Ed ecco arrivato Benigni in Tivvù (-ù, -ù, -ù…)

Ed è arrivato anche il gran giorno di Roberto Benigni in TV.Che, a quanto pare, udite udite, parlerà del quinto canto dell’Inferno.
Cioè di quello che fa da anni senza minimamente pensare di essere venuto a noia e con il suo approccio un po’ pinocchiesco e caciarone delle fanfare all’inizio dello spettacolo. Anzi, no, pare che condirà il tutto con qualche altra citazione colta, tra cui niente meno che la Genesi, come ha dichiarato nello screenshot di www.repubblica.it, di cui citerà il primo libro.Ora, forse bisognerebbe andare a spiegare a Benigni che il primo libro della Genesi non esiste, non c’è, caso mai il primo capitolo, visto che è la Genesi stessa ad essere il primo libro di un coso che si chiama Bibbia.

E non è uno svarione del giornale, perché Benigni ha proprio detto così, il virgolettato parla chiaro.

Del resto è uno a cui le lauree honoris causa non mancano.

Benigni ha presto capito che monologhi come “Cioni Mario di Gaspare fu Giulia” e film come “Berlinguer ti voglio bene”, o esperienze televisive come “TeleVacca” tutt’al più fanno ridere, ma se dici come è bello amarsi, che tutto il mondo si deve volere bene, che l’amore è quello che mòve il sole e le altre stelle, poi la gente ti segue.

Il vuoto è materiale molto importante. E a questo punto attendiamo con ansia che Benigni reciti Susanna Tamaro, Paulo Coelho e Alessandro Baricco. Applausi preventivi! (su musiche di Nicola Piovani)

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