Diffamazione: la Corte Costituzionale rinvia al giugno 2021 la decisione sulla costituzionalità del carcere per i giornalisti

Reading Time: < 1 minute

Oggi si parla solo di diffamazione.

E’ notizia di questi giorni la decisione della Corte Costituzionale di rinviare di un anno (fino al giugno 2021) la decisione sulla costituzionalità o meno del carcere per i giornalisti e per i comuni cittadini, sollecitata dai Tribunali di Bari e di Salerno, secondo quanto previsto dalle leggi sulla stampa e dall’articolo 595 del nostro codice penale.

Visto che in Parlamento giacciono svariate proposte di legge per ridurre le sanzioni a carico di chi si sia macchiato dell’orrendo reato, sanzioni che prevederebbero la sola multa, aumentata rispetto ai valori attuali, ma l’eliminazione della sanzione della reclusione per i casi più gravi. Una decisione che sarebbe stata presa “nel rispetto della leale collaborazione istituzionale”.

Spetta dunque al Parlamento sbrogliare la intricata matassa e c’è da dubitare fortemente che in un anno ce la faccia. Già una volta, in occasione del caso di Marco Cappato, la Corte Costituzionale aveva rinviato temporalmente la decisione sulla delicata questione che aveva visto come imputato l’esponente radicale, confidando in una iniziativa in merito da parte del Legislatore, ma nulla si era smosso e la Consulta decise per proprio conto.

C’è solo da sperare che vengano contemperati i diritti della libertà di espressione, sanciti dall’articolo 21 della Costizione e dall’articolo 10 della Carta dei Diritti dell’Uomo, e quelli della dignità della persona. Ma per chi c’è in mezzo, non resta altro che attendere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.