Di Pietro si dimetterebbe se passasse l’indulto

In un post di un paio di giorni fa Beppe Grillo scriveva a proposito della proposta dell’indulto:

L’indulto è il tema del giorno.

I giornali ne parlano poco e malvolentieri, nonostante possa farci tornare alle urne a primavera.
Il governo lo vuole estendere ai reati più in voga tra i parlamentari: la corruzione, le tangenti, il falso in bilancio.
Si è opposto il solo Di Pietro che ha detto che darà le dimissioni da Ministro se passerà questa inciuciata con la Casa circondariale delle libertà.

A dire il vero, il Ministro Antonio Di Pietro ha usato termini un po’ più morbidi, in una sua lettera aperta all’Unione:

Come Presidente dell’Italia dei Valori e membro della maggioranza non lo potrò mai accettare, con tutte le conseguenze del caso

E’ il momento buono che se Di Pietro si dimette lo voto. Gliel’ho scritto in una e-mail. Tanto per quello che vale…:

Gentile Ministro Di Pietro,

ho letto sul blog di Beppe Grillo che sarebbe disposto a rassegnare le dimissioni nel caso passasse un indulto esteso a reati finanziari, societarie e contro la pubblica amministrazione.

Mi auguro proprio che sia vero. Una sinistra che appoggia il corridoio umanitario per Previti non è molto dissimile dalla destra. Ed è bene che se ne vada a casa.

Sempre che non se ne vada a casa prima, sul voto al Senato a proposito dell’Afghanistan (già, è previsto per mercoledì. Cioè quando l’Italia ospiterà il vertice sulla situazione in Medio Oriente.

Ad ogni buon conto, conti pure sul mio voto se, come promesso sul blog di Grillo (e, a quello che vedo, anche sul Suo, sia pure in maniera più velata e meno chiara), si dimeterà dopo che sarà passato questo bruttissimo provvedimento di clemenza.

Un caro saluto.


Valerio Di Stefano

 

 

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