Dichiarazione universale dei diritti dell’odio verso le pubblicita’ natalizie

Devo confessarvi che quest’anno, più che nei precedenti, ho sviluppato un fastidio e un’avversione tali per le pubblicità di Natale, che prenderei a calci in culo perfino Santa Claus.

In particolare mi stanno antipatici tutti i bambini (rigorosamente del nord, si noti bene!) che fingono di essere buoni e innocenti, quando sono solo degli evidenti assassini in erba che cercano di far ammazzare l’augusto vecchietto in vestito rosso e pompòn bianco, renne comprese, cercando di farlo sfracassare dal camino (“Bùttati che è morbido!!”).

Perchè è tutto un buonùme retorico insopportabile, perfino più insopportabile del buonismo del Partito Democratico, e guardate che ce ne vuole.

“A Natale puoooooi / fare quello che non puoi fare maaaaaaaaaaiiiii”. Ma cosa fanno a Natale questi rompicoglioni in erba che non possono fare negli altri momenti dell’anno? Voglio dire, a parte reclamare a gran voce un cellulare nuovo, la Playstation, Facebook libero in libero stato, l’opzione natalizia per la scheda SIM per poter mandare mille e più SMS a chiunque ed entrare così nel nòvero dei trituratesticoli ad oltranza? Durante l’anno possono fare sempre e comunque quello che cavolo vogliono perché hanno imparato l-e-n-t-a-m-e-n-t-e (“piano piano, buono buono”) che la prepotenza nel nostro paese paga.

E allora già che ci sono, i nostri pubblicitari possono anche mettere nelle pubblicità ambientate nel profondo nord qualche bambino di colore, ma non proprio nero, diciamo mulatto, per far vedere che l’integrasi

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