Donne di cui abbiamo un estremo bisogno: Nandra Nunzia Alessandra Schilirò

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Nandra Nunzia Alessandra Schilirò è una donna. Ricopre la carica di vice questore aggiunto presso la Polizia di Stato. Ha 43 anni. E’ sposata (e va beh, affati suoi), a tempo perso ha scritto un libro, ha ricevuto quattro premi dalla società civile per i suoi risultati professionali, ed è apparsa come ospite in numerose trasmissioni televisive.

Sabato scorso, dismessa la divisa d’ordinanza e il suo ruolo di pubblico ufficiale, ha indossato degli abiti civili che ne esaltavano l’innegabile bellezza esteriore e interiore, è salita su un palco e, siccome non è vincolata all’autorizzazione della caserma o del comando di appartenza non essendo il suo un ruolo militarizzato, ha espresso le SUE opinioni. Condivisibili? Non condivisibili? Erano le SUE e tanto basta.

Ha detto parole e frasi come “Il male nella storia non ha mai vinto”, ha invocato “la disobbedienza civile”, come “dovere sacro quando lo Stato diventa dispotico”, ha citato figure dallo spessore storico ineguagliabile come il Mahatma Gandhi e Gesù di Nazareth.

Sono cose che puzzano. Una donna con una professionalità integerrima, che ha scritto un libro, che ha giurato sulla Costituzione, che si è impegnata a fondo contro la violenza sulle donne (eh, ma come si permette?), che sulla base di quella stessa Costituzione esprime liberamente il proprio pensiero (eh, sì, si fa presto a dire “Costituzione”), che cita gentaglia infame come Gandhi (e Gesù di Nazareth, poi, che vergogna!) non poteva non essere attenzionata dai suoi superiori.

“Sto seguendo la vicenda personalmente con il capo della Polizia, Lamberto Giannini, affinché vengano accertate, con assoluta celerità, le responsabilità sotto ogni profilo giuridicamente rilevante a carico dell’interessata”, ha dichiarato il Ministro degli Interni Lamorgese.

Le fa eco Licia Ronzulli, vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato: “Mi auguro che il ministro Lamorgese intervenga subito per sospenderla dall’incarico che ricopre e che chiaramente non è in grado di onorare.”

Ignorando, o, peggio ancora, non sapendo proprio per niente, che una azione grave come la sospensione dall’incarico non può avvenire così, ex abrupto, e per iniziativa unilaterale. Occorre un procedimento disciplinare che ha tempi e modalità fissati, in cui la Schilirò ha tutto il diritto e il dovere di difenderersi, e che in caso di esito sfavorevole, può essere impugnato innanzi alla magistratura ordinaria (TAR e Giudice del Lavoro in primis).

Non gliel’hanno detto, a Nandra Nunzia Alessandra Schilirò, che era sotto procedimento disciplinare. L’ha saputo dai giornali. E ha reagito dichiarando di essere molto serena e di voler andare avanti, con o senza divisa, a servire il suo Paese.

Se non è una donna questa…