sì che la rete sia sempre di più oggi il luogo dove si viene elaborando una nuova coscienza collettiva. Tuttavia, essi vengono usati da milioni di persone senza una perfetta conoscenza dei rischi ai quali si espone ed espone gli altri chi mette in rete e condivide informazioni.

Recenti e clamorosi usi inconsapevoli delle possibilità offerte dalle comunità on line e dai social network dimostrano che siamo in presenza di un fenomeno da affrontare con il necessario equilibrio, ma con la dovuta urgenza.

Si pensi al caso del ragazzo francese che ha visto la sua vita – vacanze, amici, dal lavoro dettagli intimi “postati” sul suo social network – pubblicata su un quotidiano. Ma si pensi anche ai veri e propri illeciti, come l’utilizzo di identità altrui per creare “falsi profili”, o il furto di informazioni personali per commettere truffe o soltanto per danneggiare chi queste informazioni ha messo on line.

Spesso è lo stesso termine di “community” a falsare la prospettiva: non sappiamo mai chi è veramente la nostra platea. Quando siamo nel mondo fisico possiamo vedere chi ascolta le nostre conversazioni, chi ci guarda. Nel mondo Internet le nostre informazioni si disseminano e non ne abbiamo più il controllo.

I rischi che è bene conoscere
Una volta messi sulla rete, i dati personali di un utente sono difficilmente cancellabili: un numero enorme di persone può conoscere le vostre confessioni più intime e chiunque

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