Cose da odiare: le strasmissioni televisive con gli SMS che scorrono in basso

Non so se anche voi guardiate con lo stesso fastidio con cui appaiono ai miei occhi quelle orrende trasmissioni (per lo più sportive, ma anche no) in cui scorrono, a mo’ di sottotitolo, gli SMS che la gente invia in redazione.

Si tratta di una vera e propria depravazione dell’animo umano che, attraverso il mezzo televisivo, si fa carne da arena romana con tanto di pollice verso per il povero gladiatore sconfitto.

Le trasmissioni sportive, soprattutto quelle calcistiche, dicevo. Le peggiori sono quelle trasmesse dalle reti locali, quelle in cui la gente si scrive "Noi del Milan siamo sempre i più forti!", oppure "Graaaaaaandre juveeeeeee" (perché usare le maiuscole è un optional!). Ma c’è anche "Quelli che il calcio", che una volta che Fazio non faceva ancora lo zerbino era guardabile, e adesso c’è la Simona Ventura che urla, strilla, sbraita, cazzo ciavrà da urlà’, anche lei, pare che se non urli la gente non ti sente, eppure ci dovrebbe pensare il satellite a trasmettere il sonoro, non è che uno debba raggiungere gli ascoltatori nelle Americhe con la forza dei soli polmoni, e che diamine.

Ci sono poi i messaggi d’amore: "Ciccino, la tua Ciccina ti ama tanto e oggi che è il tuo compleanno ti dà tanta Ciccia!" e anche lì chi se ne frega degli amplessi altrui o di quanta Ciccia Ciccina darà a Ciccino che magari è pure vegetariano, che ti coprono anche l’aggiornamento dal campo di Livorno così non hai nemmeno la soddisfazione di sapere di quanti gol siamo sotto stavolta.

Anche "Chi l’ha visto?" prosegue su questa falsariga ed è un peccato per una trasmissione di servizio. Durante lo speciale sulla scomparsa di Elisa Claps la gente sfogava i suoi istinti più bestiali scrivendo "a morte tutti quelli che sapevano e sono stati in silenzio" (già, ora si viene a scoprire che quelli che sapevano erano i preti, e come si fa a mandarli a morte?) o dando sfogo alla retorica più bieca e sconveniente con frasi del tipo "Eri tra noi, ma adesso non temere, Elisa, sei un angelo in paradiso", già, e allora perché lei è morta e chi scrive è ancora vivo?
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