Elezioni scolastiche

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È proprio vero che fa bene
Un po’ di partecipazione
Con cura piego le mie schede
E guardo ancora la matita
Così perfetta e temperata
Io quasi quasi me la porto via…
Democrazia!

(Giorgio Gaber)

C’è aria di elezioni, nel nostro pio istituto retto da quell’anima buona e incommensurabile del Dirigente Ferocius de Leonibus, e tutti hanno un’aria decisamente più rassicurante.

Il nostro fedele bidello Aristide annusa un pezzo di guanciale perfettamente stagionato e ha già detto che, siccome non ha il pomodoro, considerato l’altissimo tenore e la solennità del momento democratico che tutti ci coinvolge, rinuncia volentieri a farsi una amatriciana per colazione e si accontenta di una gricia semplice semplice, con una abbondante spolverata di pecorino grattugiato, che, voglio dire, alle 8,30 ci sta pure bene.

I nostri pargoli, oltre a calpestarci ben bene i testicoli coi tacchetti a spillo, sono chiamati allo spaventoso ed improbo compito di eleggere i loro rappresentanti al Consiglio d’Istituto.

Cosa sia di preciso il Consiglio d’Istituto non lo ha mai capito nessuno. La De Sindacatiis favoleggia che si tratti di un gruppo di cadaveri ormai mummificati che si sono riuniti per la prima volta nello stanzino dei rifiuti informatici per discutere un ordine del giorno di tre righe, e da lì non siano usciti mai più. Pare che ne facessero parte, tra gli altri, le mogli di Barbablù, il lupo di Cappuccetto Rosso, la strega di Biancaneve e la vecchiaccia di Haensel e Gretel. Il professor Crucefixis ha una teoria quasi opposta, secondo lui al posto della scuola nel ‘200 si ergeva un monastero di monaci cistercensi i cui resti mortali giacciono ancora al piano inferiore del pozzetto arancione (il girone del dannati) e le cui anime vengono evocate dal Consiglio d’Istituto in interminabili sedute spiritiche. Il professor Marxistis, affiliandosi alla preponderante teoria cimiteriale, ritiene che il Consiglio di Istituto sia riunito in seduta permanente per decidere sulla traslazione dei resti dei compagni Yuri Andropov e Konstantin Cernenko dalla necropoli del Cremlino. Insomma, allegria.

Meno male che ci pensano gli alunni a mantenere un’aura di contegno e parsimonia nella gestione della cosa pubblica. Hanno già presentato le liste dei candidati e ora si apprestano a parlare del loro programma di governo a tutta la popolazione scolastica riunita in trepida ed eccitata attesa.

L’incontro si svolge nella nostra cara aula magna “Erich Priebke”, tirata a lucido e adornata da una compilation di crisantemi dal nostro solerte e affezionato bidello Antenore, perché lui dice che col Consiglio d’Istituto “ci fanno pandàn!” E che vuoi fare?

L’alunno Somarelli si è candidato con la lista n. 1 denominata “Libera Maria in libera scuola!”. Prende la parola avvicinandosi il microfono alla bocca. Nell’aula magna c’è un silenzio di gelo perché tutti sanno che all’ultimo spacciatore che gli ha rifilato roba di pessima qualità il Somarelli ha fatto saltare tutti i denti.

“Oh, ragà’, mi sentite??… Funziona ‘st’affare di mmerda??”

“Scì, scì, funziona ti sentiamo!”

“Allora a màmmeta!!”

Un programma elettorale di tutto rispetto.

Per la lista numero due si è candidata la Figoni. La sua coalizione si chiama “Sesso e progresso”. Dice la Figoni, che di nome si chiama Gessica con la G e ci tiene tanto all’ignoranza, che è l’ora di finirla con le assemblee di istituto senza musica e che vogliono un DJ che faccia ballare tutti al ritmo di un po’ di sana “house”. Per gli alunni maggiorenni, inoltre, sarà allestita una stanza con un letto matrimoniale su cui fare l’amore, e all’entrata, ogni giorno, sarà distribuito un preservativo gratuito agli alunni maschi. Con quali soldi non lo specifica, ma riceve applausi a carrettate e vivi fischi di approvazione dagli astanti. Il fidanzato della Figoni le dà un bacio con la lingua e la platea si surriscalda urlando a scquarciagola “Nu-da! Nu-da!!”

E’, infine, il turno della lista n. 3, che, curiosamente, è formata solo dall’alunno Exellentis, che ha 10 in tutte le materie, religione, comportamento e scienze motorie compresi. Ce lo hanno già prenotato al Massachussets Institute of Technology.

“E’ l’ora di finirla con questa scuola lassista! Bisogna tornare al valore autentico dell’istituzione, che è quello di educarci allo studio, alla disciplina, all’acquisizione degli strumenti critici, alla libertà del sapere nella pluralità dei saperi!”

Dalla platea gli arriva un sonoro pernacchione prodotto da quella lenza del Corbelli, che in quanto a fare pernacchie con la bocca, bisogna ammetterlo, è un vero maestro e dà asso, tre e re a tutti noi docenti.

Si diffonde qualche “Buuuuuu!!!” di netta disapprovazione. Ma l’Exellentis continua:

“Dobbiamo fidarci dei nostri professori, che sono i nostri educatori, le nostre guide, i nostri maestri…”

“Viaaaa!!! Fuori!! Abbandona immediatamente quest’aula magna onorata!! Fetente, traditore… infame!! Rovina della scuola pubblica! Voltagabbana! Ti aspettiamo fuori, testa di cazzo!!”

La sommossa sta per assumere contorni preoccupanti, ma ci pensa il Dirigente Ferocius de Leonibus a chiamare la polizia con i lacrimogeni, gli idranti e i manganelli. Rimane solo l’alunno Exellentis, seduto per terra, bagnato come un pulcino appena nato, simbolo della nonviolenza che si oppone allo strapotere dei potenti.

E io sentii la necessità improvvisa e incoercibile di buttarmi tra le braccia dell’addetto al protocollo, perché avevano corcato coi manganelli anche quella buona donna di mia madre.

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