Cose da odiare: il concerto del primo maggio

Il concerto del primo maggio, Dio che narcosi! Comincia alle quattro e alle quattro e mezza ti ha già sfracassato i coglioni sdraiandoti sul divano con addosso una depressione che neanche i triciclici e la fluoxetina riuscirebbero a debellare in breve tempo.

La gente pare divertirsi, il lavoro non c’è per nessuno eppure la gente pare non rendersene cono, a partire da quella là sul palco che si mette i baffetti e che si chiama Sabrina Impacciatore, ma chi cazzo era prima, e, soprattutto, chi cazzo sarà domani?

Il concerto del primo maggio è così, fa vedere volti sconosciuti agli sconosciuti, personaggi che resteranno sconosciuti e che torneranno in p-naftalina (la "p-" era d’obbligo) fino al primo maggio dell’anno prossimo. E la gente applaude, grida, qualcuno tiene la fidanzata a cavacecio, e via, salta salta, curre curre, rap, amplificatori e diffusori acustici a palla, mamma mia che squacchiamento di zebedèi, almeno una volta si andava a mangiare il prosciutto con i baccelli in campagna col mi’ nonno Armando, l’unico democristiano che festeggiava il primo maggio assieme ai comunisti…
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