Diffamazione nei confronti di Paniz e Scilipoti: sequestrato l’intero sito vajont.info

Reading Time: 3 minutes

Il carissimo lettore Malfanti Ofelio vedovo Midiailsecoloditalia, mi segnala or ora questa notizia che ha dell’incredibile.

A seguito di una querela presentata dai deputati Paniz e Scilipoti è stato indagato Tiziano Dal Farra, titolare ed editore del sito vajont.info. L’accusa è di diffamazione aggravata dalla diffusione per via telematica e dal fatto che le persone di cui si tratta sono pubblici ufficiali. La frase incriminata era “E se la mafia è una montagna di merda…i Paniz e gli Scilipoti sono guide alpine!”

Fin qui i fatti. A cui, sorprendentemente, è seguito un ordine di sequestro preventivo, regolarmente eseguito, di TUTTI i contenuti del sito, che è stato completamente oscurato.
Anzi, Tiziano Dal Farra è stato, come si legge (male, ma si legge) nella copia del verbale di sequesto preventivo “invitato a non riattivare o pubblicare/divulgare/distribuire anche in altri contesti, quanto oggetto di sequestro.”

In breve è accaduto. Sequestrato un sito INTERO (che, immagino, contenesse ANCHE materiale non diffamatorio) per UN contenuto.

Quello che è in discussione non è il fatto che la frase sia effettivamente diffamatoria o meno.
Questo, nel caso, saranno i giudici di merito a stabilirlo. Tiziano Dal Farra si difenderà dalle accuse e/o dal processo come meglio crederà, e sarà solo in quella sede che dovrà spiegare ai suoi giudici naturali (in primo e secondo grado, oltre che in Cassazione, se lo desidera).
Come non è in discussione il diritto di Scilipoti e Paniz di presentare querela nei confronti di chi vogliono, se si sentono lesi nella loro dignità di persone e nella loro onorabilità. Questo non lo metto in discussione perché se si tratta anche di un MIO diritto non si vede perché non debba esserlo anche loro.
Quello che è in discussione è se corrisponda a principii di giustizia sequestrare UN INTERO SITO per dei contenuti isolati ritenuti (e finora ritenuti, visto che non è intervenuta alcuna sentenza di merito) diffamatori.

La domanda è: potevano essere sequestrati (o, semplicemente, inibiti) QUEI contenuti?

E perché togliere a Tiziano Dal Farra la possibilità di continuare ad esprimere le sue opinioni sul suo sito?

Oltre a questo, a circa 200 provider italiani sarebbe stato ordinato “inibire ai rispettivi utenti l’accesso all’indirizzo web www.Vajont.Info 1, ai relativi alias e ai nomi di dominio presenti e futuri, rinvianti al sito medesimo, all’indirizzo ip statico che al momento dell’esecuzione del sequestro risulta associato al predetto nome di dominio e ad ogni ulteriore indirizzo ip statico che sarà associato in futuro (interdizione alla risoluzione dell’indirizzo mediante dns)”.
Quindi, non sarà possibile, come per i domini ospitati in Italia, sapere chi ha operato il sequestro (la sezione di Belluno del Compartimento della Polizia Postale del Veneto) e per ordine di chi (il Dott. Federico Montalto, Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Belluno), magari attraverso una immagine a cui sono rinviate le richieste dirette a quel particolare dominio. No, il collegamento non funziona. Punto.

E’ il precedente. E’ il provvedimento che apre una strada, un orientamento. E quell’orientamento appare dei più cupi, foschi e preoccupanti.

Vuol dire che chiunque si senta diffamato può non solo chiedere (quello lo fanno tutti!) ma addirittura ottenere, e in via PREVENTIVA (non in seguito a una sentenza definitiva passata in giudicato) il sequestro di una INTERA COMPLESSITA’ di contenuti, solo perché UNO SOLO di essi costituirebbe (il condizionale è d’obbligo) reato.

Punto informatico, in un articolo di Mauro Vecchio, riporta: “all’IP ora inibito del dominio corrisponde un server del provider USA GoDaddy,  a cui fanno capo diverse centinaia di domini differenti da quello oggetto del provvedimento.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.