ATTENZIONE: falsa mail proveniente apparentemente dal Ministero della Salute sulla sospensione del Green Pass

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Due giorni fa ho ricevuto, obtorto collo, la seconda dose vaccinale di Pfizer.

Ieri, sull’app iO ho ricevuto regolarmente il mio green pass.

Oggi, poche ore fa, ho ricevuto una mail proveniente, in tutta apparenza, dal Ministero della Salute, in cui mi si chiede di confermare il mio indirizzo di residenza pena la sospensione della validità del green pass stesso se non agisco entro due giorni.

Si tratta di un FALSO.

L’indirizzo di partenza dell’email è ministero.salute.supporto.com. Digitando tale indirizzo su un qualsiasi browser, si raggiunge un sito di pubblicità a una catena di alberghi norvegese. Invece il dominio ufficiale del Ministero della Salute è il seguente: salute.gov.it.

Inoltre, cliccando sull’immagine fornita per eseguire l’operazione richiesta non si accede a nessun link.

Questi i fatti.

Ora, chi è che manda queste cose? Come fanno a sapere che io ho un green pass appena conseguito (la tempistica potrebbe essere anche casuale, ma è quanto meno sorprendente)? E siccome è un tentativo maldestro di carpire i dati della gente, chi dà loro il diritto di giocare con la salute altrui? Non potrebbero mandarmi una delle tante mail-chiapparella di vendita online del Viagra, o di ricatto perché uno si è inventato che guardo i siti porno e che mi faccio le cosine allo schermo? Interrogativi a cui non si ottiene risposta.

Nel frattempo prevedo una segnalazione al Garante della Privacy, che farò nei prossimi giorni. Se è arrivata anche a voi, cestinatela pure. E’ gente senza spina dorsale e senza scrupoli che ha pasticciato e che si merita questo e ben altro.

State attenti, sì??

False (anzi, falsissime) mail da Facebook. Non cascateci.

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Girano queste e-mail fasulle, ma abbastanza appetibili per l’utente finale in cui Facebook (che non è Facebook) dichiara di aver bloccato un utente per 30 giorni e chiede un’azione per la conferma dei dati. Buttatela via senza fare niente perché è la solita chiapparella che può portare a danni ben peggiori. Guardate anche solo l’indirizzo di provenienza, per rendervene conto.
E poi rimproveratemi che non ve lo avevo detto!

Gli spammer restino seduti

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Vorrei approfittare dei miei mezzi (che sono MIEI, e in quanto tali li uso come voglio) per ricordare alla ditta italiana che mi ha mandato una mail di spamming, che non ha risposto entro 30 giorni al mio interpello preventivo e che ha parzialmente aderito alle mie richieste SOLO DOPO una sollecitazione del Garante in tal senso, che è INUTILE che mi telefoni anche QUATTRO volte al giorno. Prima di tutto perché ho da fare, in secondo luogo perché non ho voglia di rispondere, in tertiis perché comunque NON E’ corretto nei confronti dell’Autorità che se ne sta occupando.

Se hanno da dirmi qualcosa, il mio indirizzo PEC ce l’hanno, quello del Garante lo stesso, scrivano pure a me o a lui. Ma al telefono di queste cose non si parla. Non so cosa abbiano da dirmi (che sono uno stronzo, probabilmente, il che è verissimo), ma qualsiasi cosa sia, avevano 30 giorni di tempo per rispondermi e non mi si sono filati di pezza e adesso gli bruciano le terga per una letterina di invito del Garante? Su, via, e che sarà mai?

Spamming italiano: una PEC del Garante per la Privacy

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Ho appena ricevuto una PEC da parte del Garante per la Protezione dei Dati Personali, in merito ad un mio reclamo proposto in seguito all’invio di un messaggio di posta elettronica indesiderata (spamming) da parte di una ditta italiana.

Non faccio nomi, naturalmente, almeno fino alla completa definizione del procedimento. Sulla comunicazione inerlocutoria che mi è arrivata, c’è un invito alla controparte a chiarire se intenda o no aderire alle mie richieste, e a rispondere in un massimo di 20 giorni. Dopodiché avrò 10 giorni di tempo io per affidare al Garante le mie controdeduzioni.

In caso di inottemperanza, lo spammer rischia una sanzione amministrativa pecuniaria.

La lotta contro lo spamming di casa nostra (l’unica che si possa portare avanti, del resto) vale la pena di essere intrapresa. Spammare la gente non lo so (ma gli conviene?)

Spamming 3: Folli banderuole, gagliardetti e gonfaloni

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Questi, invece, mi propongono l’acquisto di gagliardetti, bandierine, banderuole e perfino gonfaloni. Scrivono che l’offerta è riservata alle Associazioni, ma intanto la loro mail di propaganda la mandano a me, che associazione non sono. Anche qui ho inviato via PEC una richiesta di informazioni ai sensi delle leggi sulla privacy, per sapere da dove hanno preso, acquisito o, peggio ancora, acquistato, il mio indirizzo. Naturalmente non ho ricevuto nessuna risposta. Zero, nada, Nichts, rien de rien. Il reclamo da indirizzare al Garante per la Protezione dei Dati Personali è già pronto. Hanno ancora due giorni per rispondermi, poi lo inoltro. Così, tanto per fare.

Spamming 2: “Non abbiamo nessun Suo dato e comunque si è trattato sicuramente di un errore”

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Sullo spamming che proviene dall’estero non si può fare molto. Anzi, direi che non si può fare proprio niente. Te lo ciucci e basta. Tutt’al più ti ci inalberi un pochino, come è successo a me.

Ma su quello che viene dall’Italia, come in questo caso, si può fare e molto. Prendete per esempio questo messaggio: non ho capito bene cosa vendano e che cosa offrano, ma viene dal nostro paese (ho sbianchettato i dati che possano farvi risalire al mittente, ma fidatevi), e appare assai molesto. Me lo sono ritrovato in una delle mie caselle di posta elettronica e ho quasi subito inviato al mittente una richiesta di informazioni ai sensi della normativa vigente in tema di Privacy, per sapere da dove diavolo avessero recuperato il mio indirizzo e se, per caso, lo avessero ceduto a terzi. Mi hanno risposto che non hanno i miei dati e che si è trattato di un mero errore. Ma, dico, vogliono prendermi in giro? Cioè, io ricevo un messaggio di spamming PRECISO a un indirizzo di posta elettronica PRECISO e questi mi dicono che si è trattato di un errore e che non detengono nessun mio dato? Intanto mi rivolgo al Garante per la Protezione dei Dati Personali e gli mando un bel reclamo circostanziato, il resto si vedrà (ma guardate un po’ voi se si può tollerare!)

Spamming 1: Vaffanculo chiunque tu sia (sì??). I 2.900.000 dollari della signora Diana

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Vaffanculo a te, chiunque tu sia, spammer di merda, che ti fingi una donna o, peggio ancora, lo sei veramente, per mandarmi una mail in cui ti dichiari vedova e affetta da un “pericoloso cancro” (perché le disgrazie non vengono mai sole) nonché costretta su un letto d’ospedale per propormi, con modalità inespresse e comunque incerte, una donazione di 2.900.000 US$ a favore degli emarginati, gli orfani, le vedove, le persone handicappate, attraverso la tua casellina di posta elettronica su Gmail (ma almeno te la chiudessero!), e a me a leggere viene un accidente, non perché io creda minimamente alla veridicità di quello che affermi (chi, in possesso dell’equivalente di 2.900.000 dollari verrebbe proprio a cercare ME per fare della beneficenza? Lo sanno tutti che io sono tirchio, taccagno e avido di denaro) ma perché mi fa schifo il dover pensare che esista al mondo della gente che spende il proprio tempo inventandosi storie strappalacrime sulla pelle di chi il cancro ce l’ha veramente, e non ha da parte neanche un dollaro per sputtanarselo allegramente in chemioterapici. Vaffanculo perché potresti propormi un servizio, un attrezzo per allungare il pene, un accesso a un sito porno, la promessa di arrivare in prima pagina su Google, come fanno tutti gli altri. E invece no, ti ostini a sfruttare la condizione di chi sta male davvero, e allora vaffanculo per la terza volta, speriamo che il cancro ti venga davvero, che ti passi la voglia di inondare la mia casella di posta elettronica con queste immondizie, che “ti chiavassero la moglie tutti i morti delle guerre/e ti nascesse un figlio che assomiglia a Berlinguerre!” (op. cit.), fascio che non sei altro. E la prossima volta le mail fattele tradurre da uno bravo, invece di usare Google Traduttore, che oltretutto si vede!

Saluti mia cara,
Come stai e la tua famiglia.
Sono la signora Diana, una vedova malata che scrive dal letto d’ospedale a causa di un pericoloso cancro e di un ictus che mi ha attaccato. La mia vita non è più garantita, quindi voglio fare questa solenne donazione. Voglio donare $ 2,900.000,00 MILIONI di dollari per aiutare gli orfani, le vedove e le persone handicappate attraverso di te perché non c’è più tempo per me su questa terra. Prendo questa decisione perché non ho figli che erediterà la mia ricchezza dopo la mia morte.

Ho bisogno della tua risposta urgente per maggiori dettagli prima che sia tardi perché le mie condizioni di salute peggiorano ogni giorno.

Sinceramente tuo
La signora Diana.

Quando le francesi ti chiedono l’amicizia su Facebook

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Cominciano chiedendoti l’amicizia su Facebook. Appena un battere di palpebre sullo schermo, un omino che spunta fuori sulla parte sinistra del video, e che ti ricorda che qualcuno ha avuto delle attenzioni per te. Gentile, non c’è che dire.

Hanno nomi francesizzanti. Si chiamano Sophie, Christine, o perfino Bernadette, così se sei un peccatore vai a farti un tuffo nella piscina dell’acqua santa di Lourdes e sei a posto. Insomma, sono donne. E se le guardi in foto sono anche carine, giovani, attraenti, un visino pulito e ordinato, solo leggermente sofisticato, come Audrey Hepburn quando passeggiava per le vie di Parigi in “Sabrina”. Il loro profilo è stato aperto da poco. Giusto qualche foto qua e là, spesso nemmeno un contenuto testuale, nemmeno un gattino, nemmeno un cuoricino, nemmeno una emoticon.

Bussano alla tua porta, una volta che le hai accettate, con un semplice “Ciao!”, spesso senza nemmeno il punto esclamativo finale. Tu rispondi “Ciao!”, e il punto interrogativo ce lo metti non foss’altro che per mostrare un minimo di purtuttavia inesistente entusiasmo. Poi ti chiedono “Come sta?” Ma che bello, ti dànno del lei. Non c’eri più abituato e rispondi, tutto tronfio, “Bene, grazie!” Squisito dialogo di stampo alfieriano.

Qualcuna ti chiede l’età. Gliela dici, e lei ti rivela di avere 40 anni e un figlio, di essere separata e di vivere da sola. Troppa salsiccia al fuoco in un colpo solo, il grasso comincia a liquefarsi e rischia di puzzare di bruciato. Allora, per cambiare discorso, sei tu che chiedi quale attività svolgano. Studentessa, ti rispondono. Su Facebook è pieno così di studentesse di 40 anni che hanno un figlio e che vivono da sole, chissà chi le mantiene, loro e la rispettiva pargolanza, si vede che campano di rendita.

Poi ti arriva la domanda fatidica: “Che cosa cerchi su Facebook?” E io, incalzando: “Nulla, perché?” (sempre scomodare l’Alfieri). E loro “Eh, perché io sono sola (sòla?) e cerco l’amore della mia vita.” Su Facebook?? Ma lo sai, carina, che gente c’è su Facebook? Quelli ti mangiano in un sol boccone, se sogni il principe azzurro.

E alla fine, dopo che hai chiarito che ti va bene che cerchino l’amore della propria vita, ma che quella persona che cercano non sei certamente tu, ti fanno il musetto imbronciato, stile gattina che le ha prese di santa ragione per aver rubato il pesce dal tavolo della cucina, e ti dicono “Ma possiamo sempre rimanere amici, vero?”. “Certo!”, rispondi tu, tanto lo sai benissimo che tra mezz’ora l’avrai dimenticata e lei invece pure. “Mi vuoi dare il tuo numero di telefono, così rimaniamo in contatto su WhatsApp?” Ah, ecco a cosa miravi, stronzetta. Hai bisogno del mio numero di telefono per riempirmi di chiamate pubblicitarie? Se no per cosa lo vuoi? Per fare sesso telefonico a pagamento e sugarmi la carta di credito? E’ roba che ormai non va più di moda, c’era l’144 in Italia per questo, adesso lo hanno tristemente abolito. In fondo era un servizio sociale, anche se costava un po’.

C’è gente così: si divertono a creare dei fake, neanche troppo fatti bene, e poi ti sugano le informazioni personali, che sono il tuo sangue, la tua essenza, il tuo privato. E c’è gente, che magari è sola, o ha voglia di un’avventuretta virtuale (sai che roba!) che ci casca come una pera fracica dall’albero. Ma voi state attentini, sì??

Lo spamming fatto bene che sembra provenire dall’Enel (ma non è così)

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Attenzione, che sta diffondendosi, anche con una certa insistenza, una forma di spamming fatto veramente bene (non le solite patacche per spillarvi i quattrini quando vi masturbate guardando dei siti porno, per intenderci) in tutta apparenza proveniente dall’Enel.

Vi chiedono, come hanno fatto con me, di pagare delle bollette arretrate per la fornitura dell’energia elettrica, o vi informano, come nel caso che vi presento, che se volete ricevere la bolletta via PEC potete collegarvi a un determinato link (farlocco, ma del tutto simile a una pagina del sito ufficiale dell’Enel) e fornire i vostri dati (ah, i dati… cosa farebbero gli spammer senza le nostre credenziali…). Dicevo che è spamming fatto bene perché hanno curato ogni dettaglio, dall’e-mail di provenienza al testo, scritto in un italiano perfetto, dagli elementi iconografici (e va be’, per quello ci voleva poco) alle referenze dell’azienda a pie’ di pagina. Insomma, ci si sono messi d’impegno.

Peccato per loro che, come nel caso in specie, una mail spedita da un indirizzo PEC a un indirizzo di posta elettronica tradizionale, non abbia quell’aspetto: non è immediatamente apribile (per arrivare al contenuto dovete fare un paio di clic in più) e, soprattutto, la mail contiene un allegato assai sospetto, un file .xlsm che dovrebbe contenere delle macro che destano sospetti. Non apritelo, quindi.

Come faccio a sapere che è proprio spamming? Perché io NON sono cliente Enel (o come ci siete rimasti?) e, soprattutto, perché non consumo tutto quel ben di Dio di energia elettrica. Ma se voi lo siete e avete bollette vagamente equipollenti, fate bene attenzione perché questi stronzi di spammer sono sempre in agguato. Non chiedetevi se vogliono quattrini, perché anche se si accontentano solo del vostro indirizzo e-mail o riescono a infettarvi il computer di robaccia, lo scopo è già raggiunto. Il loro obiettivo siete VOI. Fatevene una ragione.

La mail di phishing che fa outing

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Ricevo ancora una volta l’ennesima mail di spamming che mi annuncia che qualche malintenzionato si è intrufolato nel mio sistema, e che mi starebbe spiando mentre svolgo le mie attività quotidiane al computer. Il solito buontempone avrebbe anche scoperto che guarderei video XXX (porno) masturbandomi (perdonate la trivialità) con sommo diletto, non si sa a favore o a beneficio di chi. Tutto sarebbe ampiamente registrato e documentato e il manigoldo non aspetta altro che io gli versi 950 euro (così poco??) in Bitcoin (non so nemmeno che cosa siano i Bitcoin, mai avuti!) su un conto anonimo per cancellare le prove del mio orrendo misfatto e non pubblicarle sul web o divulgarle ai miei contatti.

Dice che è inutile rispondere alla mail (per forza, l’indirizzo del mittente è totalmente inventato) e che sta guardando tutte le mie chat e che mi spia. Inquietante. Ma speriamo che almeno si diverta con così poco.

La cosa buffa è che lo spammer di turno termina il suo messaggio con queste frasi:

“Buona fortuna e ti auguro di non ricevere mai più un messaggio di phishing come questo in futuro!”

Cioè, me lo dice LUI STESSO che è un messaggio di phishing. Devo proprio ringraziarlo perché se non lo avesse fatto da solo non ci sarei mai arrivato. Non so se sia un autogol o pura autoironia. Ma fa comunque morire dal ridere.

Ho ricevuto una donazione di 2.200.000 euro. Pensate che culo!

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Ho ricevuto una mail di spamming in cui mi si preannuncia una donazione di ben 2 milioni e 200.000 euro a mio favore.

Troppo generosi, grazie, ma oggi ho lavorato, mi hanno pagato ben 43 dollari per i primi audiobook in lingua straniera distribuiti (dal 21 al 30 aprile), presto mi pagherà anche il mio editore per quelli in lingua italiana, ho maturato 66 euro su AdSense di Google, tra un mese mi pagheranno anche loro, i 50 euro al mese per la vendita degli e-book Kindle non mi mancano e preferisco fare col mio. Quella cifra mi cambierebbe la vita, non dico di no, ma preferisco la mia povera dignità.

E poi mi invitano a spedire la mia risposta a un indirizzo di posta elettronica che non conosco, e non voglio contribuire a intasare la casella di uno sconosciuto per niente. Non vado nemmeno a vedere il link di Wikipedia che mi hanno fornito, non voglio regalare clic a quella roba lì.

Se avete ricevuto qualcosa di analogo, cercate di non farlo anche voi.

Hello,
I’m Stefano Pessina, an Italian business tycoon, investor, and philanthropist.the vice chairman, chief executive officer (CEO), and the single largest shareholder of Walgreens Boots Alliance. I gave away 25 percent of my personal wealth to charity. And I also pledged to give away the rest of 25% this year 2021 to Individuals.. I have decided to donate €2,200,000.00(Two million two hundred thousand euro)to you. If you are interested in my donation, do contact me for more info.

All replies should be forwarded to : pestefano…

You can also read more about me via the link below

https://en.wikipedia.org/wiki/Stefano_Pessina

Note:All replies should be forwarded to : pestefano…

Warm Regard
CEO Walgreens Boots Alliance
Stefano Pessina

Ma vaffanculo, stronzo!

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Salve,
Prima di tutto, lascia che mi presenti, faccio il programmatore di professione e mi occupo di hackeraggio nel mio tempo libero.
Stavolta sfortunatamente sei tu la vittima di turno, infatti ho appena hackerato il Sistema Operativo e il tuo dispositivo.

Ti osservo da parecchi mesi.
In parole povere ho infettato il tuo dispositivo con il mio virus mentre stavi visitando il tuo sito per adulti preferito.

Cercherò di spiegarti la situazione in maniera più dettagliata, se non conosci molto bene questo genere di cose.
Il virus Trojan mi consente l’accesso completo, oltre che il controllo del tuo dispositivo.
Quindi, posso vedere e accedere a qualsiasi cosa sul tuo schermo, accendere la videocamera e il microfono e fare altre cose, senza che tu te ne accorga nemmeno.

Inoltre, ho anche avuto accesso alla lista dei tuoi contatti sulle tue reti social e sul tuo dispositivo.

Forse ti starai chiedendo perché il tuo antivirus non ha individuato nessun software dannoso fino a questo momento.

– Allora, il mio spyware usa un driver speciale, che ha una firma che viene aggiornata regolarmente, pertanto il tuo antivirus non riesce a beccarlo.

Ho creato un videoclip che fa vedere come ti trastulli sul lato sinistro dello schermo, mentre sulla parte destra c’è il video porno che stavi guardando in quel momento.
Basterebbero pochi clic del mouse per inoltrare questo video a tutti i tuoi contatti e agli amici dei social.
Sarai sorpreso di scoprire che potrei perfino caricarlo sulle piattaforme online accessibili pubblicamente.

La buona notizia è che puoi evitare che tutto questo accada:
Non devi fare altro che trasferire l’equivalente in bitcoin di 1250 EUR al mio portafoglio BTC
(se non sai come si fa, svolgi qualche ricerca online – ci sono numerosi articoli che descrivono l’operazione step-by-step).

Il mio portafoglio bitcoin è (BTC Wallet): 15vvkiEwZcTBuzqieWBcbJ6S83g7gcqry3

Una volta ricevuto il tuo pagamento, cancellerò immediatamente i tuoi video perversi, e ti prometto che non mi farò sentire mai più.
Hai 48 ore (2 giorni precisi) per completare il pagamento.
Nel momento in cui aprirai questa e-mail mi sarà inviata automaticamente la notifica di lettura e da quel momento si avvierà il timer.

Non disturbarti a cercare di rispondermi, perché non cambierà nulla (l’indirizzo e-mail del mittente è stato generato automaticamente e preso da Internet).
Non provare nemmeno a sporgere denuncia, perché tutti i miei dati personali e il mio indirizzo bitcoin sono crittografati come parte di un sistema di blockchain.
Ho pensato a tutto.

Se scopro che hai cercato di inoltrare questa e-mail a chiunque, renderò pubblico il tuo video perverso.

Cerca di essere ragionevole e di non commettere più errori stupidi. Ti ho fornito una guida passo-passo.
Devi semplicemente seguire i passaggi per sbarazzarti definitivamente di questa situazione spiacevole.

Saluti e buona fortuna.

Bollette insolute

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– Buonasera signor Valerio, qui è la Società XYZ. La chiamo perché ci risultano insolute due fatture per la fornitura dell’energia elettrica…
– Sì, dica… (yawn!!)
– Ecco, come le dicevo, non ci risultano pagate le ultime due bollette emesse…
– Ho capito, quali?
– Le ultime due.
– Potrebbe darmi data e numero delle fatture insolute? (Yawn!)
– Non ho a disposizione questi dati, signor Valerio, questo è solo l’ufficio recupero crediti. Il totale è di 214 euro e spiccioli. Vuole saldare subito con carta di credito?
– Mah, non saprei… mi mandi un link, che poi controllo. Comunque io non ho mai ricevuto alcuna fattura da voi, né nessun sollecito, se volete potete procedere tranquillamente con la disattivazione del servizio, tanto, per quello che mi frega…
– Ma… come…
– …tanto più che non sono nemmeno vostro cliente! Io ho un altro gestore… Buonasera.
– (sconsolata) ‘sera…

¡Me tocó el Gordo!

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FROM THE DESK OF THE VICE PRESIDENT
Calle de Alcalá 12a E-28014
INTERNATIONAL PROMOTION/PRIZE AWARD DEPARTMENT
MADRID-SPAIN

REF NO: ES/ES/0264524715ZBN 15/12/2020
BATCH NO: ES/5275YD65IMN

Attn: Dick Trubendorffer

RE:AWARD CLAIM FINAL NOTIFICATION

We are pleased to inform you of the released results of the EL GORDO DE
LA PRIMITIVA SWEEPSTAKE LOTTERY .

Your email address was attached to the Ticket number 065-80-311-752-999
with Serial number 2671-763 drew the lucky numbers 65-98-05-11-64 which
consequently won the lottery in the 3rd Category.

To begin your claim please contact your authorized claims agent, Pedro
Leon Foreign Service Manager EL GLOBAL SEGUROS S.A MADRID SPAIN via
email: elglobalseguros@gmail.com for the processing and remittance of
your winning prize money to a designation account of your choice.

Details about your winning prize will be provided to you by your agent.

Please quote your reference and batch numbers in every correspondence
with us or your agent.

Congratulations once again from all our members of staff and thank you
for being part of our International Promotions Program.

Yours Faithfully,

Juan Alfonso Martinez
Vice President.

El Gordo De La Primitiva Loteria Spain

Covid 19: il vaccino arriva per e-mail

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Ricevo e trascrivo questo orrendo messaggio di spam. C’è gente che vende (o pretende di vendere) il vaccino Covid 19 cinese bombardando una serie interminabile di indirizzi e-mail, tra cui il mio, con offerte che hanno dell’incredibile. Leggete il tutto e rabbrividite.

 

We provide different vaccines resource from manufacturer and professional consulting service about purchase.

Below is our detail process to help you purchase one brand vaccines you need.

The main points of influenza or covid-19 vaccines are as follows:

Background: in view of the lengthy process of negotiation and procurement between government departments between countries and the difficulty of operation controllability, the normal compliance international trade form is adopted to simplify the procurement;

Both sides of the transaction: Party A is a Chinese supply chain pharmaceutical company with the qualification of purchasing and exporting compliance vaccines, and Party B is a company with sufficient capital and having compliance operation in the host country;

Trading foreign exchange: US dollar or pound sterling or Euro or Japanese dollar or Hong Kong dollar;

Priority countries: One belt, One Road country, BRIC countries, and friendly countries in China;

Transaction mode: Party B entrusts Party A to purchase domestic vaccines manufacturers, and Party A provides original factory purchase + whole process cold chain transportation + export declaration + CIF delivery to Party B in destination country;

Transaction subject: Party A only accepts the overseas procurement demand of vaccine finished products, and does not deal with the procurement demand of other non-finished vaccines;

Price factor: according to the diplomatic relations and friendly relations with China, as well as the qualification of Party B company and the results of back investigation, the comprehensive quotation shall be made according to the purchase quantity and the expected arrival time of customers;

Intermediary fee: the buyer’s intermediary shall sign an agreement with the demander, i.e. Party B, on an unrestricted form of commission or consulting service fee;

The trading process sand table is as follows:

(a) Written demand information (LOI or inquiry letter) and company information / qualification / payment bank submitted by the buyer’s intermediary;

(b) One belt, one road Group Co., Ltd. of China as a leader group company of Party A carries out background checks to confirm the necessary factors for compliance procurement. If the background investigation fails, it will be terminated;

(c) After the background investigation is passed, the buyer’s intermediary shall be informed, and the interview shall be conducted at the appointed time. Party B must arrange the person qualified for signing the contract to attend the meeting or entrust the commercial counselor of the Embassy of Party B’s country in China to act on his behalf;

(d) After Party B determines the participants, it needs to prepare a written capital certificate, submit it to Party A for confirmation at the closed meeting, and Party A offers, and communicates with both parties to reach the transaction price;

(e) Party A shall issue SPA and Proforma Invoice on the spot of the closed meeting according to the transaction price reached by both parties, and both parties shall sign and complete the written part of the transaction;

(f) According to the SPA signed by both parties, Party A shall perform the contract, deliver the goods at the port of destination in the country designated by Party B on time, and the transaction is completed.

Chinese translation is below :

(…)

Le “congratulazioni” di Tradeatf.com

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Ieri mi è arrivata questa mail. Mi fanno le congratulazioni (ma di ‘osa??) perché avrei fatto il primo passo nell’eccitante mondo del trading on line (pratica che ho in particolare ispregio, soprattutto per le numerose telefonate che ricevo da agenzie di questo tipo e che la provvidenziale app “Dovrei rispondere?” fortunatamente mi blocca).

Mi dànno la UserId, costituita dal mio indirizzo di posta elettronica, e una password di accesso iniziale (che ho debitamente oscurato acciocché voi, maramaldi, non mi facciate cherzi del cavolo), così finalmente potrò sputtanarmi tutti gli schèi che mi restano in investimenti ad altissimo rischio. Bravi, così si fa.

Solo che c’è una domanda: ma chi cavolo li li ha contattati questi di tradeatf.com (non metto il link per non regalare loro dei clic inutili)?

Perché mai dovrei “cominciare a fare trading e realizzare i miei guadagni POTENZIALI” (scrivono proprio così, sono POTENZIALI)? Mi chiederanno delle informazioni, non so quali, cioè, la mail l’ho letta sommariamente e l’ho cestinata subito dopo aver pensato di farne un post per voi. Ma queste informazioni, dove vanno a fnire? Quali garanzie di privacy avrei nel malaugurato caso che io decidessi di farmi pescare dalla loro rete?

Non si sa. Voi, però, tanto per cambiare, state attenti a queste cose, la gente ci casca come una pera matura dal ramo, e non sono cose belle, no davvero.

Mi invitano a un test anti Covid-19. In Colombia!

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Ricevo da un indirizzo apparentemente riconducibile al Ministero della Salute colombiano il seguente messaggio (che non vi traduco, tanto “lo spagnolo è facile, basta mettere la -s in fondo alle parole”)

Estimado ciudadano

Usted ha sido citado para una prueba Obligatoria de (COVID-19) , en el documento word adjunto esta la fecha y el lugar programado para su prueba .

Recuerde que el no asistir a esta prueba obligatoria por el gobierno trae consecuencias muy graves

IMPORTANTE:

No es posible visualizar esta citacion desde dispositivos móviles , este formato pdf le recomendamos abrirlo directamente desde un PC o LAPTOP

Da notare che al messaggio di spamming è allegato un documento in PDF che, naturalmente, mi sono ben guardato dall’aprire (avessi a pigliare la scossa!!). Insomma, sono convocato dal Ministero della Salute della Colombia per una prova anti Covid19, come se non mi bastasse il test sierologico che mi impone il mio datore di stipendio! Mi dicono anche che non posso aprire l’allegato file PDF di cui sopra con un dispositivo mobile. E perché mai? Cos’ha il mio smartphone per cui io non possa leggerci un PDF? Perché lo devo aprire per forza con un laptop o con un PC (magari con Windows installato)?

Consiglio agli amici spammer colombiani di farsi un “tinto”. Ma non nel senso colombiano di “caffè”, ma in quello tipicamente spagnolo di “bicchiere di vino”.

“Puppamelo” a me?

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key@watervillepartners.com, nell’inviarmi la solita mail in inglese sgrammaticato, in cui mi comunica di avere tutti i miei dati ma soprattutto la registrazione delle mie frequentazioni coi siti porno, dicendomi che ho dei gusti sessuali quanto meno discutibili, cosa di cui non me ne frega assolutamente niente perché non è certo a lei che devo rendere conto, mette come subject della mail la parola “Puppamelo”, che, per chi sia livornese, ha un significato ben preciso e incontrovertibile (ma anche i non livornesi capiranno sicuramente).

“Puppamelo” a me? A me che sono stato sempre un campione di “Obluraschi?”, “Kabroski?”, “Sghivi domani?” (Eeeeeeehhhh? Puppa!!!), a me che “Puppamelo” lo avrò detto centinaia di migliaia di volte. E adesso arriva un americano o sedicente tale, che mi chiede dei soldi per non divulgare tutti i dati sulla mia vita sessuale on line (non credo di averne una, ma se lo dice lei…) e si permette anche di fare di questa facile ironia.

Vaffanculo Key!!

Una falsa e-mail apparentemente proveniente dall’Enel

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Recentemente ho contattato telefonicamente Enel Gas e Luce per due rimborsi che devo ricevere. Dopo la definizione delle due posizioni ho ricevuto per ben due volte questa garbata e-mail (che, lo dico subito a scanso di equivoci, NON proviene da Eni Gas e Luce) da un falso mittente che si qualifica come support@enel.it.

Schermata del 2020-06-14 22-32-01

Mi si dice che non è andato a buon fine il pagamento relativo alla bolletta N °:0000002965307450, “a causa di un problema con il tuo metodo di pagamento corrente”. Le conseguenze potrebbero consistere nell’interruzione del servizio. Insomma, paga e anche alla sveltina.

Perché è uno spamming?

a) perché valeriodistefano@classicistranieri.com NON è l’indirizzo presso il quale sono registrato ai servizi on line del mio fornitore di energia elettrica e gas (probabilmente lo hanno ripreso dal whois del blog o di classicistranieri.com);

b) non esiste nessuna fattura N °:0000002965307450 intestata a me;

c) nel messaggio è presente un errore di ortografia, manca lo spazio tra due parole: “serviziopotrebbe”;

d) al link “Accedi al servizio” è presente un link a un indirizzo breve a bit.ly e non al sito dell’Enel.

Insomma, una patacca, Voi stateci attentini.

Lo spamming falsamente attribuito ad Aruba

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Ricevo spessissimo delle false e-mail apparentemente provenienti da Aruba. E’ un fenomeno piuttosto diffuso soprattutto tra i clienti del più grande fornitore di hosting italiano. Sono mail che dicono che il mio hosting sta per scadere e che devo rinnovarlo (ma a prezzi decisamente inferiori a quelli di listino), che la mia e-mail di riferimento sta per scadere (balle, quando mai una mail scade?), e i link di riferimento rimandano a siti imitati che chiedono il numero della carta di credito (col cavolo, io pago Aruba con Paypal!)

Ma vediamone un esempio. Quella che vi propongo è una mail abbastanza ben fatta e sono convintissimo che qualche gonzo ci è cascato. Intanto guardiamo il mittente: sono io (valeriodistefano@classicistranieri.com). Cioè IO avrei mandato a ME STESSO una comunicazione di scadenza di un servizio acquistato presso terzi. L’e-mail di riferimento del mittente, invece, è un’altra (contact@one.it). Fate attenzione a queste cose. Bastano questi pochissimi ed evidenti elementi per assicurarci che si tratta di una bufala. Mi dicono, inoltre che il mio dominio classicistranieri.com scadrebbe il 12/06/2020. Cioè dopodomani. Hanno fretta di far quattrini, evidentemente, ma gli è andata di sterco perché in realtà classicistranieri.com scade il 20/10/2020 (cioè tra quattro mesi) ed è previsto il rinnovo automatico (a pochi giorni dalla scadenza Aruba mi preleva dalla carta di credito i fondi necessari per il rinnovo). Mi riferiscono inoltre che in conseguenza di ciò la mia casella e-mail valeriodistefano@classicistranieri.com sarà disattivata. Che dolore! Ora, si dà il caso che la casella in questione non sia una casella ma un “alias”, ovvero un nome alternativo con cui io chiamo la mia casella di posta elettronica ufficiale, quindi non possono disattivare un bel niente.

Bella figura di merda, sì.

Quanto costa un post sul blog

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Haniya, la spammèra di turno, mi ha scritto (cioè, non è che abbia scritto proprio a me, ha scritto a milioni di altri, ma chi se ne frega) per dirmi che ha bisogno di un post sul blog che la riguardi e mi chiede quanto costa. Ma nulla, cara Haniya, proprio nulla. Degli spammer parliamo sempre gratis, pro amore Dei e volentieri. Eccoti accontentata.

Mattia mi manda un SMS di spam. Ma io non ho nessun “Mattia” nella rubrica.

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Lo spamming ha da tempo (almeno con me) superato le barriere dell’e-mail e mi si ripropone con cadenza più o meno giornaliera anche tramite SMS. Oggi gli SMS non li usa più nessuno, tutti impegnati come siamo a sditeggiare con WhatsApp, ma oggi mi ha scritto un tale Mattia (così appare sul campo “from” del messaggio, che non permette di individuare il numero di telefono di provenienza) proponendomi un lavoro in cui si guadagnerebbe anche benino, fino a 1100 dollari al giorno (e chi li ha mai visti?), con la piccola differenza che io non ho nessun “Mattia” nella mia rubrica. Quindi il messaggio è composto sulla falsa linea di quelli che vi mandano i vostri gestori telefonici per ricordarvi di ricaricare, per informarvi sulle ultime offerte, per rendervi edotti della vostra situazione in tema di traffico effettuato e giga utilizzati (per intenderci, quando vedete scritto “Phonerinnova” o “Phonericorda”  o qualche roba di questo genere) solo che è tremendamente e vigliaccamente spammàtico, e il bello è che non ci potete fare niente. Nel dubbio, attenzione a non cliccare sul link fornito. Un po’ per evitare virus e malware di vario tipo, un po’ per non regalare clic di gradimento a chi sta dietro a queste bieche operazioni. Io vi ho avvistati.

Mai avuto un conto corrente presso la BNL!

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Mi è appena arrivata questa mail di spam apparentemente inviata dal gruppo BNL in cui mi si comunica che i miei fondi potrebbero non essere più disponibili a partire dal 6/11 (domani) per i trasferimenti via bonifico bancario (e ci mancherebbe anche altro!), nonché l’impossibilità dal 10/11 di accedere on line all’Home Banking se non fornisco delle non meglio identificate “informazioni” attraverso una pagina web che, chiaramente, non corrisponde a quella indicata nel link (trucco vecchio come il cucco, ma ci si casca sempre, quindi attenzione!). Voi mi chiederete come faccio a vedere che questa è una mail di spam. Semplice: non ho mai avuto un conto corrente presso la BNL e non dispongo di nessunissimo Token On line. Però magari qualcuni dei miei lettori si ritrova in circostanze diverse e potrebbe aver bisogno di un messaggio di STOP. Ecco, ora ve l’ho dato (poi ditene male…)

La letterina di Babbo Natale è solo spamming

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Ogni anno faccio caso alla prima pubblicità natalizia che mi capita sotto gli occhi. Generalmente accade verso il ponte dei Santi, o leggermente più in là nel tempo. Stavolta, invece, il tutto si è verificato attraverso una mail di puro spamming arrivatami dall’indirizzo nominale di info@letterinadibabbonatale.com. Mi ricorda, la mail, che mancano 100 giorni a Natale (grazie, mo’ me lo segno!) e che posso prenotare la mia letterina di Santa Claus (c’è un po’ di confusione tra l’onomastica italiana e quella anglosassone) per mia figlia con largo anticipo, così quando arriverà, lei potrà dire “Hai visto?? Babbo Natale si è ricordato di me, sa dove abito!!” Il tutto condito da una buona dose di bontà pre-natalizia che non manca mai: “Questa letterina ti accompagnerà nel periodo più bello dell’anno creando un clima di festa nella tua famiglia. Ideale da inviare a tutti i bambini, nipoti e figli di amici, per continuare a raccontare la storia più magica che conosciamo, quella di un vecchietto che viaggia su una slitta trainata da renne volanti e che consegna regali.” Tutto molto bello se non fosse che è clamorosamente falso e si tratta probabilmente di un sistema acchiappaclic, perché i link sulla mail (che è in formato HTML con tanto di immagini suggestive di un Natale sotto la neve) rimandano direttamente a una pagina sita sul dominio emailsys4b.net. Se poi si va sul sito www.letterinadababbonatale.com si ottiene questo:

il dominio è scaduto oggi ed è pieno di pubblicità (non lasciatevi ingannare dai link). Il sito letterinadaboabbonatale.com è registrato a nome un utente di Hong Kong

mentre le credenziali del dominio emailsys4b.net sono oscurate per la privacy (cioè, LORO spammano a destra e a manca e poi invocano il principio della privacy, siamo a livelli di pura contraddizione in termini). E puntano sulla credulità della gente (a chi è che non farebbe piacere una letterina di babbo Natale per la festa più bella dell’anno?), sui sogni dei nostri bambini, sull’effetto sopresa. E’ normale che qualcuno ci caschi come una pera. Come sempre state attenti.

Stavolta ci sono cascato anch’io

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Questo spamming era talmente ben fatto che stavolta ci sono cascato. Ho ricevuto questa falsa mail da Amazon all’indirizzo valeriodistefano@classicistranieri.com (che solitamente non uso nei miei rapporti di cliente e affiliato, e avrei dovuto accorgermente subito, ma io macché, duro di comprendonio come le pigne verdi…) in cui mi si diceva che un cliente, tale Valentino Lombardi, avrebbe acquistato un prodotto da me e avrebbe inviato un commento negativo in quanto, sempre a detta del cliente, non avrebbe ricevuto il prodotto desiderato e regolarmente pagato. Io, che non vendo niente con Amazon, a parte pochissimi e-book la cui distribuzione però è gestita da Amazon stessa, fesso, ci sono cascato, ed eccola lì la finestrella, pronta per carpirti nome utente e password. Li inserisco. E ho fatto la mia. Il sistema mi dice che a momenti dovrebbe arrivare sul mio telefono cellulare un codice SMS di controllo, ma, naturalmente, non avendo gli spammer il mio numero di cellulare, non è arrivato un belino. I miei dati saranno ora archiviati presso qualche database situato chissà dove (magari alle Cayman) e qualcuno potrebbe utilizzarli per comprare su Amazon e addebitarmi le spese. La prima cosa da fare è cambiare SUBITO la password di Amazon, quella vera, cosa che ho fatto IMMEDIATAMENTE (fossi scemo fino a questo punto?), in modo da bloccare malintenzionati in giro. E’ solo colpa mia, i segnali di preavviso c’erano ed erano numerosi, ma la truffa è stata fatta proprio bene, stavolta scritta in un ottimo italiano e senza la possibilità di rilevare alcuna anomalia (lo so, lo so, bisogna comunque controllare i link). Voi stateve accuort’, n’est-ce pas??

La domanda della tua tranquillità

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Lo spamming si evolve, e se lo continuiamo a ricevere nelle nostre caselle di posta elettronica è perché si raffina costantemente e cerca di arrivare a livelli di perfezione formale talmente elevati, da indurci in errore. Solo che non sempre ci si riesce, e allora gli spammer ci fanno la figura cacina, come nel caso del messaggio che vi propongo e che vi riporto in calce a queste note.

Avevo già ricevuto decine e decine di messaggi di persone che si definivano hacker (gli hacker, lo sappiamo benissimo, sono ben altro) e che mi spedivano un messaggio da un mio indirizzo di posta elettronica in cui mi comunicavano di aver avuto accesso alla casella, e di aver infettato il mio sistema (uno dei miei computer è infettato da tempo, ormai funziona solo se gli faccio la respirazione bocca a bocca, bella scoperta!). Gli hacker avrebbero visto da remoto che frequento siti porno (ah sì? Non lo sapevo, hanno fatto bene a dirmelo così ne sono potuto venire a conoscenza anch’io), che ho dei gusti tremendi (saranno ben cazzi miei quali sono i miei gusti sessuali, come vi permettete??) e che hanno registrato la lista dei miei contatti e-mail (mai avuta una rubrica su questa casella di posta elettronica suppostamente hackerata) a cui invieranno tutte le mie malefatte e le riprese effettuate dalla videocamera del PC (videocamera che non ho) di me che faccio quelle cosine lì mentre guardo i siti porno, ai miei amici, corrispondenti, contatti di lavoro etc, minacciando di spedire i filmati e tutto il resto se non verso loro una cifra in Bitcoin su un determinato conto.

Ora, purtroppo per loro si dà il caso che la casella di posta elettronica “valeriodistefano@classicistranieri.com” non esiste. O, meglio, esiste come indirizzo, ma la sua funzione è solo quella di forwardare a un altro indirizzo mail (questa volta esistente) tutta la posta che vi arriva. Punto e basta.

Dove sta la novità, direte voi? Che adesso questi messaggi, che prima erano in inglese, sono stati tradotti in italiano. E, per quanto siano stati tradotti anche benino, lasciano spazio a dubbi sulla loro autenticità (come potrebbe essere diversamente, povere stelle??), a cominciare dal subject poetico che recita “La domanda della tua tranquillità” (cazzo mi significa la domanda della mia tranquillità? Lo sanno solo loro). E sicuramente qualche italiano senza l’occhio clinico potrebbe caderci. Scrivono perfino “sì” con l’accento, figuratevi un po’.

E fa schiantare dalle risate quel “trasferischi 300$ sul nostro portafoglio di criptovaluta”. “Trasferischi” è come il “Batti lei!!” di fantozziana memoria. Cosa dovrei “trasferiscare”, secondo questi signori? E notate anche il “Dio mio, che gusti, che passioni tu hai…”, sembra una frase pronunciata da un fiorentino, nel puro dialetto della sua città.

In breve, come è successo a me potrà succedere anche a voi di ricevere una mail di questo tenore. Apritela, se volete leggetela, fatevici quattro risate, ma soprattutto NON RISPONDETE e NON PAGATE. Anche se siete soliti frequentare dei siti porno, maialoni che altro non siete.


Salve!

Come avrai già indovinato, il tuo account valeriodistefano@classicistranieri.com è stato hackerato, perché è da lì che ho inviato questo messaggio. :(

Io rappresento un gruppo internazionale famoso di hacker.
Nel periodo dal 29.06.2019 al 23.08.2019, su uno dei siti per adulti che hai visitato, hai preso un virus che avevamo creato noi.
In questo momento noi abbiamo accesso a tutta la tua corrispondenza, reti sociali, messenger.
Anzi, abbiamo i dump completi di questo tipo di informazioni.

Siamo al corrente di tutti i tuoi “piccoli e grossi segreti”, sì sì… Sembra che tu abbia tutta una vita segreta.
Abbiamo visto e registrato come ti sei divertito visitando siti per adulti… Dio mio, che gusti, che passioni tu hai… :)

Ma la cosa ancora più interessante è che periodicamente ti abbiamo registrato con la web cam del tuo dispositivo, sincronizzando la registrazione con quello che stavi guardando!
Non credo che tu voglia che tutti i tuoi segreti vedano i tuoi amici, la tua famiglia e soprattutto la tua persona più vicina.

Trasferischi 300$ sul nostro portafoglio di criptovaluta Bitcoin: 1MgLvmDDCbEffqp3LVwgYdfxw5wAb3ARsQ
Garantisco che subito dopo provvederemo a eliminare tutti i tuoi segreti!
Dal momento in cui hai letto questo messaggio partirà un timer.
Avrai 48 ore per trasferire la somma indicata sopra.

Appena l’importo viene versato sul nostro conto tutti i tuoi dati saranno eliminati!
Se invece il pagamento non arriva, tutta la tua corrispondenza e i video che abbiamo registrato automaticamente saranno inviati a tutti i contatti che erano presenti sul tuo dispositivo nel momento di contagio!

Mi dispiace, ma bisogna pensare alla propria sicurezza!
Speriamo che questa storia ti insegni a nascondere i tuoi segreti in una maniera adeguata!
Stammi bene!

Delibera Consob n. 20826 del 20 febbraio 2019

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A quanti possa interessare (e interesserà a pochissimi, ma abbiate pazienza…) (ri)pubblico la delibera Consob n. 20826 del 20 febbraio scorso. Dice, cosa c’entra? C’entra, c’entra…

Delibera n. 20826

Ordine, ai sensi dell’art. 7-octies, comma 1, lett. b), del D. lgs. n. 58/1998 (“Tuf”) di porre termine alla violazione dell’art. 18 del Tuf posta in essere tramite il sito internet www.dax1001.com

LA COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETÀ E LA BORSA

VISTA la legge n. 216 del 7 giugno 1974 e le successive modifiche e integrazioni;

VISTO il decreto legislativo n. 58 del 24 febbraio 1998 (“Tuf”) e le successive modifiche e integrazioni;

RILEVATO che dalle verifiche sul sito internet www.dax1001.com è emerso che:

i. il sito www.dax1001.com, registrato da un utente sconosciuto, è redatto in lingua italiana;

ii. il potenziale investitore, previa registrazione al sito e apertura di un conto tramite apposito form disponibile on line, ha la possibilità di operare sul mercato valutario (Forex) e di fare trading su CFD, aventi come sottostante indici materie prime e azioni, attraverso la piattaforma MT4;

iii. per l’effettuazione delle operazioni di trading è richiesto un investimento di denaro, mediante il versamento di somme sul conto aperto on line. In particolare, sul sito vengono offerte varie tipologie di conto, denominate “Basic”, “Gold” e “Platinum” distinte soprattutto per l’importo del deposito minimo e per i benefits corrisposti agli utenti;

iv. in calce ad ogni pagina del sito e nella sezione “Terms & Conditions” è indicata la società la “One Thousand One Ltd” con asserita sede alle Marshall Islands;

v. il sito www.dax1001.com ed i servizi ivi offerti sembrano, pertanto, riconducibili alla società One Thousand One Ltd con sede alle Marshall Islands.

CONSIDERATO che l’attività svolta tramite il sito www.dax1001.com è riconducibile alla prestazione di servizi di investimento, di cui all’art. 1, comma 5, del Tuf, in quanto è offerta ai clienti la possibilità di aprire un conto di trading a valere sul quale è possibile impartire ordini di acquisto e/o vendita aventi ad oggetto strumenti finanziari;

CONSIDERATO che la sopra descritta operatività svolta tramite il sito www.dax1001.com è rivolta al pubblico degli investitori italiani, in quanto il detto sito è redatto in italiano ed inoltre la società One Thousand One Ltd adotta forme di contatto e di interazione, anche immediate, con la clientela italiana attraverso tale sito ivi fornendo indicazioni circa le modalità procedurali ed operative da seguire al fine di investire in strumenti finanziari;

CONSIDERATO che la società menzionata nel sito internet non è autorizzata alla prestazione di servizi di investimento nei confronti del pubblico italiano in quanto tale società non risulta iscritta nell’albo tenuto dalla Consob ai sensi dell’art. 20 del Tuf;

VISTO che la prestazione di attività e servizi di investimento è riservata ai soggetti abilitati di cui all’art. 18, comma 1, del Tuf ai sensi del quale “L’esercizio professionale nei confronti del pubblico dei servizi e delle attività di investimento è riservato alle imprese di investimento e alle banche”;

RITENUTO, quindi, che l’operatività in esame si configura quale esercizio professionale verso il pubblico italiano di servizi di investimento su strumenti finanziari in violazione dell’art. 18, comma 1, del Tuf;

VISTO che, secondo quanto previsto dall’art. 7-octies del Tuf – titolato “Poteri di contrasto all’abusivismo” – la Consob “può nei confronti di chiunque offre o svolge servizi o attività di investimento tramite la rete internet senza esservi abilitato ai sensi del presente decreto: a) rendere pubblica, anche in via cautelare, la circostanza che il soggetto non è autorizzato allo svolgimento delle attività indicate dall’articolo 1, comma 5; b) ordinare di porre termine alla violazione”;

D E L I B E R A:

Si ordina di porre termine alla violazione dell’art. 18 del D.Lgs. n. 58/98 posta in essere anche tramite il sito internet www.dax1001.com, consistente nell’offerta e nello svolgimento nei confronti del pubblico italiano dei servizi e delle attività di investimento.

La presente delibera verrà portata a conoscenza degli interessati e pubblicata nel Bollettino della Consob.

Avverso il presente provvedimento è ammesso ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio entro 60 giorni dalla data di comunicazione.

20 febbraio 2019

IL PRESIDENTE VICARIO
Anna Genovese


Quando lo spamming si fa duro – Dovrei rispondere?

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Scusate la breve latitanza, ma in questi giorni sono stato raggiunto da una valanga di chiamate telefoniche di spamming duro che sto facendo fatica a contenere e che mi sta preoccupando non poco.

Non vi dico da parte di chi arrivi (ma potrei benissimo farlo se il disturbo dovesse continuare) ma vi dico che le modalità con cui sono stato spammato non sono delle più tranquillizzanti e felici. Mi chiamano, mi dicono che con me parla Parapesio (invento nomi e circostanze), ciao Valerio, ti ricordi, abbiamo parlato insieme qualche settimana fa, mi hai detto di richiamarti oggi a proposito dell’apertura di un conto… no, non ci siamo mai sentiti e in più io non intendo aprire nessun conto… ma no, aspetta cosa fai, senti, io ti volevo dire, ascoltami un momento, cosa stai facendo, guarda che mi fai incazzare, non dire così perché abbiamo la telefonata registrata (chissà cos’hanno registrato se io non ho parlato con nessuno), anzi, ti dice niente la frase “Prima ti ignorano. Poi ti deridono. Poi ti combattono. Poi vinci.”? Eh?? Adesso sei più tranquillo Valerio?? Oh, finalmente possiamo parlare.

E così via in una modalità aggressiva e prepotente. E’ il primo spamming mirato “ad personam”. Cioè, non è che ti chiamano per proporti un nuovo cambio tariffario o un nuovo conto in banca o una carta di credito o l’acquisto di una batteria di pentole, loro sanno chi sei.

Intendiamoci, sanno chi sei esattamente come può saperlo chiunque altro che metta il tuo nome e cognome sulla barra delle ricerche di Google, nulla di più e nulla di meno, ma intanto ti scocciano. Spiego che la proposta non mi interessa e butto giù. Vengo richiamato, successivamente, da una serie di cinque o sei numeri di telefono fissi dislocati un po’ in tutta Italia (da Treviso a Mazara del Vallo), uno dietro l’altro, insistentemente, finché non rispondo di nuovo e subito dopo metto giù. Il numero “madre” è di Milano, già noto come referente di pesante telemarketing e reperibile sui motori di ricerca nei siti dedicati allo spamming telefonico. Ma gli “alias” con prefissi riferibili a tutte le città d’Italia sono innumerevoli.

Una amica mi ha consigliato di installare l’app per smartphone “Dovrei rispondere?”, versione italiana di “Should I answer?”, un database di oltre 30000 numeri telefonici che diffondono pubblicità immediatamente bloccati, ma, come vi dicevo, questo tipo di spamming di cui sono vittima è in continua metamorfosi, quindi si fa presto a fare apparire un numero di telefono chiamante che non esiste (se provate a contattarlo al 99% dei casi non otterrete nessuna risposta, tranne quella del disco del vostro operatore telefonico, che vi dice che la numerazione chiamata è inesistente). Così, se il numero chiamante fa parte delle 30000 utenze segnalate da “Dovrei rispondere?” riesco a bloccarla. Quando non lo è la telefonata arriva regolarmente. E’ un filtro-colabrodo ma intanto è già qualcosa. E poi c’è una community molto attiva alle spalle, si dànno da fare per affinare lo strumento e offrono una serie di recensioni al negativo su chi spamma via telefono a destra e a manca.

Attualmente ricevo circa 1-2 chiamate al giorno. E non la smettono, e non la vogliono smettere. Io non ho nessuna intenzione di cambiare il mio numero di telefono per una manciata di spamming, ma voi fate attenzione, perché questo tipo di telefonate è davvero MOLTO, ma MOLTO pesante da sopportare e da gestire.