Diffamazione 1 – Patrizia Moretti Aldrovandi davanti al GIP il 10 novembre prossimo

Mi ritrovo di nuovo a dover parlare di diffamazione e di alcuni paradossali effetti perversi a cui questo istituto giuridico ci conduce.

Patrizia Moretti Aldrovandi, madre di Federico, è stata querelata da Paolo Forlani, condannato in secondo grado per omicidio colposo e in attesa del giudizio definitivo della Cassazione. La donna, nell’entrare in un bar, aveva riconosciuto tra gli avventori il Forlani, e nel ricordare l’episodio sul suo blog aveva scritto di aver visto e riconosciuto “uno degli assassini di mio figlio”.
Dopo la querela il Pubblico Ministero Ombretta Volta si è espressa per l’archiviazione sia in merito all’accusa di diffamazione che a quella, pure contestata a Patrizia Moretti Aldrovandi, di istigazione alla violenza per aver scritto le frasi “quando vedo uno di loro mi manca il fiato, come a mio figlio. Mi si ferma il cuore, come a lui. Non riesco più a respirare, non so reagire. Vorrei urlare, picchiare, uccidere, ma non ne sono capace. Posso solo andare via e piangere. Andare via per non mostrare le lacrime proprio a loro. Impuniti. Per ora”.

Patrizia Aldrovandi ha scritto questo. E questo basta per trascinarla davanti al Giudice per le Indagini Preliminari, che il 10 novembre prossimo deciderà se rinviarla a giudizio oppure dichiarare il non luogo a procedere.

Il 1 marzo prossimo Patrizia Moretti Aldrovandi comparirà alla prima udienza del processo a suo carico per diffamazione a mezzo stampa a danno del PM Mariaemanuela Guerra, dopo essere stata rinviata a giudizio dal GUP di Mantova.
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