Collegio! (Uno stream-of-consciousness)

Sonno. Sonno che ti trascini fino all’aulamagna e che fai finta di star benissimo.

Caldo. Caldo e odor di polvere, odor di chiuso, odor di caldo. Polvere bagascia calda, che s’infila nei polmoni, che ti vibra nelle ossa, che ti entra nella pelle, caldo che cominci a sudare, di un sudoriccio leggero e insistente, che tarderà molto a puzzare, ma quando puzzerà sarà la morte dell’anima, chè il tuo sarà solo un sudore fra centoventi, e allora cominci a guardarti intorno per vedere se a puzzare sei proprio tu, ma puzza tutto un sistema e non puoi porci rimedio. Annusare e subire.

Complimenti. Sei stata bravissima. No, sei stata più brava tu. No, guarda, tu sei stata veramente eccezionale. No, guarda, lo dico davvero col cuore, sei stata più eccezionale tu. Il tuo progetto è stato mitico. Il tuo invece è stato stellare.

Appello. Abate, Abbatangelo… e chi lo sa se sarai pronto e sferzante di energia quando arriverà il tuo turno a gridare “presente!” o se ti accascerai sulla sedia, sedia scomoda, sedia di plastica, sedia che ti ci appiccichi sopra col sudore, e il sudore puzza, e puzza il sudore di tutti e via che si ricomincia.

Si vota. C’è da votare? Su cosa? Sull’ordine del giorno? Non lo sapevo… Tu cos’hai votato? Massì, voto favorevole anch’io, tanto cosa vuoi che sia, poi mi tocca far vedere che non la penso come gli altri, e non sia mai, già mi evàporano i pensieri.

Astio. E come ti permetti di dire questo? E tu invece com’è che hai detto quest’altro? Guarda che io l’anno scorso ho lavorato a Busto Arsizio!! Sì, figùrati, io sono stato sette anni a Brescia, e allora? Tu non ti puoi permettere di trattarmi così. Io mi permetto e come. Tu puoi dire quello che vuoi ma non attentare alla mia dignità professionale,s e no mi metto a piangere qui…

Tempo. tempo che non passa mai, aveva ragione Bergson che un’ora è un’ora ma dipende come la vivi dentro, ma qui si esagera. Non passa, non passa mai, tra sorrisi, buone maniere, maniere cattive, voglia di caffè, chissà che ha il caffè della macchinetta che attira tutti, il caffè della macchinetta puzza, e non parliamo di puzza, che se no ricomincio col sudore e con la polvere.

Varie ed eventuali. Ci sarà mica nessuno che dopo tre ore ha anche il coraggio di presentare le varie ed eventuali, no, davvero, la gente non può essere così carogna e accanirsi come una iena sulle povere vittime, non è possibile che ci sia ancora che “Scusate ma io volevo dire”, chè quando basta basta, cosa stai lì ad avere da dire che cosa, chè difatti quello lì che voleva dire una cosa lo eliminano di lupara bianca seduta stante ed è subito FINIS.

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3 pensieri riguardo “Collegio! (Uno stream-of-consciousness)

  1. valerio Autore articolo

    Non necessariamente. Ma è una felice coincidenza. :-)

    Tm

  2. Pasquale Avolio

    Urgono climatizzatori nell’aula magna!

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