Dichiarazioni estive di Di Pietro e Casini

Antonio Di Pietro e Pieferdinando Casini

Di Pietro ha affermato, in un’intervista al “Fatto Quotidiano” di oggi, che nei confronti di Napolitano “fossi ancora pm chiederei una condanna politica”.

Ipotesi quanto meno bizzarra perché:
a) i pm non chiedono condanne politiche, chiedono condanne tout-court e l’applicazione delle pene relative;
b) Di Pietro non è più un pm per sua scelta;
c) Di Pietro si dimentica che le condanne politiche le può chiedere proprio ora che è un politico.

Al contempo Casini, parlando di Ingroia ha dichiarato: “sicuramente è il giudice più imparziale del mondo, ma io tra le mie mura domestiche ho il diritto di dire quello che penso” e “Se dovessi essere giudicato da Antonio Ingroia avrei qualche preoccupazione in più”.

Ora, il punto è che Ingroia non è un giudice e, come tale, non giudica, ma chiede a un giudice terzo di emettere delle condanne (o anche delle assoluzioni, se del caso).
E Casini, finché non commette reato ha il diritto di dire quello che pensa nonsolo tra le sue mura domestiche, ma anche fuori. Solo che, come tutti, può essere tranquillamete criticato per quello che dice.

Piccoli esempi di politica estiva spicciola.

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