El menú del día: “ebete ripetitore”

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Su Twitter ho risposto a un post di Giulia Selvaggi (è un nome d’arte di un noto e valente avvocato penalista) per dirle che, una volta tanto (succede!), non ero d’accordo con lei sulle sue considerazioni in merito all’identificazione da parte della polizia di Leon Pappalardo, figlio di Selvaggia Lucarelli, che aveva tacciato di omofobia e razzismo il governo di Salvini. A corredo del mio dissenso (espresso, credo, nel più civile e stringato dei modi), avevo aggiunto il link al mio articolo di qualche giorno fa che potrete trovare qui:

Il figlio di Selvaggia Lucarelli identificato dalla polizia

Ho ricevuto a mia volta una cortese e gentile risposta di ulteriore contestazione, questa volta di una certa Liliana Armato, che mi ha fatto presente (come se non lo sapessi) chi sia Salvini e cosa abbia fatto (non ce n’era bisogno, l’ho scritto io stesso sul blog riprendendo i capi di accusa e/o di impuatazione riportati dal casellario giudiziale di Wikipedia). Il problema, evidentemente, non è tanto quello che ha fatto Salvini, che è noto a tutti, ma quello che ha detto Leon Pappalardo e l’atteggiamento della madre che, pur di difenderlo, avrebbe violato la Carta di Treviso sulla riconoscibilità dei minori, guadagnandosi una segnalazione e un deferimento all’Ordine dei Giornalisti.

A tutto questo si è aggiunto un certo Tommy Rizzo (account Twitter @leleilenia) che, non sapendo cosa fare, si è preso la briga e di certo il lusso di darmi dell'”ebete”.

Vi fornisco lo screenshot del breve carteggio, così sapete anche voi come ho passato la domenica.

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