Fabrizio Casari – Il papà di Echelon

Alcuni milioni di telefonate di cittadini degli Stati Uniti sono state controllate, i loro movimenti spiati, le loro attività monitorate. Non è solo una deduzione ovvia legata allo sviluppo del Patrioct act, torsione legale del codice civile e penale statunitense, grazie alla quale la popolazione passa dalla categoria dei cittadini a quella dei possibili nemici. Si tratta invece di una vicenda inquietante che viene da molto più lontano nel tempo e che coinvolge personaggi che nemmeno il tempo sembra voler benignamente togliere di torno. Ad alcuni alti dirigenti dello spionaggio Usa, la Commissione d’inchiesta che indaga sul controllo illegale dei cittadini operato dai vertici spionistici statunitensi, ha rivolto domande precise circa l’esistenza di un programma denominato TIA.
Il TIA (Total Information Awareness), é un gigantesco sistema di Data-Mining, in sostanza tecniche informatiche per penetrare nelle banche dati e sottrarre informazioni da utilizzare per i più vari scopi. Dati bancari, utenze telefoniche, viaggi, carte di credito: tutti i movimenti di qualunque individuo possono essere costantemente visionati e, se necessario, alterati. Il TIA, attivo dalla metà degli anni ’80, era di competenza del "Darpa" (Defense Advance Research Pojects Agency) una delle tante organizzazioni spionistiche statunitensi.

In seguito ad una inchiesta, risultò come dietro al programma vi fossero alcuni alti ufficiali Usa, riuniti in una sorta di club esclusivo per appassionati di esoterismo e paranormale, che pensava di poter applicare nelle tecniche di difesa del Paese le informazioni carpite tramite questa colossale ed illegale rete di controllo informatico. Lo spionaggio a danno dei cittadini serviva a fornire eventuali liste di "sospetti". Il tutto, ovviamente, violando diversi articoli della Costituzione e le funzioni di controllo cui sono istituzionalmente preposti il Congresso ed il Senato degli Stati Uniti.
Il programma venne quindi chiuso. Anzi no, visto che il National Journal , in un articolo pubblicato il 23 Febbraio scorso, ha scoperto che, in barba al Congresso ed all’opinione pubblica, il programma è ancora attivo: era solo stato spostato. Dal "Darpa" alla NSA (National Security Agency), forse la più potente delle organizzazioni spionistiche a stelle e strisce.

Ben prima quindi dell’11 Settembre e del varo del Patrioct Act, il Governo Usa si dilettava nello spionaggio verso i suoi cittadini, compito affidato attualmente proprio alla NSA che, stando alle informazioni raccolte dal National Journal, utilizzerebbe allo scopo anche il programma TIA.
E’ bene ricordare che il programma TIA era stato proposto all’allora Amministrazione guidata da Ronald Reagan, dal Maggiore dell’esercito John Poindexeter, tra i più alti in grado nell’operazione Iran-contras, destinata a finanziare clandestinamente, attraverso lo scambio d’armi e non solo con l’Iran, la guerra sporca dei contras in Nicaragua. Il Congresso Usa aveva bloccato, tramite l’emendamento Boland, una serie di covert action della Cia, compresi, per un lasso di tempo, il finanziamento con i soldi dei contribuenti americani alle bande terroriste che mettevano a ferro e fuoco il Nicaragua sandinista.
Il Maggiore Poindetexeter, insieme al Tenente colonnello dei marines Oliver North, si adoperavano alacremente per aumentare l’escalation della guerra in America Centrale e cercarono di superare l’ostacolo. A livello di intelligence erano coordinati da John Negroponte, allora ambasciatore in Honduras di giorno e capo degli squadroni della morte di notte. Il terzetto operativo era accompagnato e sostenuto da un altro di tipo politico-diplomatico, che vedeva George Bush padre, all’epoca vice-Direttore della Cia, in compagnia di Elliot Abrams, Sottosegretario di Stato per l’America Latina e di Jeanne Kilkpatrick, ambasciatrice alle Nazioni Unite, il riferimento politico diretto con la Casa Bianca.
Quando lo scandalo venne allo scoperto, gli Usa decisero di far piena luce: cinquantamila morti, la sovversione in tutta l’area centroamericana e l’inganno perpetrato ai danni del Congresso e dei cittadini statunitensi non potevano passare sotto silenzio. Le responsabilità vennero chiaramente individuate e i responsabili duramente sanzionati: per il colonnello North ed Eliot Abrams ci furono reprimende, per George Bush la Presidenza degli Stati Uniti.

La guerra al comunismo terminò per mancanza di avversari nel 1989, ma per proseguire con i programmi dei suoi Stranamore e per tenere in piedi il loro complesso militar-industriale, unico vero volano della loro economia, gli Usa si affrettarono a procurare altri nemici per altre guerre ed altri affari. A testimonianza però che a Washington compresero la lezione dell’Iran-Contras-gate, va sottolineato che tutti i protagonisti della sporca vicenda sono stati ricollocati nell’Amministrazione Bush e che il Negroponte a capo degli squadroni della morte é stato promosso proconsole dell’Irak prima e zar di tutto il controspionaggio Usa poi.

Da diversi mesi, però, l’ombra dell’impeachment segue le mosse dell’Amministrazione Bush, in ragione proprio degli strumenti con i quali il Presidente ed i suoi soci hanno condotto la guerra contro il terrorismo; guerra che per ora distrugge paesi e lascia impuniti i terroristi.
Nelle audizioni in corso davanti alla Commissione che indaga sullo spionaggio a danno di privati cittadini, il Capo del FBI, Robert Mueller e il suo superiore, John Negroponte, hanno cercato di tergiversare di fronte alla domande che chiedevano se il programma TIA fosse effettivamente stato chiuso o se invece fosse solo stato spostato ad altra sede ed altre competenze. Il Generale Michael V. Hayden, vice di Negroponte ed ex capo della NSA, ha chiesto di essere ascoltato "a porte chiuse". Non era questione di qualità dell’audio.

Se si arriverà all’impeachment per Bush è presto per dirlo: l’unica certezza è che non potrà essere anche lui esemplarmente punito, essendo già alla fase finale del suo secondo ed ultimo mandato presidenziale.

da: www.altrenotizie.org

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