Yoani Sánchez e la dittatura capitalista degli sms

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Yoani Sánchez, blogger e dissidente cubana ha sottolineato ieri, attraverso il suo account Twitter (sia detto per inciso, detesto espressioni volgarmente di moda come “il suo Twitter” o “il mio Facebook”) che non può postare i propri messaggi con caratteri estesi perché altrimenti il suo gestore telefonico cubano, attraverso il quale accede a Twitter in scrittura via sms, le farebbe pagare il doppio.
Si tratta delle parole accentate, ad esempio. La lingua castigliana ne è piena ed è praticamente impossibile non trovarne neanche uno in un testo correttamente scritto di 160 caratteri.
La possibilità di inviare un testo di 160 caratteri è subordinata dunque all’uso dei caratteri base. Viceversa il costo di una comunicazione potrebbe lievitare in maniera preoccupante se si considera che alcuni gestori latino americani per ogni accentata utilizzata decurtano un monte-caratteri considerevole (circa una novantina per un semplice “sí”).
Normale che attivisti come la Sánchez (sì, anche il suo cognome si scrive con l’accento) ripieghino su un uso maggiormente semplificato dell’ortografia. Ma pensare ai milioni di adolescenti sudamericani che comunicano con gli sms e che massacrano l’abitudine di scrivere in modo corretto fa pensare a un deperimento delle conoscenze delle regole della scrittura a vantaggio di un risparmio economico.
È il costo della revolución, bellezze!

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La sostenuta esosita’ degli SMS

L’SMS è l’oggetto del desiderio per eccellenza.

Adesso, solo adesso, si sono accorti che l’Italia è il paese con i prezzi più alti d’Europa per questo tipo di servizi per cui gli italiani sarebbero disposti a fare di tutto, come andare a sbattere con la macchina, rischiare la sospensione della patente, andare in giro con le facce ebeti tra mille minisuonerie che ci avvertono che oh, ci cercano, cercano proprio noi, noi medesimi, "personalmente di persona", siamo ricercati, vivi o morti, quindi se qualcuno ci cerca è segno che siamo importanti, abbiamo tanti contatti che tengono alla nostra persona, tanto da scriverci, che la gente lo sappia, per Diana…

Siamo sempre in ritardo perfetto sul resto dell’Europa.

Il primo SMS lo mandai nel 1998 e costavano già cari asserpentati.

Ma la memoria non mi aiuta e non mi ricordo quanto costava mediamente un SMS in lire uando c’erano le lire, e questa è una circostanza di chiara aterosclerosi monetaria, io che ho sempre pensato che l’euro sia solo un mezzo di pagamento, mentre la lira era una categoria dello spirito.

Per cui sono minimo 10 anni che ci ostiniamo a mandare in giro SMS a prezzi stratosferici (nel resto d’Europa costano quasi la metà) senza minimamente lamentarci.

Per 8 anni almeno ci siamo tenuti anche l’odiosissima tassa dei costi di ricarica senza battere ciglio.

Oggi se ne stanno accorgendo.

Ma dov’era l’Antitrust fino ad ora?

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Vodafone fa chiarezza sull’SMS vocale

Milano , 21/03/2007 
  
 
Vodafone ha attivato a partire dal mese di marzo il servizio di SMS vocale. Grazie a questo nuovo servizio i clienti Vodafone possono ricevere gratuitamente un messaggio vocale da parte di chi li ha cercati quando non sono raggiungibili.

A fronte del lancio di questo servizio nei forum dedicati alla telefonia mobile, nei siti web, tra i consumatori ed i clienti sono iniziate a circolare, informazioni non corrette sulle modalita’, l’uso e i costi.

La diffusione di queste informazioni ha ingenerato incertezza sulla tipologia di servizio e Vodafone Italia, intende quindi precisarne i contenuti:

Il servizio funziona cosi’:

– permette di inviare un messaggio vocale quando la persona chiamata ha il cellulare spento o non disponibile
– il chiamante  ascoltera’ il messaggio gratuito di avviso: "SMS Vocale Vodafone, messaggio gratuito. La persona chiamata non e’ al momento disponibile. Per inviare un SMS vocale parli dopo il segnale acustico e poi riagganci. Info e costi al numero gratuito 42055"
– il cliente puo’ scegliere: riagganciare oppure registrare un messaggio con la propria voce, dopo il segnale acustico.
– Il messaggio gratuito dura 15 secondi
– Dopo il messaggio ci sono un paio di secondi di silenzio
– Dopo il silenzio c’e’ il segnale acustico. A questo punto il cliente puo’ registrare il messaggio.
– Se il cliente non parla, o parla meno di 2 secondi, il messaggio non parte e il cliente non paga
– L’sms vocale ha un costo di  29 centesimi per chi lo invia.
– E’ gratuito per chi lo riceve. 
– Il servizio e’ disattivabile chiamando gratuitamente il numero 42070 oppure all’interno dell’area  "fai da te" del sito
www.vodafone.it

Si precisa inoltre che, contrariamente a quanto diffuso da altre fonti:

– il cliente non ha 1,5 secondi ma ha 15 secondi per riagganciare prima di vedersi addebitare qualcosa per la registrazione dell’sms vocale
– non paga 10 cent quando ascolta il messaggio dell’sms vocale. Come detto, e’ gratuito.
– non sono cambiati i criteri di tariffazione della segreteria telefonica

Mentre continua la campagna disinformativa sul servizio, Vodafone Italia gia’ dalla giornata di ieri ha sospeso temporaneamente il servizio al fine di dissipare ogni dubbio e contestare ogni critica infondata.
Vodafone Italia ringrazia tutti i clienti che hanno voluto comunicare le loro valutazioni su Sms vocale e, come sempre, resta a disposizione  dei propri clienti  attraverso i tradizionali strumenti di comunicazione.

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