Enzo Rivellini (PDL) parla in napoletano davanti al Parlamento Europeo

Andiamo in Europa a fare delle figure da peracottari e pretendiamo anche di essere presi sul serio.

Il 16 settembre scorso, Enzo Rivellini del PDL ha deciso, forse in sintonia con i suoi compagnucci della parrocchietta della Lega Nord, di usare il dialetto (napoletano, in questo caso), nell’aula di Strasburgo.

Con il risultato che l’intervento, anche se preannunciato, ha creato una difficoltà incredibile per i traduttori e per i colleghi del suo stesso gruppo parlamentare, che non hanno capito un’acca, e questo, orgoglioso del dialetto non come forma di cultura, ma come pretesto di violenza dialogica sugli altri (che avevano l’unico torto di non essere napoletani o di non capire il napoletano) che andava tranquillamente avanti a parlare da solo.

E’ così, purtroppo. Noi balliamo da soli, la gente ci guarda come se fossimo dei marziani, siamo felici e orgogliosi di quello che facciamo, ci sembra perfettamente normale parlare a suon di funiculì funiculà, pizza con la pommarola ‘n coppa, torna a Surriento famme campa’.

Una delegazione di ragazzi della mia scuola è partita proprio ieri per visitare il Parlamento Europeo. avranno pensato "Questi tanto parlano dialetto…", il che magari è anche vero, però che figura…

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