Consiglio di classe

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Oggi, addì venticinque del mese di ottembre… ottobre…, no, settembre, insomma, chello che d’è, si svolge nei locali dell’Istituto “Gian Burrasca”, appositamente adibiti, il solenne, anzi, solennissimo Consiglio di Classe preliminare della classe prima sezione Z.

Vista l’assenza giustificata del Dirigente Scolastico, impegnato nel convegno “L’epistemologia della scuola abruzzese: da Celestino V alle direttive del Ministro Bianchi”, su delega del suddetto istesso medesimo presiede la seduta la Professoressa Acidophili, che dichiara assenti giustificati il Professor Crucefixis di Religione Cattolica, impegnato a partecipare al corso di aggiornamento “La sostanza del Figliuol di Dio è omousia o omoiusia?” e la Professoressa Nullafacentis, che comunica di avere ancora i bigodini in testa.

La parola passa alla Professoressa Cervelletti per una breve presentazione della classe. “Io non so come fare, ho dato loro da leggere un breve testo in inglese, livello A sottozero, non hanno saputo riconoscere i verbi principali, le preposizioni, il moto a luogo, e nemmeno l’articolo determinativo… io sono disperata, questa classe mi fa dannare! Questa non è una prova d’ingresso, è un disastro!”

La professoressa Acidophili chiede che sia messo a verbale quanto segue: “Le considerazioni della collega Cervelletti sono del tutto peregrine. Gli alunni devono essere accompagnati…”

Interrompe il professor Berlusconis: “…sì, a calci in culo!”

Riprende la Acidophili: “…nel duro cammino dell’apprendimento della lingua straniera, che, detto tra noi, non serve a una veneratissima ed emerita. Oltretutto questi alunni sono usciti tutti con dieci dalle scuole medie. Vogliamo mettere in dubbio le loro capacità e il loro valore?”

La Cervelletti piagnucola: “Ma io volevo solo fare il mio lavoro…”

Mentre la Acidophili conclude: “…il suo lavoro, cara collega, è solo quello di abbassare i livelli di apprendimento e di pagarci un bel caffè a tutti. Corretto alla sambuca, magari, visto che è lautamente pagata dallo Stato per questo.”

La De Mamminis concorda con la Acidophilis e dichiara: “E scì, ma mo’ avast’! Oggi l’alunna Frignini è stata chiamata dall’insegnante di matematica per risolvere un’equazione di primo grado, ha preso due e si è messa a piangere che faceva pietà, povera stella. Ma si possono fare delle interrogazioni così difficili? Meno male che c’ero io che l’ho portata fuori e le ho fatto soffiare il nasino… fai sciò-sciò a mammà’…”

Il coordinatore accenna alla difficile situazione familiare dell’alunno Separatis, e la sessione si interrompe per permettere alla Professoressa De Estremitatis di riprendersi da una crisi isterica in cui taccia il marito di “Fetente, traditore, pusillanime e pure figlio ‘e ‘ntrocchia”, dichiarando di voler firmare di buon grado la dichiarazione appena riportata nel presente verbale.

A un quarto d’ora dalla fine della riunione è presente la Professoressa Nullafacentis, che chiede testualmente “Ma che, state facendo il Consiglio di Classe?” replicata dal Professor Berlusconis: “No, ci stavamo facendo la barba, ma se aspetti dieci minuti abbiamo finito!”

I rappresentanti dei genitori vengono informati sull’andamento didattico-disciplinare della classe: “Gli alunni, ancorché dotati di normali capacità logico-deduttive e modalità espressive comunque apprezzabili, non sempre si comportano in modo adeguato alle dinamiche e alla convivenza scolastica. Tuttavia il consiglio è concorde nell’applicare fin da subito tutti gli elementi compensativi e dispensativi, inclusi i recuperi in itinere, per sanare la segnalazione di eventuali ulteriori lacune, anche pregresse.”

I genitori hanno qualcosa da osservare? “Sì, che ‘n ce so’ capit’ ninte!”

La seduta è tolta. Correte pure tutti tra le braccia di Vostra madre.