Dead Man Walking

Questo signore tra poche ore sarà cacciato in malo modo dal Senato della Repubblica.

E sono tutti al suo capezzale per suggerirgli di quale morte dovrà morire, se suicidarsi prima ancora di arrivare a Palazzo Madama, o se affrontare i suoi nemici guardandoli in faccia, senza neanche farsi bendare gli occhi, come se nessuno sapesse che tanto Fisichella gli vota contro.

Che poi uno dice, vado al Senato per vedere e conoscere per nome uno per uno chi è che fa cadere il Governo. Ma lo sappiamo già chi è che ha fatto cadere l’esecutivo, non c’è bisogno di una lista di nomi, ne basta uno solo, quello di Mastella.

Così ci si avvia a una strage annunciata, ma con l’idea buonista e anche un po’ becera di aver fatto il proprio dovere fino in fondo, quando il proprio dovere era ed è quello di evitare le elezioni anticipate invocate a gran voce dal centro-destra.

Se avesse avuto la compiacenza di dimettersi subito, Prodi avrebbe allargato la possibilità di un reincarico per un Governo a scadenza che si occupi delle riforme.

Invece no, con questo offrire il petto al fuoco del nemico, Prodi va dritto dritto verso le elezioni anticipate, giusto per fare l’ennesimo favore a Berlusconi, visto che quello della mancato varo della legge sul conflitto di interesse glielo ha già fatto due volte in due governi.

O forse pensa ancora che ci sia qualcuno del centro-destra disposto a darsi malato perché, si sa, se Prodi cade al Senato (e cade!) addio legislatura, ma soprattutto addio pensione, visto che mancano ancora una decina di mesi al tanto agognato vitalizio per i deputati e i senatori al primo incarico.

Non c’è che dire, questo governo  non ha avuto neanche la compiacenza di invocare per sé l’ultimo atto di umana pietà.

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