Dicono di me: “sembra una televendita con voce fuori campo”

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L’ennesima polita utente di Audible.it (che questa volta si firma, almeno mette il nome di battesimo, “Mirella” e non si trincera dietro all’anonimato) ha pensato bene di dare una miserabile stella alla registrazione della mia lezione-conferenza sulla cucina ai tempi de “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa, disponibile sulla piattaforma. Ha motivato così il suo formidabile giudizio critico:

“è una registrazione di non so cosa, sembra una televendita con voci fuori campo, non c’entra nulla”

Allora: intanto “registrazione di non so cosa” lo va a dire a sua sorella, perché di che cosa si tratta lo sapeva e bene. Sulla copertina dell’audiolibro c’è scritto chiaramente “Lezione-conferenza”, e questo dovrebbe bastare almeno a dare un orientamento di massima, in secundis, sulla descrizione dell’opera (opera?) c’è scritto che si tratta di una “Lezione-conferenza tenuta all’Università della Terza Età di Roseto degli Abruzzi”. Sì, sono andato a spiegare questo tema ai cari vecchietti del paesello in cui vivo, è normale che in una registrazione in presa diretta ci siano dei rumori di sottofondo, delle interruzioni da parte del pubblico, domande, commenti, risatine e quant’altro.

E, quindi, certo che non è un audiolibro, è un podcast. Audible.it mette in linea anche quelli. La signora in questione, come tutti, poteva tranquillamente ascoltarsi l’anteprima (gratuita) e decidere se scaricarsi il tutto e ascoltarlo o, se proprio era tanto sensile, non farne di niente.

E invece no. Invece c’è gente che non si accontenta di avere delle opinioni (sbagliate!) per conto proprio, non è felice finché non le esplica pregiudizialmente “coram populo”.

Televendita”, poi? Ma quando mai ha sentito (ammesso che lo abbia sentivo) promuovere pentole, gioielli, robot da cucina, attrezzi per affettare le zucchine, cremine di bellezza o quant’altro?

Nulla da fare, la gente è fatta così. Comunque grazie alla signora Mirella. Ascoltando il mio podcast ha contribuito ad arricchire il mio portafogli. Che, visti i tempi che corrono, non è nemmeno poco.