Docenti: Concorso Straordinario (29/09/2020), considerazioni e programmi d’esame (PDF)

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La montagna del MIUR ha partorito in fretta e in furia il topolino del Concorso Straordinario. Oggi il bando sarà riportato sulla Gazzetta Ufficiale.

Per la prova scritta, della durata di 150 minuti (contro le 6 ore del Concorsone del 1999), saranno somministrati cinque quesiti a risposta a perta e la comprensione di un testo in lingua inglese, per accertare le conoscenze del candidato della materia a livello B2. Insomma, niente “Come ti chiami?”, niente cocomeri o supermercati, niente domande sulla tua vita e sulla tua famiglia, come accaduto al povero Suárez per il livello di appena un gradino inferiore.

Attenzione: non “lingua straniera”, ma “lingua inglese”. Non è dato, cioè, al candidato, di scegliere la lingua in cui svolgere la prova scritta. E se uno l’inglese non lo sa? E se si è laureto (si veda il caso) in spagnolo e portoghese? E se fa parte di quella categoria di precari di età più elevata che (si veda sempre il caso) al Liceo hanno studiato francese, senza rientrare nell’anglicizzazione coatta delle classi superiori operata tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80? Basta avere 55-56 anni.

Le misure anti-covid saranno, giustamente, rigidissime: oltre alla misurazione della temperatura all’ingresso, al distanziamento obbligatorio e opportuno tra le postazioni, le disposizioni contro il coronavirus prevedono che non si possa antrare con temperatura uguale o superiore a 37,5 gradi o con sintomi respiratori. Ma quello che desta maggiore allarme è che chi si trova in quarantena alla data di svolgimento della prova, NON sarà ammesso alla prova suppletiva. Cornuti e mazziati, con la sola colpa di aver contratto il virus e di essere malati. Nessuna possibilità di rientro, per loro, nemmeno per quelli che si trovano in quarantena per cause di servizio (magari in seguito alla conclamazione di un caso positivo nelle proprie classi), nemmeno per quelli che, nel frattempo, sono guariti con due tamponi positivi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro.

Per superare la prova scritta serve un punteggio complessivo non inferiore a 56/80.

Ma quali sono le classi di concorso per cui è previsto l’arruolamento? Oltre alle classiche italiano, latino, storia, geografia, filosofia, diritto e quant’altro si necessiti, noto che sono previsti: Design della ceramica, Design del tessuto e della moda, Discipline grafiche, pittoriche e scenografiche, Discipline sanitarie, Disegno artistico e modellazione odontotecnica, lingua araba, cinese, giapponese, portoghese e russa, Scienze e tecnologie della calzatura (con tanto di richiesta di conoscere “anatomia e morfologia del piede”), Tecnica della danza classica, Enologia. Tutte discipline nobilissime.

Ma cosa bisogna sapere? Sono andato, per pura curiosità personale, a vedere cosa prevede il programma per l’insegnamento della lingua spagnola (hai ri-visto mai?). Leggo che bisogna:

“conoscere la configurazione diatopica dello spagnolo e delle sue varianti diastratiche e diafasiche, con particolare riferimento alla competenza sociolinguistica del discente

Io ho paura! “Diastratiche” e “diasfasiche”? La “competenza sociolinguistica del discente”? Ma cosa volete farmi?? E la letteratura che fine ha fatto? Perché i “discenti” non possono portare, come accadde nel Concorsone del 1999, le 30 opere a scelta della letteratura spagnola, ed essere interrogato su quelle?? La letteratura non c’è (quasi) più. O, meglio, è inglobata in una serie di conoscenze “generiche”, che si esplicitano nella seguente disposizione:

“conoscere e saper esporre la cultura e civiltà dei paesi di lingua spagnola, con particolare riferimento agli ambiti storico, sociale, letterario, artistico ed economico;”

E’ chiaro che le cose sono notevolmente cambiate, e che il futuro, con queste premesse, è quanto mai incerto. Forza, ragazzi!

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