Due medici iscritti nel registro degli indagati dopo la morte di Annamaria Mantile

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Due medici, contattati da Annamaria Mantile (la professoressa di inglese 62enne deceduta quattro giorni DOPO l’inoculazione del vaccino AstraZeneca) e dalla famiglia sono stati iscritti nel registro degli indagati.

L’iscrizione nel registro degli indagati, lungi dall’essere un atto dimostrante la colpevolezza dei medici è, al contrario, un atto dovuto, soprattutto nell’interesse degli indagati che hanno il diritto di difendersi in sede di accertamenti irripetibili (l’esame autoptico sul corpo della povera vittima).

Il provvedimento, preso dal PM titolare dell’inchiesta, la Dott.ssa Stella Castaldo, mira a verificare soprattutto se sussistano o meno dei profili colposi nella gestione della patologia accusata dalla donna deceduta e che hanno condotto al decesso. La Dott. Castaldo ha altresì nominato un’equipe di specialisti (un medico legale, un anatomopatologo, un infettivologo, uno specialista in anestesia, rianimazione e cardiologia) incaricata di verificare la correttezza delle procedure poste in essere dalla ASL nell’inoculazione, e l’eventuale innesco di reazioni.