Come eseguire l’aggiornamento da Windows 7 a Ubuntu – Installazione

Una delle maggiori difficoltà incontrate dalle persone è l’installazione di un nuovo sistema operativo nel proprio dispositivo. Questo aspetto è dovuto prevalentemente a due semplici situazioni: la prima, al fatto che la stragrande maggioranza delle persone acquista i computer con il sistema operativo già installato; mentre la seconda, che può essere anche una conseguenza della prima motivazione, è che non ci si è mai trovati ad intraprendere un processo di installazione di un nuovo OS. Per questo, attraverso una serie di articoli, cercheremo di rendere quanto più semplice possibile questi passaggi. Nel precedente articolo –  2020.004 ( https://wiki.ubuntu-it.org/NewsletterItaliana/2020.004#Come_eseguire_l.27aggiornamento_da_Windows_7_a_Ubuntu_-_Considerazioni_su_hardware_e_software ) – si è fatta un’ampia panoramica sulla fase di preparazione discutendo delle differenze tra Windows e Ubuntu, la parità del software, il supporto hardware e il backup dei dati. Oggi invece, mostreremo come installare Ubuntu in sicurezza e con semplicità. L’installazione prevede diversi fasi:
*  Scaricare ( https://www.ubuntu-it.org/download ) il file .ISO di installazione, questo non è altro che un file con le stesse funzionalità di un file .exe in Windows per la configurazione di un’applicazione. Ad esempio, se scarichi Ubuntu, troverai un file chiamato ubuntu-18.04.3-desktop-amd64.iso nella cartella download;
* È necessario  copiare ( https://wiki.ubuntu-it.org/Installazione/CreazioneLiveUsb ) il file .ISO di installazione su un dispositivo esterno, un DVD o una chiavetta USB. Questo passaggio verrà fatto con uno strumento dedicato che prende il nome di UNetbootin , che preparerà correttamente il dispositivo esterno per l’uso e memorizzerà il contenuto del file di installazione su di esso. Prima di procedere, dobbiamo precisare la presenza di due opzioni disponibili all’interno del software: 1) scaricare Ubuntu direttamente dallo strumento e quindi copiarlo sull’unità USB, 2) caricare un’immagine ISO precedentemente scaricata;
* Collegare il supporto esterno, che esso sia il posizionare un DVD nel vassoio o inserire una chiavetta USB in una porta USB e successivamente, è necessario avviare il tutto. Precisando che alcuni computer sono configurati per farlo automaticamente una volta riavviati mentre in altri casi, sarà necessario accedere – durante l’avvio del computer – alla configurazione del BIOS utilizzando i tasti F2 o ESC, quindi modificare l’ordine di avvio dell’hardware. Avviare il dispositivo esterno sul tuo computer;
* Una volta che il computer identificherà correttamente il supporto esterno, avvierà il sistema operativo – in questo caso Ubuntu – su questo supporto. Non preoccuparti per i tempi, l’installazione non inizierà immediatamente e se lasciato senza interazione da parte dell’utente, si avvierà in modalità live, il che significa che l’hardware, quindi l’hard disk all’interno del dispositivo non verrà utilizzato, e in questo modo è possibile testare, cioè provare le applicazioni e verificare che l’hardware disponibile (scheda video, processore etc.) nel proprio dispositivo sia supportato correttamente. Questo metodo permette di sperimentare in sicurezza Ubuntu prima di decidere di apportare modifiche;
* Il passo successivo è l’effettiva installazione del sistema operativo, il quale in automatico ti avviserà che le modifiche verranno scritte sul tuo disco rigido e a questo punto se non si è sicuri al 100% è possibile tornare indietro altrimenti si da la propria approvazione e si procede. Al termine dell’installazione, e al successivo riavvio del computer, Ubuntu verrà avviato.
Occorre fare una piccola precisazione, perché è chiaro a questo punto, che esistono diversi modi in cui è possibile configurare i propri sistemi operativi: non solo per Ubuntu, ma per tutti i sistemi operativi presenti nel mercato. Possiamo allora decidere se optare per avere:
* Un singolo sistema operativo sul computer – questo è il tipico scenario che adottano la maggior parte delle persone. È relativamente semplice da configurare e gestire perché all’interno del disco rigido è presente un solo sistema operativo. La maggior parte degli utenti di Windows 7 avrà PC desktop o laptop configurati in questo modo;
* Un dual boot – si tratta sostanzialmente di una configurazione in cui sono installati due sistemi operativi sullo stesso computer, che possono risiedere su un disco rigido separato oppure sullo stesso, facendo attenzione a partizionare ad-hoc il disco. Nella configurazione con il doppio sistema durante l’avvio del dispositivo viene visualizzato un menù che consente all’utente di scegliere il sistema operativo che desidera eseguire. Sui sistemi fisici, è possibile eseguire solo un sistema operativo alla volta e alternare il loro utilizzo con un semplice riavvio. Una configurazione base potrebbe essere Windows 7 e Ubuntu;
* Avvio multiplo – come il dual boot, ma con l’aggiunta di tre o più sistemi operativi;
*  Virtualizzazione ( https://wiki.ubuntu-it.org/Virtualizzazione ) – Questo procedimento ci permette di eseguire – o più comunemente in gergo virtualizzare – un intero sistema operativo su un altro sistema operativo attraverso un software dedicato chiamato  hypervisor ( https://it.wikipedia.org/wiki/Hypervisor ). Il software hypervisor (p.es. Virtualbox, Qemu etc.) viene eseguito sul sistema operativo host e consente di creare macchine virtuali che emulano l’hardware, permettendo di installare un sistema operativo guest su questo hardware emulato e utilizzarli fianco a fianco senza dover riavviare il proprio dispositivo ogni qualvolta si voglia usare un sistema piuttosto che un altro. Il processo di virtualizzazione non è banale, ma è un modo utile di testare nuovi sistemi operativi senza doverli installare su un hardware fisico.
Una volta avviato l’hardware su cui si è andato a copiare il sistema operativo, il programma di installazione di Ubuntu ti informerà in automatico che avrà trovato un altro sistema (Windows 7) installato sull’hard disk, e suggerirà diverse opzioni:
* quella di installare Ubuntu insieme a Windows, e in questo caso lo stesso programma di installazione verrà in aiuto all’utente cercando di trovare la partizione più adatta, ti consentirà di ridurla, creare una nuova partizione nello spazio libero dopo il ridimensionamento e installare Ubuntu su di essa. Questo è quello che precedentemente abbiamo chiamato dual-boot, inoltre questo passaggio, che possiamo definire di transizione, permette, fino a quando non si sarà presa un po di familiarità con l’utilizzo di Ubuntu, di non alterare i dati presenti su Windows 7;
* se invece decidi di voler sostituire Windows 7 con Ubuntu dovrai formattare l’intero disco rigido e configurare Ubuntu come unico sistema operativo. Se è stato eseguito il backup dei dati in modo sicuro da Windows 7, è possibile utilizzare questa opzione. Se non sei sicuro, il modo migliore è iniziare con l’opzione dual-boot e infine sostituire completamente Windows 7 una volta che sei sicuro di usare Ubuntu;
* se il programma di installazione non può configurare la partizione in modo automatico, sarà necessario configurare  manualmente le partizioni ( https://wiki.ubuntu-it.org/Installazione/InstallareUbuntu#precauzioni_win ). Inoltre, per chi volesse andare a vedere come saranno partizionati i dischi, tra le varie applicazioni di Ubuntu è presente un’importante utility chiamata Gparted che vi mostrerà quanto appena detto. Per chi volesse intraprendere questa strada al  seguente link ( https://wiki.ubuntu-it.org/Hardware/DispositiviPartizioni/PartizionamentoManuale ) è presente la guida fornita dalla comunità Ubuntu-it che vi seguirà passo per passo.
Al termine dell’installazione e dopo aver riavviato il computer, verrà visualizzato un menu di testo all’avvio e sarà possibile selezionare il sistema operativo in cui eseguire l’avvio: Ubuntu o Windows 7.
Fonte:  ubuntu.com ( https://ubuntu.com/blog/how-to-upgrade-from-windows-7-to-ubuntu-installation )

m/news/ten-year-old-sudo-bug-giving-root-privileges-to-any-user-gets-a-fix-529096.shtml )

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