Del bello dell’ascoltare gli audiolibri su Audible e altri incidenti

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Il mondo degli audiolibri e delle audioletture è veramente straordinario.

L’ho scoperto da poco, almeno dal punto di vista stettamente commerciale, perché sono anni che i libri letti (e perfino scritti) da me circolano gratuitamente su classicistranieri.com.

Ora sono in vendita anche su Audible, che è un’iniziativa interessantissima. Ci sono solo 9 miei titoli, ma presto (spero) ne saranno inseriti un’altra ventina, comprese le mie le mie lezioni-conferenze all’Università della Terza Età. Insomma, si guadagnicchia, via.

L’audiolettore medio è un po’ paragonabile al melomane che va a teatro con lo spartito e bacchetta il direttore d’orchestra per un fa diesis cannato o i cantanti per un’interpretazione particolarmente infelice. C’è una concorrenza spietata tra lettori ed editori (soprattutto di alcune opere di pubblico dominio), ognuno interpreta un’opera a suo modo e il pubblico vota con un minimo di una stella e un massimo di 5 stelle (“5 stelle” è il vertice più politico delle audioletture) l’interpretazione e il contenuto dell’opera. E c’è gente veramente senza pietà. Per un nonnulla, per una cosa minima (e quando dico “minima” intendo proprio dire di entità trascurabile), sono pronti a stroncarti su due piedi e far scivolare, con un commento negativo, il tuo lavoro alle ultime posizioni della pagina, in modo che nessuno o pochissimi vadano a scaricarla. E bravi, così si fa.

Per fortuna, a parte qualche eccezione, le mie interpretazioni piacciono abbastanza, la gente è gentile con me, anche troppo.

C’è un signore che è stato entusiasta del mio “Pinocchio” di Collodi. Mi ha dato 5 stelle (voto davanti al quale m’inchino, ma mi gratto anche amabilmente i coglioni) e ha commentato così:

Ecco, avrei preferito mille, diecimila volte, ricevere una sola stella e senza commento, che cinque stelle di gradimento con quell’orribile aggettivo “toshano” con l’h aspirata, perché si sa che noi toscani ci mangiano tutte le c, e allora non c’è niente di peggio di una persona che voglia fare il piacione e il compagnuccio di merende, quello che ti dà una pacca sulla spalla, e prova a sposare la parlata, fiorentina o labronica che sia, per farti piacere. Invece deve sapere questo curioso signore che in Toscana “toshano” si dice “toscano”, come in italiano, esattamente come si di “vado a ccasa” (con la /k/ doppia) e non “vado a hasa”. E’ una regola fonetica che si chiama raddoppiamento fonosintattico, sicché vi dovete mettere l’animo in pace. /tos’kano/ si dice, e senza nessuna eccezione.

Per cui, anch’io mi sono iscritto a Audible e sto scaricando un po’ di robetta molto buona. Tra l’altro il fatto che ci sia qualcuno che legge per me, mi rende molto felice (oltre, naturalmente, ai quattrini che vengono dagli ascolti dei miei audiolibri -più ascoltate e più io guadagno, sappiatelo!-). Sono pigro e soffro di presbiopia, sicché la sera invece di sforzarmi gli occhi, mi metto le cuffiette e mi lascioa addormentare dalla lettura di qualcuno. Primo libro ascoltato per intero “Per legge superiore” di Giorgio Fontana (questo ragazzino scrive maledettamente bene!), e successivamente ho attaccato “Accabadora” di Michela Murgia, letto dalla stessa autrice. Una scoperta, per fortuna.

Perché non è detto che un audiolibro, siccome è letto dallo stesso autore debba per forza essere anche piacevole ad ascoltarsi, a volte è proprio una gran rottura. Michela Murgia rende molto bene il suo bellissimo romanzo. ma Gianrico Carofiglio che legge il suo “Testimone inconsapevole” è veramente una gran pena finirlo di ascoltare. Sarebbe stato meglio che fosse stato letto da qualche attore professionista. Sì, d’accordo, l’autore dà il tono e l’interpretazione secondo le sue intenzioni narrative ed è, in un certo senso, una operazione filologica. Ma non è detto che abbia una voce gradevole e che non legga in modo assolutamente noioso (come in passato hanno imputato a me).

Insomma, mi sono iscritto ad Audible e ne sono contento, più che soddisfatto. Costa solo una decina di eurini al mese, e un Oscar Mondadori costa su per giù quella cifra, solo che non avete 60.000 titoli a disposizione e nessuno che li legga per voi. Insomma, ve lo consiglio, oltretutto il primo mese è gratis. Quindi fatemi questo favore, così io divento ricco. O magari fate diventare ricco qualun altro, che ne so? Fatto sta che è e resta una bellissima esperienza. Forse.