Open Web Analytics (OWA), il miglior software (gratuito) per la gestione delle statistiche di un sito

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Adesso mi diverto anch’io a fare un articolino-tutorial di quelli che si trovano a millanta sul web della serie “Come-fare-per-risolvere-un-problema” (informatico, s’intende).

Sì, questo è un tutorial su “Come installare un servizio di statistiche gratuito sul vostro sito web e andare in tasca ai servizi a pagamento”. In breve, faccio un gocciolino anch’io il guappetto informatico, per una volta che mi è riuscita una cosa.

Premessa: era da tempo che le statistiche di Aruba, associate ai miei due siti classicistranieri.com e a questo blog non mi soddisfacevan— non mi soddisfavan… non mi davano più soddisfazione. Numeri troppo alti. Praticamente c’era dentro di tutto, bot, spider, crawlers, tentativi di hackeraggio (ne ho a decine al minuto), clic di prova, download interrotti, punte di trapano da dieci, frizi, lazzi, trapezi e putipù, Di Stefano ora basta. Secondo Aruba, la pagina più visitata di clasicistranieri.com, non è la home page, come sarebbe normale e legittimo aspettarsi, ma quella dedicata a Papa Paolo VI. Poi vado a vedere da dove vengono questi accessi, e scopro che vengono quasi tutti dalla Cina. Cosa gliene frega ai cinesi di Paolo VI è ancora un mistero, ma avranno puntato qualche accrocchio automatico a quella pagina. E i tentativi dicollegare quella pagina sono tanti, ma proprio tanti. Per quanto riguarda i download, solo ieri un file PDF messo a disposizione di recente avrebeb calcolato più di 8000 clic. Megabyte di traffico utilizzati: zero. Troppa grazia, Sant’Antonio! Insomma, statistiche poco credibili. Non è per il prezzo (circa 15 euro l’anno IVA compresa), ma costa poco e vale anche poco.

Avevo bisogno di qualcosa di più umano, e dopo giorni e giorni di ricerche, ho trovato quello che fa al caso mio. Si chiama OWA (che sta per Open Web Analysis), ed è un software Open Source con licenza GNU (grazie! Così lo posso utilizzare gratis e anche redistribuire).

Se anche voi siete nelle mie stesse condizioni, ecco di che cosa avete bisogno:

1) Il file zippato di OWA che potete scaricare qui:

owa_1.6.9_packaged

2) Un browser sicuro ed affidabile come Mozilla Firefox (con Google Chrome l’installazione riesce, ma i risultati a video sono un veo casino, mentre con Firefox tutto è pulito e preciso, vai a sapere perché).

3) Un sito web, meglio se ospitato su server Linux con versione PHP piuttosto recente (generalmente una 7.X).

4) Un server MySQL (è possibile comunque usare anche l’opzione “localhost”, ma non stiamo qui a complicarci la vita).

5) Un software per i collegamenti FTP (FileZilla va benissimo).

6) Un software per unzippare (decomprimere) il file .ZIP di OWA. Se usate Windows vi consiglio caldamente WinRAR (una mano santa!). Se usate Linux il software dovrebbe essere già incluso nel pacchetto, quindi non dovreste avere problemi. Se usate un prodotto Apple, non so che dirvi, cazzi vostri. Se non lo sapete usare siete proprio degli sfigati.

Allora, ora prendete il file .ZIP di OWA e decomprimetelo in una cartella locale del vostro hard disk. Vi consiglio CALDAMENTE di rinominarla ‘owa‘, in modo da evitare di dover mettere le mani sui vari file di configurazione. Fatto? Bene.

Adesso trasferite la cartella ‘owa’ appena creata sul vostro server Linux, tramite FileZilla o il programma di trasferimento ftp che più vi piace o che avete a disposizione. Non è difficile, fin qui, no?

Ora aprite il browser (mi raccomando, Mozilla Firefox!!!) e puntatelo all’indirizzo:

http(s)://www.ilvostrosito.com/owa/install.php (sostituite “il vostro sito.com” con il nome e l’estensione del vostro web, o duri!)

Dovreste trovarvi di fronte a una schermata come questa:

cliccate su “Let’s get started” (su, via, un po’ di inglese lo so perfino io) e abbiate a portata di mano tutti i dati relativi al vostro server MySQL, nella fattispecie, l’indirizzo IP (ma, ripeto, anhe ‘localhost’ è accettato), il database su cui volete vengano registrati i dati (per i server MySQL di Aruba potete scegliere uno di quelli che finiscono con _1, _2, _3, _4 o _5, basta che sia vuoto), il nome dell’accesso al database (per Aruba è una cosa del tipo SqlXXXXXX dove XXXXXX sta per un codice numerico) e la password fornita dal provider. Sono tutti dati che vi verranno richiesti in fase di installazione.

Immessi correttamente tutti i dati, il sistema vi chiederà di creare un username e una password (che successivamente potrete modificare a vostro piacimento) che vi serviranno per accedere alle statistiche vere e proprie una volta generate.

Fatto questo vi verrà dato un codice Javascript che dovrete inserire in TUTTE le pagine che volete vengano indicizzate. Per un sito fatto esclusivamente con WordPress, o con Joomla! o con quello che più vi piace (come questo, ad esempio), la cosa è semplice. Basta andare nel menu ASPETTO e cliccare la voce “Editor del tema”.

Il file da modificare è quello della testata (normalmente nominato ‘header.php’. Inserite il codice Javascript immediatamente PRIMA del tag </head>, salvate il file così modificato e il gioco è fatto.

Il problema sorge quando, come nel caso di classicistranieri.com, avete un certo numero di pagine HTML statiche (nel mio caso erano più di 31000, un tritume!) e non potete editarle a mano una per una. In questa eventualità ho trovato un softwarino che può fare al caso vostro. E’ un Search and Replace per file multipli, che ha parecchi vantaggi, cerca una stringa e la sostituisce con quello che volete. E’ velocissimo (31000 file modificati in meno di un quarto d’ora), e si chiama FAR (Find and Replace), anche questo è sotto licenza GNU e ve lo do gratis:

Download (ZIP, 881KB)

Unica pecca del software, è che è per Windows. Va be’, a tutto si sopravvive. Vi chiederà in primo luogo di trovare la stringa interessata (</head>, presente in praticamente tutte le pagine HTML, e, successivamente, un menu a parte, con che cosa sostituirla. Voi mettete il codice Javascript fornito da OWA, e seguito dal tag </head> (se non lo fate questo scomparirà, non sarebbe un gran male in sé, le pagine dovrebbero ancora essere visibili, ma potrebbe crearvi dei casini con la loro gestione. Fatto questo, procedete a inserire il codice Javascrit nelle pagine (è tutto molto intuitivo, vedrete), e una volta fatta l’operazione (una copia dei vostri files sarà comunque salvata in una cartella apposita creata nei file temporanei) procedete a sostituire tramite FileZilla le pagine HTML sul vostro sito. Fatto?

Adesso le statistiche dovrebbero funzionare. Bellino, no?

Entrate nella cartella

http(s)://www.ilvostrosito.com/owa/

e, se volete, potete aggiungere altri siti di vostra pertinenza (sempre aggiungendo il codice per il tracciamento delle pagine che vi verrà fornito).

La prima pagina delle statistiche dovrebbe darvi dei risultati simili a questo, tratto da classicistranieri.com (scusate, i numeri sono un po’ bassini, ma l’applicazione è installata solo da poche ore):

Lascio a voi il piacere di smanettare sulle voci “Dashboard”, “Content”, “Action traking”, “Visits”, “Traffic” e “Goals”, alcune di queste totalmente inutili, altre molto, ma molto più interessanti, come le pagine di entrata, di uscita, i motori di ricerca utilizzati, gli indirizzi IP dei visitatori, la durata delle visite, le pagine più visitate (dove ora al posto di Paolo VI appaiono in prima posizione la home page (come è giusto che sia) e il PDF della “Divina Commedia” (come è altrettanto giusto che sia). Insomma, report più reali, che fanno riferimento ad accessi reali (anche se infinitamente inferiori a quelli segnalati da Aruba). Con il tempo le vostre statistiche si stabilizzeranno e voi vivrete sempre più felici.

Unico rammarico: non saprò mai, sempre per classicistranieri.com quanti e quali e-book verranno effettivamente scaricati (epub, PDF, TXT, ZIP, MP3 etc…) ma non si può pretendere e avere tutto dalla vita. E poi i testi, i file ISO delle distribuzioni Linux, tutto il materiale offerto dalla biblioteca è lì per chi vuole scaricarlo. Cosa me ne faccio di sapere se un libro ha ricevuto 8000 clic se poi materialmente non l’ha scaricato nessuno? Credo che, anche grazie a OWA, la biblioteca sia, se possibile ancora più libera. Siatelo anche voi!