classicistranieri.com aiuta le donne del Pakistan

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Quando iniziai la folle e disperatissima avventura di classicistranieri.com, nell’ormai lontano 2001, non avrei mai immaginato di arrivare, sia pure vent’anni dopo, come direbbe Dumas (o Guccini) ad offrire persino del lavoro a qualcuno.

Con la mia brevissima ma umanamente (e solo umanamente) gratificante esperienza con ACX da “imprenditore” dell’audiolibro (capirai!), avevo già cominciato. Poi mi hanno bloccato due account e mi sono soffermato un pochino a pensare a come risolvere l’impasse. Ho trovato un’altra piattaforma per pubblicarli (il libero mercato esiste anche alla faccia di ACX) e nuove soluzioni per le collaborazioni.

Di qualcuno che mi aiutasse avevo particolarmente bisogno. Sono una schiappa assoluta e completa in campo grafico e faccio delle copertine letteralmente di merda con Paint. E’ un mio limite. Così ho pensato, servendomi dei servizi di Fiverr, di farle fare ad altri. Anzi, ad altre.

Perché ho deciso di dare questa possibilità a delle donne che vivono in Paesi poveri del mondo.

Ho trovato una collaboratrice dal Bangladesh (ma esiste ancora?) e altre due dal Pakistan. Per ogni copertina realizzata guadagnano l’equivalente di 5 dollari. Che, voglio dire, sono pochi anche lì, ma questo mi posso permettere, con gli scalcagnati fondi di classicistranieri.com. E questo faccio.

Sono ragazze giovani, studentesse o già madri di famiglia con tre figli. Qualcuna su WhatsApp (perché per loro un messaggio WhatsApp è un evento) mi scrive di essere molto povera e di avere estremo bisogno di lavorare. Un’altra mi ringrazia dal profondo del cuore e mi dice che grazie al lavoro svolto per me è riuscita a portare al ristorante i suoi anziani genitori contadini che, poveracci, lavorano tutto il giorno e non escono mai. Altre mi hanno chiamato “creatura unica” (io, ma vi rendete conto??) e mi hanno mandato delle foto dei loro figli.

Sono piccole cose, certo insignificanti, ma ne sono molto, molto felice. Il contatto umano, l’empatia con l’utente o con chiunque avesse a che fare con la mia biblioteca virtuale, è sempre stato prioritario per me. E questo è quello che riesco a fare con poche centinaia di euro a disposizione. Mi spiace solo che chi ne ha oltre 10.000 in cassa abbia scelto altre soluzioni più imprenditoriali per l’ultilizzo del proprio denaro. Non sanno proprio cosa si perdono. Ma gli conviene?