Come si fa un blog. Consigli per farmacisti

Sono preoccupato.

La settimana scorsa due colleghe mi hanno candidamente confessato di leggere, con sufficiente regolarità, il mio blog.

Questa mattina il farmacista mi ha chiesto "Come si fa un blog?"

E sono cose che inquietano, perché, in un modo o nell’altro, ti fanno capire che il tuo blog vive di vita propria e che sta andando ben oltre il punto in cui lo avresti ragionevolmente portato.

E allora "Come si fa un blog?" E che ne so?
Voglio dire, io ho cominciato a mettere insieme dei pensieri e degli scritti sparsi, su argomenti disparati, inizialmente per metterli un po’ in ordine, poi la cosa mi ha preso la mano o, forse, si è modellata da sola e risponde meglio a ciò che avrei voluto.

Qualche consiglio da farmacisti, però, me la sento di darlo.

Prima di tutto non usate nick o pseudonimi vari. Non importa quello che avete da dire o come sapete dirlo. Importa che siate voi a dirlo. Intendo dire voi nome e cognome, persone identificabili in modo inequivocabile.
E’ veramente spiacevole trovare dei blog anche ben scritti, divertenti, brillanti, anche profondi, e sapere che l’autore di quello che ci è tanto piaciuto è Pachiderma68, piuttosto che Bambinella72.
Probabilmente avete bisogno o timore di non essere identificati, ma se non volete che la gente vi riconosca allora, molto probabilmente, non avete nemmeno bisogno di scrivere un blog.

Non usate spazi web per blog gratuiti di tipo commerciale.
Per intenderci, non usate Splinder, non usate Libero, Yahoo, o qualsiasi altra cosa di questo genere vi venga propinata.
Non ho nulla contro Splinder o Libero (contro Yahoo sì), ma quelli non sono blog, o, almeno, non solo. Sono delle comunità di utenti che intendono interagire tra di loro, e se uno ha bisogno di interagire con qualcuno va in parrocchia, al circolo ricreativo, a giocare a boccette con gli amici del biliardo.
Fa veramente venire il latte alle ginocchia vedere la foto di un tramonto di Bettina85, tre parole vuote e di circostanza tipo "Mi sento nulla davanti a tutto questo" (scusate tanto, l’aveva già scritto Leopardi più di 150 anni fa che il naufragar gli era dolce in questo mare, Ungaretti si è illuminato d’immenso, ora per favore non ci frantumate gli attributi!), e leggere che BisonteSolitario risponde a Bettina "Sei sempre molto profonda e molto precisa nel rivelare al mondo le tue sensazioni!" Che è come dire che le sta facendo una corte telematica spietata, il che va bene, ma non è blog, scambiatevi il numero di cellulare e fatela finita.

Piuttosto prendetevi un bel dominio per conto vostro. Costano pochissimo e valgono tanto.
E soprattutto non riempono i vostri spazi con la pubblicità.
E se proprio volete avere qualche sponsorizzazione per avere indietro i soldini che avete speso ci metterete quelle che volete voi, non quelle che voglio gli altri.
Ora schiaffateci su una piattaforma blog.
Quella che gestisce ciò che leggete si chiama dBlog, e potete trovarla sul sito
www.dblog.it. La trovai alcuni anni fa e mi sembrò utilissima, adesso obiettivamente c’è di meglio (ma che faccio, lo butto?), per cui andate anche a vedere www.wordpress.com.
Molto probabilmente le vostre scelte di oggi risulteranno vetuste e motivo di pentimento domani. Mettetelo in conto. Se oggi comprate un’automobile o un cellulare, molto probabilmente tra sei mesi ci sarà di meglio.
Tutto questo per voi è arabo?
Mettetevi di santa pazienza ad imparare, ne vale la pena.
Se usate Splinder o Libero vi ritrovate i cibi precotti, già pronti per essere serviti.
E’ come avere una minestrina pronta della Knorr, scalda lo stomaco, magari toglie la fame, ma non avete imparato a cucinare e a cavarvela se avrete bisogno di nuovo di cibo e soprattutto non sapete cosa c’è dentro.

Non fate mai caso a quello che la gente scrive nei vostri commenti.
Personalmente li ho disabilitati per motivi tecnici (gonfiano troppo il database e rischiano di mandare in tilt il server), ma probabilmente andrebbero disabilitati sempre e comunque.
Non importa quello che gli altri dicono a voi, importa ciò che voi avete da dire agli altri.

Non si può gestire un blog senza sentirsi un po’ Beppe Grillo. Ma non vi illudete, non avrete tutti questi accessi. Nella migliore delle ipotesi verranno a trovarvi in pochissimi.
Questo inizialmente vi farà incazzare, ma poi vi passerà.
O perché avrete deciso che non vale la pena scrivere per un pubblico così esiguo (ma allora non scrivete per comunicare, scrivete per essere applauditi) o perché avrete deciso di continuare fregandovene altamente di quello che accade intorno a voi. Ed è l’atteggiamento più sano.
Però scrivete il vostro blog esattamente come se Beppe Grillo foste voi.
Non dovete dire "Ragazzi, è una cosa pazzesca!", ma ci dovete mettere cura. Un vostro post può essere cliccato mille o dieci volte, abbiate rispetto (e pietà) per chi lo legge.

Il blog è come un bambino, deve essere curato continuamente.
Se avete qualcuno che vi legge per il puro gusto di leggervi e viene a trovarvi periodicamente, probabilmente avrà piacere di leggere qualcosa di nuovo ogni tanto.
Vuol dire che un blog per essere vivo deve essere continuamente aggiornato.
Dire quanti aggiornamenti debba avere un blog è difficile.
Diciamo che uno alla settimana in teoria potrebbe bastare.
Ma quell’uno alla settimana ci deve essere e tutte le sante settimane. Il web è pieno di gente che scrive "Buongiorno mondo, questo è il mio blog!", l’indomani scrive "Ehi, mondo, ci sei ancora?" e il giorno successivo si è già stufata.

Può valere la pena indicare e-mail e numero di telefono in un blog?
Dipende da due fattori: se siete disposti a ricevere tanto spamming e se siete un uomo o una donna.
Probabilmente se siete una donna non vi importerà tanto essere bersagliata da tonnellate di pubblicità del Viagra, ma magari potrebbe essere un pelino scocciante ricevere telefonate da sconosciuti che si sono messi in testa strane idee.
La mia esperienza è che più diffondete il vostro numero di telefono più la gente si accorge che non avete nulla da temere e vi lascia in pace (mettere il proprio numero sul web è il modo migliore per non farvi telefonare da nessuno), ma è un’esperienza personale, non prendetela come oro colato, ho conosciuto persone che hanno passato i guai solo per aver scritto il loro numero di telefono in a mail privata.
Tutt’al più, se proprio volete, compratevi una seconda scheda dedicata proprio alle vostre blogconoscenze. Vi consiglio Wind, che oltre a costare poco funziona anche poco, così sarete sicuri di avere più possibilità di non essere scocciati e ci fate anche la bella figura dei temerari.

Il blog è fatto da quello che ci scrivete. Cercate di avere qualcosa da dire e di dirlo in un italiano corretto.

Poi prendete questi consigli e portateli al vostro farmacista.

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