Dies irae!

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Mentre sto scrivendo mancano pochissimi minuti al 20 agosto.

Anzi, è molto probabile che nel momento di mettere in linea queste righe il nuovo giorno sia già arrivato.

E’ il giorno in cui scade il termine fissato dal Generale Figliuolo nei confronti delle Regioni per il conferimento dei mai ben meglio specificati “dati univoci” sulla popolazione scolastica vaccinata (e, per contro, su quella NON vaccinata).

Dovrebbe solo essere questione di ore. Dopodiché speriamo davvero che questi dati vengano resi pubblici in modo tempestivo, chiaro, altrettanto “univoco” e trasparente, sia nella loro globalità che nella loro particolarità. Nessuno vuol sapere come si chiamano i vaccinati o i non vaccinati, quello sono scelte individuali. Ma TUTTI vogliono e DEBBONO sapere qual è l’esatta (dico, esatta, al millimetro!) percentuale tra le due opposte fazioni e scuole di pensiero, per controllare se sia opportuno o meno intraprendere iniziative ulteriori (e sicuramente estreme) come la vaccinazione obbligatoria.

Ma non solo: vogliamo sapere anche su che base sono stati raccolti questi dati. Sulla vaccinazione di categoria o quella di fasce di età? Vogliamo sapere, e lo vogliamo sapere subito, se si può considerare essere stata raggiunta o meno una immunità di gregge, almeno quella delle “pecore” dell’ovile della scuola pubblica in modo che grazie al sacrificio di chi ha deciso di vaccinarsi anche chi non può farlo possa sentirsi al sicuro, perché la solidarietà di gregge è anche questo: io mi vaccino per proteggere me stesso e anche te che non puoi vaccinarti. Se uno si vaccina solo ed esclusivamente per avere il green pass per andare a mangiare lo spaghettino alle vongole al ristorante (perché, si sa, la gente per una fritturella di paranza lèggia lèggia sarebbe disposta a vendere perfino la propria madre, figuriamoci prendere una punturina) o a pomparsi i muscoli in palestra non ha fatto alcun gesto di solidarietà, ha solo ceduto a un ricatto e possiamo anche chiuderle domattina le scuole.

Vogliamo sapere con assoluta certezza quanti sono questi supereroi pro-vax che non potranno contare nemmeno sul loro ruolo di pubblici ufficiali per chiedere uno straccio di green pass ai loro studenti, mentre i loro studenti, per tramite dell’istituzione scolastica, possono sapere tutto di loro, e quanti siano i “no-vax” che verranno trattati con infamia e tacciati da untori della scuola pubblica, costretti a svenarsi il portafogli per pagarsi i tamponi. Entrambi cornuti e mazziati, perché costretti a pagare di persona (chi trattato come una marionetta, chi come un miserabile) il prezzo delle loro scelte.

Ce lo devono dire. La loro credibilità e la loro autorevolezza non sono un optional.

Càccino questi dati. Subito.