Dicono di me: “Voce insopportabile”

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La platea di melòmani della lettura e dell’interpretazione di Audible.it ha dato il suo infausto responso: la mia voce, nella mia audiolettura di “Eugenia Grandet” di Balzac, tradotta dall’incommensurabile Grazia Deledda, è “insopportabile”.

Lo dice una signorina che si firma con l’esotico pseudonimo di LouLou, e io non sono abituato a dare spiegazioni a chi non ci mette la faccia, a chi non si identifica con un Egregio Signor Nome e Cognome.

Ma a chi mi legge, sì, una risposta la do. Sempre.

La signorina in questione intitola il suo commento con il giudizio tranchant di “Voce insopportabile”. E va beh, è una sua legittima opinione. Per me è perfino troppa grazia. Ma vediamo cosa dice:

Perché non scegliere grandi voci per grandi romanzi?? Libro letto più volte ma con questo non sono andata oltre i 20 minuti.

Allora le rispondo. Le grandi case editrici preferiscono concentrare il loro impegno negli audiolibri riferiti a titoli recentemente usciti o, al massimo, in “classici” del ‘900 (si veda ad esempio, la coinvolgente e trascinante lettura di Battiston dei romanzi del ciclo di Maigret di Simenon). Dei classici precedenti non si preoccupano. Perché c’è troppa concorrenza (le opere sono, nella maggior parte dei casi, cadute in pubblico dominio) e il gioco non vale la candela.

Su Audible, oltre alla mia, della Grandet di Balzac c’è la lettura di Silvia Cecchini. Perché non ha scelto quella? E’ una alternativa e viviamo in un regime (!) di libero mercato. Inoltre, se proprio la mia voce la disturba tanto, avrebbe potuto fare una cosa, ascoltare l’anteprima (libera e gratuita per tutti) e poi decidere se scaricarla e ascoltarla o no. Invece, con il suo comportamento e con il suo voto, sia pure negativo, ha contribuito a spingere in alto il mio audiolibro nel motore di ricerca di Audible e, anche con la sua lettura durata solo 20 minuti, ha fatto piovere qualche soldino nelle mie tasche (grazie!).

La gente non si accontenta di avere delle idiosincrasie per conto proprio. Non è contenta finché non le rigetta sul prossimo. Voi mi direte: cosa avrebbe potuto fare la signora in questione? Semplice: munirsi di un microfonino da PC, di un programma per la gestione dei file audio (Audacity è libero e gratuito per chiunque!), della traduzione di Grazia Deledda della Grandet di Balzac e mettersi a registrarla. Un libro come quello non ha mai fatto del male a nessuno. Poi avrebbe potuto metterla in commercio, come ho fatto io. Se ci sono arrivato io è segno che ci può arrivare chiunque. Sentiamola la voce di questa signorina, poi decideremo anche noi se è “insopportabile” o no. C’è gente che si fa un mazzo tanto per mettere a disposizione, anche gratuitamente (avrebbe potuto scaricarla da classicistranieri.com, quella audiolettura, e a me non sarebbe venuto in tasca nemmeno un soldo) opere classiche del passato. Insomma, c’è chi lavora e chi dà giudizi. Non le piace la mia voce? La mia lettura è monotona? Provi ad ascoltare Gianrico Carofiglio che legge se stesso, si addormenta nemmeno dopo il primo capitolo, altro che 20 minuti!

Occhio, se se su Audible io sto male, c’è sempre gente che sta molto, molto peggio.