C’e’ una casa bianca che…

La casa è intatta e sembra godere di ottima salute.

Sì, certo, qualche piccola crepa nell’intonaco dei muri interni ma nulla di civilmente rilevante per i solerti e forzaitalioti scugnizzi di Bertolaso, che tra qualche giorno saranno in giro anche per il paesello di Valle d’Ocre a dire "Questa sì, questa no, questa deve essere buttata giù, questa va puntellata", sembrano il Sassaroli, il Necchi, il Perozzi, il Melandri e il Conte Mascetti nella distruzione dei paesini nel primo "Amici miei".

E’ una notizia consolante in sé ma che non serve a molto.
C’è una piccola tendopoli ordinata, la gente va e viene cercando una normalità che trova a stento, ma qualche volta ci riesce.

Si passa da Onna ed è una tragedia. Eppure il dolore è composto, nessuno urla, nessuno sbràita. O c’è rassegnazione, oppure, come sono più propenso a credere, non sono arrivati gli echi delle sbavature istituzionali contro Santoro e il suo "Anno Zero" in cui sono state denunciate le responsabilità nei primi soccorsi.

In fondo alla gente che vive praticamente all’aperto di Santoro non gliene fotte un cazzo. Spero neanche di Berlusconi.

Ma quello che preme, al di là di ogni altra cosa, è capire.

E quello che si è capito è che le responsabilità ci sono. Anche in quella casa bianca che… che è rimasta in piedi.

Commenti

commenti

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.