Approvato oggi il Regolamento di valutazione per scuole. Ecco la sintesi.

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COMUNICATO STAMPA  

Regolamento sulla valutazione degli studenti  

Questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il Regolamento sulla valutazione degli studenti nelle scuole di ogni ordine e grado.

Queste le principali novità contenute nel provvedimento:

 

Scuola Primaria (scuola elementare)

Nella scuola primaria gli alunni saranno valutati dall’insegnante unico di riferimento.

La valutazione terrà conto del livello di conoscenza e del rendimento scolastico complessivo degli alunni nelle singole materie.

La valutazione nelle singole materie sarà espressa in voti numerici così come avviene in tutti i Paesi Europei.

Solo per l’insegnamento della religione cattolica resta la valutazione attraverso un giudizio sintetico formulato dal docente.

I docenti di sostegno parteciperanno alla valutazione di tutti gli alunni.

Nella scuola elementare gli alunni potranno essere non ammessi alla classe successiva solo in casi eccezionali e motivati.  

v    Voto in condotta nella scuola elementare

Il voto in condotta nella scuola elementare sarà espresso attraverso un giudizio del docente o dei docenti contitolari.

 

Scuola secondaria di I grado (scuola media)

Nella scuola secondaria di primo grado gli studenti saranno valutati nelle singole materie con voti numerici. Questo metodo di valutazione riguarderà anche l’insegnamento della musica.

Anche alle medie l’insegnamento della religione cattolica continuerà ad essere valutato attraverso un giudizio sintetico del docente.

Per essere ammessi all’anno successivo, comunque, sarà necessario avere almeno 6 in ogni materia.

Per la ammissione all’esame di Stato di terza media gli alunni dovranno conseguire la sufficienza in tutte le materie, compreso il voto in condotta.

In sede d’esame finale agli alunni particolarmente meritevoli che conseguiranno il punteggio di 10 decimi potrà essere assegnata la lode dalla commissione che deciderà all’unanimità.

v    Voto in condotta alle scuole medie

Il voto in condotta nella scuola secondaria di primo grado sarà espresso con un voto numerico accompagnato da una nota di illustrazione e riportato anche in lettere in pagella.

 

Scuola secondaria di II grado (scuola superiore)

Alle scuole superiori la valutazione intermedia e finale  degli apprendimenti è effettuata dal consiglio di classe.

Nello scrutinio finale il consiglio di classe sospenderà il giudizio degli alunni che non hanno conseguito la sufficienza in una o più materie, senza decidere immediatamente la non promozione, ma comunicando i risultati conseguiti nelle altre materie. A conclusione dei corsi di recupero per le carenze dimostrate il consiglio di classe, dopo aver accertato il recupero delle lacune formative entro la fine dello stesso anno scolastico, non oltre la data di inizio delle lezioni dell’anno successivo, formulerà il giudizio finale e l’ammissione alla classe successiva.

Secondo quanto indicato dall’ordinanza ministeriale n.40 dell’8 aprile 2009, per l’anno scolastico 2008/09, per l’ammissione all’esame di Stato sarà necessaria la media del 6. Il voto in condotta concorrerà alla formazione della media.

A partire dall’anno scolastico 2009/10 saranno ammessi all’esame di Stato tutti gli studenti che  conseguiranno la sufficienza in tutte le materie e in condotta.

Accesso diretto all’esame di stato per gli “ottisti”

Saranno ammessi direttamente agli esami di Stato gli studenti che in quarta hanno conseguito 8 decimi in ciascuna materia e nel comportamento e che hanno riportato una votazione non inferiore al 7 in ciascuna disciplina, 8 per la condotta nelle classi seconda e terza.

L’educazione fisica concorre come ogni altra disciplina alla determinazione della media dei voti.

v    Voto in condotta alle scuole secondarie di primo e secondo grado

Con il Regolamento  approvato oggi dal Consiglio dei Ministri il voto sul comportamento concorrerà alla determinazione dei crediti scolastici.

Il 5 in condotta sarà attribuito dal consiglio di classe per gravi violazioni dei doveri degli studenti definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti, purché prima sia stata data allo studente una sanzione disciplinare. Inoltre, l’insufficienza in condotta dovrà essere motivata con un giudizio e verbalizzata in sede di scrutinio intermedio e finale.

Una sanzione disciplinare, quindi, sarà come un cartellino giallo, dopo il quale se i comportamenti gravi persisteranno il collegio dei docenti darà il cartellino rosso e cioè il 5 in condotta.

La valutazione del comportamento è partita già nel primo quadrimestre dell’anno scolastico in corso ed ha portato a galla circa 34 mila insufficienze. Gli studenti avranno tempo nella seconda parte dell’anno per recuperare.

L’insufficienza nel voto di condotta (voto inferiore a 6) comporterà  la non ammissione all’anno successivo o agli esami di Stato.  

Valutazione degli alunni con disabilità

Per la valutazione degli alunni con disabilità si dovrà tener conto, oltre che del comportamento, anche delle discipline e delle attività svolte sulla base del piano educativo individualizzato. Inoltre si prevede, per gli alunni disabili, la predisposizione di prove di esame differenziate, corrispondenti agli insegnamenti impartiti e idonei a valutare il progresso dell’alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali.

Valutazione degli alunni con difficoltà specifica di apprendimento-DSA

Per gli alunni in situazione di difficoltà specifica di apprendimento debitamente certificate per la prima volta viene dettata una disciplina organica, con la quale si prevede che, in sede di svolgimento delle attività didattiche, siano attivate adeguate misure dispensative e compensative e che la relativa valutazione sia effettuata tenendo conto delle particolari situazioni ed esigenze personali degli alunni.

Obbligo scolastico

Resta confermato l’obbligo scolastico fino al sedicesimo anno di età, sempre nel quadro del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione.  

Roma, 28 maggio 2009

Supplenza. Leggere “Gomorra” a scuola

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Di certi episodi, è inutile, nella scuola italiana te ne dimentichi, salvo poi ritirarli fuori quando non ne puoi più, quando annaspi per i programmi da scrivere, le relazioni finali da ultimare (quando si devo “ultimare” qualcosa è il momento buono che si ha solo da iniziarlo a fare, altro che balle!).

A gennaio mi mandarono a fare un’eccedenza. Un'”eccedenza” è un’ora, solitamente di supplenza, che eccede (appunto!) l’orario di servizio. Siccome è fuori dalle ore di insegnamento che deve fare un docente, viene pagata a parte dalla scuola, che solitamente ti accredita tutto a giugno. E’ uno “straordinario” in pratica, e in quanto tale la vice presidenza vi ricorre proprio quando è costretta alla canna del gas, e c’è una classe di teppisti che sta distruggendo l’aula, dando fuoco ai banchi, chiavando la bidella, pisciando sul registro di classe e scrivendo con vernice spray nera sulla parete “Marika sei una zoccola!”, frase dedicata solitamente alla più brutta della classe.

Insomma, ti danno l’eccedenza quando c’è un po’ di folklore in giro. Perché si sa benissimo che di soldi non ce ne sono.

Entrato in classe (a spintoni!) un alunno mi guardò impaurito. Non aveva paura di me, aveva due occhialoni tipo fondo di bottiglia in stile anni ’70, con l’affumicatura marrone e la sfumatura, come andavano di moda allora. Poteva somigliare a un Bill Gates pre-Microsoft. Ma aveva paura dei suoi compagni. O meglio, del giudizio che i suoi compagni potevano avere su di lui perché stava facendo qualcosa di assolutamente sconveniente. Non ruttava di coca Cola come tutti gli altri, non prendeva in giro i compagni handicappati, non si rollava le canne con il testo del compito di matematica, non gridava “Berlusconi, Berlusconi, grazie pei tuoi doni!”, in breve, non faceva nulla che lo riconducesse alla “normalità” della vita scolastica, no, faceva di peggio, leggeva.

E leggeva “Gomorra” di Roberto Saviano, il libro aperto di nascosto sotto il banco, che pareva la canzone di Antonello Venditti “Compagno di scuola”), lo sguardo alternato sulle righe del testo e sui compagni che potevano arrivare a tirargli uno scappellotto giusto perché così si fa, tanto per fare, per noia, perché sono ragazzi disadattati…

Leggere “Gomorra” a scuola è un atto altamente eversivo e destabilizzatore. “Ti piace?” gli chiesi. “Sì, ma posso andare a leggere in corridoio? Qui non mi sento tranquillo…”

Scrivo sul registro “L’alunno XY è autorizzato dal docente ad assentarsi dall’aula per tutta la quinta ora per motivi personali.”

In fondo, se non voleva essere preso a sputi perché leggeva, erano pur sempre suoi imprescindibili “motivi personali”.

Il voto di condotta fa media per gli Esami di Stato – Circolare n. 46 del 7 maggio 2009

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La fase degli scrutini conclusivi è uno dei momenti qualificanti dell’anno scolastico, poiché costituisce la naturale verifica collegiale degli esiti del processo di insegnamento-apprendimento.
In quanto tale la valutazione degli alunni non può non considerare con la dovuta attenzione i risultati effettivi, in termini di conoscenze e competenze, raggiunti dagli alunni. Al tempo stesso, la valutazione non può risolversi nel semplice calcolo matematico dei voti da essi conseguiti nelle singole discipline, poiché essa investe, come ben sanno dirigenti e docenti, anche una serie di variabili (da quelle personali, temporali e ambientali) che contribuiscono a definire il profilo del singolo alunno e il livello della sua preparazione.
In proposito, anche in relazione ai numerosi quesiti pervenuti dalle scuole e al fine di evitare interpretazioni non uniformi, si ribadisce che il voto di comportamento concorre alla valutazione complessiva dello studente (art. 2, comma 3, legge 30 ottobre 2008, n. 169).
Con riferimento all’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, si conferma, pertanto, che il voto di comportamento, per l’anno scolastico corrente (art. 2, comma 1 dell’O.M. 8 aprile 2009, n.40), concorre alla determinazione della media dei voti ai fini sia dell’ammissione all’esame stesso sia della definizione del credito scolastico. Rimane, ovviamente, l’esclusione dall’esame finale di Stato degli studenti con un voto di comportamento inferiore a 6 decimi.

IL DIRETTORE GENERALE
f.to Mario Giacomo Dutto

Come ci si collega ai siti Internet nella scuola italiana

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Vi giuro, credete mi è accaduto, proprio oggi.

Collegio docenti: un collega addetto a un computer collegato a Internet che proiettava sullo schermo le schermate di quello che dovevamo vedere, votare e/o comunque conoscere (in genere dei PDF di circolari ministeriali noiosissime e da interpretare in modi svariati secondo l’umore, la temperatura esterna e il grado di coinvolgimenti sinaptico dei docenti), per andare  ricercare un documento in rete doveva collegarsi con il sito del Ministero dell’Istruzione.

Ah, l’indirizzo web del Ministero dell’istruzione è www.istruzione.it.

Cosa ha fatto? Ha aperto il browser (Internet Explorer, of course, le alternative nella scuola italiana sono difficlmente contemplate, forse perché sono difficilmente capite) che aveva come pagina predefinita quella di Google.

Dopodiché è andato nella finestrella in cui si inseriscono le parole chiave per la ricerca e ci ha scritto:

"www.istruzione.it"

Google gli ha dato il risultato sperato: al primo posto della ricerca indovinate che cosa è apparso? Il sito del Ministero. Ci ha fatto clic sopra e il sito si è aperto. Evviva la tecnologia!

Perché se avesse scritto "www.istruzione.it" direttamente nella barra degli indirizzi non avrebbe complicato abbastanza la vita a se stesso e a noi.

La scuola è in mano a questa gente qui..

Precisazioni sugli esami relativi agli studenti dei comuni della Regione Abruzzo colpiti dal sisma. Anno scolastico 2008/2009

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Com’è noto l’OM n.47 in data 7 maggio 2009 ha dettato disposizioni concernenti lo svolgimento degli scrutini e degli esami relativi al corrente anno scolastico 2008/2009 nei comuni della Regione Abruzzo colpiti dal sisma. In particolare, l’articolo 6, comma 3, della OM n.47 ha disposto che gli alunni che – a seguito del sisma e per trasferimento ai sensi dell’articolo 1 del D.M. 3543 del 15 aprile 2009 – hanno frequentato l’ultima parte dell’anno scolastico 2008/2009 presso altre istituzioni scolastiche della stessa Regione o di altra Regione e, su richiesta delle famiglie o di se stessi qualora maggiorenni, siano scrutinati e ammessi agli esami nelle istituzioni suddette, sostengono gli esami di Stato dell’istruzione secondaria di primo e di secondo grado in tale sede, seguendo le procedure ordinarie.
In tale circostanza, le istituzioni scolastiche interessate sono invitate a darne informazione sia al Direttore Generale per l’Abruzzo sia al proprio Direttore Generale regionale, entro e non oltre il giorno 25 maggio 2009.
Le suddette comunicazioni vanno comunicate all’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo e all’Ufficio Scolastico Provinciale di L’Aquila, che, a seguito del sisma, hanno attivato la loro sede presso la Scuola SOTTOUFFICIALI DELLA GUARDIA DI FINANZA di COPPITO -L’Aquila – tel. 0862-361368; tel./fax 0862-361369; tel. 3664179649; fax1786057466- e-mail:direttore-abruzzo@istruzione.it.

IL DIRETTORE ENERALE
M.G. Dutto 

Destinatari

AI DIRIGENTI SCOLASTICI
DI ISTRUZIONE SECONDARIA DI PRIMO E SECONDO GRADO
P.C.
AI DIRETTORI GENERALI DEGLI UFFICI SCOLASTICI REGIONALI
LORO SEDI

Condannata a due anni la professoressa che si faceva palpeggiare su YouTube

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Alla fine le hanno dato due anni con la condizionale con il rito del patteggiamento, per essersi fatta palpare il culo dagli alunni.

Il filmato relativo andò a finire su DioTubo e ne venne fuori una causa penale per atti sessuali con minori e corruzione di minore. La secondo accusa è caduta, la prima no, e dopo una difesa un po’ incerta ("era una simulazione", ma simulazione de che???), ecco la condanna a due anni con la concessione della sospensione condizionale della pena.

Praticamente le hanno dato il massimo (oltre i due anni, la sospensione condizionale della pena non è più possibile), già scontati i benefici derivanti dal patteggiamento. E’ tanta roba, ma tanta davvero.

Cercando di capirci qualcosa, ho scoperto che l’insegnante, ora 41enne, lavorava in un Istituto Privato.

Si sa come vanno le scuole private: "le famiglie dei ragazzi pagano, quindi devono essere promossi per forza e se succede qualcosa chiudiamo un occhio". Almeno fino a qualhe tempo fa funzionava così. Oggi si è aggiunto anche un messaggio del tipo: "I Docenti manco li paghiamo, tanto quello che vogliono è il punteggio".

Questa avrà probabilmente sentito qualche mano palpante ravanarle giù per il lato B, ma magari, per mantenersi il posto, e pensando che quell’episodio fosse solo uno dei tanti messi in atto dai ragazzi per far vedere che loro pagano e quindi la prof deve starsene zitta e subire. Probabilmente se fosse andata dal Preside (che, nelle scuole private, è una figura-fantoccio, chi comanda è il gestore) le avrebbe riso in faccia o avrebbe minimizzato dicendo: "Su, su, professoressa, lei è giovane e bella, cosa vuole che sia una tastatina al culo… sono ragazzi…"

Sì, sono ragazzi, ma anche le stronzate sono stronzate.

Ha patteggiato, alla fine. E quando si patteggia lo si fa per due motivi:

a) non c’è nessuna possibilità di farla franca, c’è una responsabilità penale evidente, si cerca di avere il minimo della pena con svariati benefici (tra l’altro, non c’è segnalazione del reato sulla "fedina"), prima fra tutte la condizionale (leggi: non si sconta la pena in carcere, e se non si hanno altre condanne per cinque anni, la giustizia si dimentica di te e tu torni ad essere la prsona pulita che eri;

b) non se ne può più dell’attesa, spesso esasperante (per arrivare a sentenza in un caso del genere ci sono voluti 5 anni!) della giustizia italiana. Generalmente i poveri cristi che non hanno fatto nulla, o hanno commesso reatuncoli di poco conto, si sentono talmente prostrati all’idea di dover affrontare una causa penale, che preferiscono farsi condannare a pene lievi che non sconteranno mai, piuttosto che rischiare un procedimento pubblico.

Tra l’altro, chi patteggia viene condannato ma non riconosciuto colpevole. E’ solo un’apparente contraddizione del sistema.

Non importa, si è fatta tastare il culo. Continuerà ad insegnare (nel 2004 non esistevano i provvedimenti di sospensiva dal servizio) oppure potrà continuare a lavorare nella Pubblica Amministrazione.

Libri di testo – Sospensiva del TAR del Lazio – Circolare ministeriale n. 16 del 10 febbraio 2009

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A seguito di quesiti pervenuti, in merito alla ordinanza n. 2049/09, con cui il TAR del Lazio ha sospeso la circolare ministeriale n. 16/2009 sulla adozione dei libri di testo per l’anno scolastico 2009/2010, si chiarisce quanto segue.
L’ordinanza del TAR Lazio, emessa in data 7 maggio u. s., ha sospeso la circolare ministeriale nella parte in cui prevede che l’assegnazione di altro docente nella classe, a decorrere dal 1° settembre 2009, non consente in alcun modo una diversa scelta di libri di testo già effettuata.
Il Ministero ha già dato mandato all’Avvocatura Generale dello Stato di proporre appello avverso la predetta ordinanza chiedendone l’immediata sospensione dell’esecutività con decreto presidenziale. Ciò posto, per la denegata ipotesi in cui il giudice d’appello dovesse confermare la misura cautelare disposta dal Tar, sin d’ora si precisa che la stessa potrà produrre effetti a partire dal prossimo anno scolastico e nella sola ipotesi in cui docenti neo trasferiti (ovvero assegnati ad altra classe) manifestino con apposita e motivata istanza l’intenzione di adottare testi scolastici diversi da quelli precedentemente scelti dal collegio dei docenti mentre non può in alcun modo incidere sulle procedure in atto riguardanti l’adozione dei testi scolastici.
Si fa riserva di comunicare l’esito dell’appello.

IL DIRETTORE GENERALE
Mario G. Dutto

I nuovi recapiti e-mail dell’Ufficio Scolastico Provinciare de L’Aquila e dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Abruzzo

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A seguito del sisma, l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo e l’Ufficio Scolastico Provinciale di L’Aquila hanno attivato la loro sede presso la SCUOLA SOTTOUFFICIALI della GUARDIA DI FINANZA (Coppito – L’Aquila).
Al momento eventuali comunicazioni possono essere inviate ai seguenti indirizzi e-mail:

direttore-abruzzo@istruzione.it

csa.aq@istruzione.it

da: www.istruzione.it

La responsabilità del docente nell’accompagnare gli studenti in gita

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Ho ricevuto una mail da un collega (non faccio il nome, perché non mi ha autorizzato a pubblicarlo, ma ne pubblico le iniziali, F.P., così si riconosce) che, dopo la lettura della mia fantozzata sulle gite scolastiche, mi dice che una volta fatta firmare dai genitori degli alunni minorenni in viaggio d’istruzione o in visita guidata la dichiarazione di scarico dell’assunzione di responsabilità, è tutto a posto e il docente non deve fare altro che accompagnare i pargoli, poi se si ammazzano sono affari loro.

Continuo a insistere che secondo me non è vero un tubo, e che il docente accompagnatore è responsabile di tutto quello che accade dal momento in cui prende i frugoletti in custodia fino a quando non li restituisce nelle mani dei loro genitori che accidenti a quando non provvedono a caricarli di RANDELLATE® bene assestate.

Nel dubbio riproduco la parte della nomina che cita gli articoli di legge e del Codice Civile relativi:

Gita (o gitarella) scolastica

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La gita scolastica è uno dei meccanismi più perversi in cui possa incappare un insegnante.

La gita scolastca, di per sé, non si chiama nemmeno "gita", si chiama "viaggio d’istruzione". Vuol dire che si va a fare un viaggio per imparare qualcosa, e possibilmente dal primo anno delle superiori si inizia da una risorsa del territorio che non si trovi troppo lontana dalla sede della scuola, e a cui si possa arrivare in tempi ragionevoli per riportare indietro una classe di scalmanati.

Il collega o la collega che ti propone di andare ad accompagnare i ragazzi in gita solitamente ha l’aria contrita di chi si affida a te come ultima risorsa, come quello o quella che proprio non ne può fare a meno, ma non gli sei rimasto che tu, e allora ti guarda con l’occhio compassionevole e ti dice che ha provato a chiedere a tutti, ma che tutti avevano impegni e allora sei rimasto solo tu che, tanto, di impegni non ne hai, non fai un cazzo dalla mattina alla sera, non hai nemmeno figli da accompagnare a scuola, pattinaggio, calcio, danza artistica, pilates.

Uno dovrebbe semplicemente rispondere "Quindi se io non accetto la gita non si fa?", e invece uno accetta direttamente.

Quando dici "sì" (per sfinimento o senso civico della figura dell’insegnante, o peché devi un favore al dirigente scolastico) sei finito. Chi ti ha proposto il massacro si sente sollevato, e per non farti cadere nello sconforto comincia a dirti "Ma guarda, che andrete in un bel posto, sai?" (anche tu adesso vai in un bel posto, anzi, ti ci mando io con molto piacere…) oppure fa domande retoriche del tipo "Ma come, non ti piace l’Abbazia dei Frati Zoccolanti costruita proprio a strapiombo sul mare?" (certo che mi piace, imbecille, ma mi piace andarci per conto mio e godermelo con la mia famiglia, non con decine di alunni urlanti che nella migliore dell’ipotesi non hanno capito che non ci fermeremo all’autogrill e ti ritrovi dopo dieci minuti quella che chiede con aria smarrita "Ma non c’è il bagno su quest’autobus??" Eh, già, lo mettiamo per te…). Oppure cerca di tranquillizzarti. Ti dice che "Guarda, abbiamo fatto firmare la liberatoria alle famiglie dei ragazzi, tu non avrai nessuna responsabilità."

Non è vero che non hai nessuna responsabilità. Se non vigili e loro si fanno male o, peggio, fanno male a qualcuno, vengono a cercare te. L’Italia è l’unico paese al mondo in cui i professori sono responsabili per quello che fanno i loro figli. negli altri stati europei per i minorenni è responsabile la famiglia, è per questo che la scuola funziona, perché nessun pirla di alunno metterebbe mai nei guai il proprio padre che, una volta a casa, lo appiccica al muro. Il Dirigente scolastico ti dà un ordine di servizio in cui ti dice che se succede qualcosa a te sei assicurato, che riceverai l’indennità di missione (una specie di supplemento extra che andrebbe a integrare lo stipendio per la "missione" che ti è stata data. Non si va oltre i 10 euro per una giornata di gita.

Agli alunni dell’Abbazia non gliene frega una benemerita cippa. I più grandi sono convinti che le abbazie siano luoghi costruiti in modo da far rimbombare i suoni, e, conseguentemente, anche le loro gare di rutti.

I più piccoli si ingozzano di pizza riscaldata, coca cola, patatine, gelati, ghiaccioli, mars. Non tutti, c’è uno che ha portato anche il panino con la salsiccia e i broccoli, Dio l’abbia in gloria lui e il suo stomaco foderato d’amianto. La salsiccia coi broccoli, si sa, andrebbe mangiata calda, ma è tutto un lavorar di mandibole che fa paura.

E poi giocano a pallone. Corrono dietro al pallone per ore intere senza stancarsi mai, sudano, sputano per terra come Totti, bestemmiano come Gattuso e si involgariscono collezionando femmine come Cassano, ma bisognerà pur avere dei modelli.

Dopo appena due minuti di museo archelogico qualcuno comincia a chiederti "Professo’, ma perché ci avete portati in questo posto" e tu pensi che non ci volevi venire, ti ricordi il tuo letto che aveva quel grato sentore di sudore e di piedi e ti sembra la cosa più lontana del mondo. C’eri appena poche ore prima.

Che non ci volevi venire ma una delle colleghe accompagnatrici (impegnatissima a parlare tutto il giorno di borsette, scarpe, accessori, menopausa, consigli sui pannolini che metteva a suo figlio quando era piccolo -adesso pilota un jet dell’aeronautica!-) appena arrivi mezzo rincoglionito dal sonno all’appuntamento con la partenza delle sette (perché se non ti alzi prima dell’alba che razza di gita è?), ti fa: "Collega, sei tu che accompagni la prima zeta, vero?" (della serie: "Questi sono roba tua, veditela un po’ tu, io non voglio sapere nulla, tanto che, figurati, non mi ricordo nemmeno il tuo nome…).

La giornata passa mentre cerchi di scandire le ore he ti separano dal psssssssssst pneumatico della portiera dell’autobus che si apre, al ritorno, sullo stesso luogo che hai lasciato appena 11 ore prima, ma ti sembra di essere andato in esilio.

Tanto, poi, gli insegnanti sono quelli che hanno tre mesi di vacanza l’anno!

Suicida a scuola a 15 anni

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A scuola si muore perché la scuola è morta.

Non ci si butta dalla finestra della scuola perché si è preso un quattro o si capisce di aver fallito un compito di greco. L’insuccesso scolastico non è un buon motivo per uccidersi.

Eppure è capitato a questo ragazzo di 15 anni.
Eppure è capitato al suo insegnante. Continua la lettura di “Suicida a scuola a 15 anni”

La pagella della prima elementare

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La pagella della prima elementare è sempre qualcosa che, quando la ritrovi in giro, ti fa pensare molte cose.

La prima è che sono entrato in una scuola della Repubblica per la prima volta il 1 ottobre 1970 e non ne sono praticamente uscito più.

La seconda è che avevo sette in religione, e che dovrei cominciare a vergognarmene.

La terza è che avevo sei in attività manuali e pratiche e che sono decisamente peggiorato.

Però in compenso ora i voti li do io. : - )

Alunno tira un pugno alla maestra ma il portiere della scuola minimizza: “e’ solo un bambino!”

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E’ la visione della scuola che hanno tutti, c’è poco da fare, quella in cui i ragazzi sono ragazzi, i bambini sono bambini, gli adolescenti sono adolescenti e, solo per questo, sono sempre e comunque giustificabili, e non può abitare in loro neanche il minimo sentore di stronzaggine acuta. E se si comportano da stronzi, non è perché sono stronzi, è perché hanno dei problemi, e gli insegnanti farebbero bene a capirlo una volta per tutte.

Il bambino di nove anni ha menato di santa ragione la maestra.

O, forse di santa ragione no, magari l’ha menata solo quel tanto che basta per crearle un codice verde al pronto soccorso (roba minima, s’intende, son bambini).

Che, voglio dire, una bella cosa non è, anche per un bambino con problemi e seguito dall’insegnate di sostegno (già, ma al momento dell’accaduto l’insegnante di sostegno dov’era? Se c’era non vorrei essere nei suoi panni, se non c’era è certamente l’effetto dei tagli all’organico di sostegno operato dalla Signorina Rottermeyer, Reggente del Pio Istituto del Ministero dell’Istruzione).

Ma “un bambino è sempre un bambino”, dice l’unica voce che si leva dal personale scolastico dell’istituto frequentato dal Franti di turno. E l’unica voce di chi è? Della maestra che è stata menata? Del direttore didattico? Del collegio dei docenti riunito in seduta straordinaria? No, del portiere del plesso scolastico.

Che evidentemente ne sa più degli insegnanti. E infatti lo schiaffano sulla cronaca di Roma di “Repubblica”.

Scuola – Docenti e ATA: ecco i moduli per le domande di trasferimento 2009/2010

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Roma, 13 febbraio 2009

Oggetto: Trasmissione dell’O.M. n. 18 del 13 febbraio 2009 prot. n. 1916 e del Contratto collettivo nazionale integrativo sottoscritto il 12.02.2009 sulla mobilità del personale docente, educativo e A.T.A. per l’a.s. 2009/2010.
Per opportuna conoscenza e norma, al fine di predisporre i necessari adempimenti da parte degli uffici competenti, si trasmettono, in allegato alla presente, copia dei seguenti atti, relativi alla materia indicata in oggetto:

* Contratto collettivo nazionale integrativo sottoscritto il 12.02.2009 relativo alla mobilità del personale docente, educativo e A.T.A. per l’a.s. 2009/2010.
* Ordinanza ministeriale n. 18 del 13 febbraio 2009 prot. n. 1916, in corso di registrazione, concernente norme di attuazione del predetto contratto integrativo in materia di mobilità del personale, docente, educativo e A.T.A..

Verrà data tempestiva comunicazione della data di registrazione di quest’ultimo provvedimento.

Con successiva Ordinanza ministeriale verranno diramate le specifiche disposizioni attuative dell’ art. 37bis del sopra citato CCNI riguardante la mobilità degli insegnanti di religione cattolica, per i quali, ovviamente, sarà prevista una diversa data di scadenza per la presentazione delle domande.

Si pregano gli uffici competenti di dare la massima diffusione dei sopracitati atti e di comunicare agli uffici interessati che i medesimi possono essere consultati ed acquisiti sul sito Internet e Intranet del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

Si ritiene utile sottolineare che il termine ultimo per la presentazione delle domande di movimento per il personale docente, educativo ed A.T.A. è fissato al 9 marzo 2009.


IL DIRETTORE GENERALE
LUCIANO CHIAPPETTA

Scuola dell’infanzia
MODULO A1   domanda di trasferimento
MODULO A3   domanda di passaggio di ruolo

Scuola Primaria
MODULO B1   domanda di trasferimento
MODULO B4   domanda di passaggio di ruolo

Scuola Secondaria di I Grado
MODULO C1   domanda di trasferimento
MODULO C2   domanda di passaggio di cattedra
MODULO C3   domanda di passaggio di ruolo

Scuola Secondaria di II Grado e Artistica
MODULO D1   domanda di trasferimento
MODULO D2   domanda di passaggio di cattedra
MODULO D3   domanda di passaggio di ruolo

Personale educativo
ALLEGATO A    domanda di trasferimento
ALLEGATO B    domanda di passaggio di ruolo

Personale amministrativo, tecnico e ausiliario
MODULO MN    domanda di trasferimento
MODULO PN    domanda di passaggio di profilo

Istruzioni modulo MN (allegato B1)    Istruzioni modulo PN (allegato C1)

Circ. Min. 10 del 23/01/2009 – Valutazione degli apprendimenti e del comportamento

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Roma, 23 gennaio 2009
Oggetto: Valutazione degli apprendimenti e del comportamento.
La legge di conversione 30 ottobre 2008, n. 169 ha disposto modifiche al sistema di valutazione degli alunni che trovano immediata attuazione nel presente anno scolastico. Prevede, altresì, un apposito regolamento di coordinamento delle norme vigenti in materia di valutazione.

Questo Ministero ha già elaborato uno schema di tale regolamento e lo ha sottoposto al Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, che nella seduta plenaria del 17 dicembre scorso, ha espresso parere favorevole con osservazioni. Al momento, è in corso la stesura del testo definitivo.

In attesa del riordino del secondo ciclo di istruzione, che troverà attuazione dal 1.9.2010, ai sensi del D.L. 30 dicembre 2008, n. 207, il regolamento riguarda, per ora, solo la disciplina della valutazione relativa al primo ciclo di istruzione. Nelle more dell

Circolare Ministeriale n. 4/2009 – Le iscrizioni per l’anno scolastico 2009

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Anno scolastico 2009-2010: i contenuti della circolare del Ministero

Iscrizioni entro il 28 febbraio
Maestro unico per le prime classi (scuola primaria)
Anticipi alla scuola per l’infanzia e primaria
Voto in condotta: con il 5 non si è ammessi all’anno successivo
Voti al posto dei giudizi
Inglese potenziato alla secondaria primo grado (scuola secondaria di primo grado)
Al via la sperimentazione di “cittadinanza e costituzione” come disciplina autonoma

Inviata alle scuole la circolare che fornisce le indicazioni per l’iscrizione alle sezioni della scuola dell’infanzia e a tutte le scuole di ogni ordine e grado.

Le domande di iscrizione devono essere presentate entro il 28 febbraio.

Questi i contenuti principali del documento:

Per la scuola dell’infanzia
Iscrizioni aperte, nelle scuole statali e paritarie, per i bambini che compiono tre anni entro il 31 dicembre 2009 e, in presenza di particolari condizioni (disponibilità di posti, accertamento dell’avvenuto esaurimento di eventuali liste d’attesa), anche ai bambini che compiono i tre anni entro il 30 aprile 2010.

Le ore settimanali previste sono 40 (8 ore giornaliere). A richiesta e in base alle disponibilità si potrà arrivare fino a un massimo di 50 ore.

Prosegue l’esperienza delle ‘sezioni primavera’ per i bambini dai 2 ai 3 anni.

Per la scuola primaria
Sono obbligati a iscriversi (con un modulo che sarà a disposizione delle scuole) gli alunni che compiono i sei anni entro il 31 dicembre 2009. Possono iscriversi anticipatamente anche i bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile 2010.
Per le prime classi sarà introdotto l’insegnante unico di riferimento che avrà la responsabilità formativa globale dell’alunno.
Al momento delle iscrizioni alle classi prime i genitori possono esprimere, in ordine di priorità, le preferenze rispetto all’articolazione dell’orario settimanale: 24 o 27 ore che sono i due modelli di base.
Le famiglie possono scegliere anche il modello a 30 ore (con attività opzionali) e quello a 40 ore (tempo pieno).
Per le classi successive alle prime continuano i modelli orari in atto.

Per la scuola secondaria di primo grado
Con l’iscrizione i genitori esprimono la scelta tra i modelli orari di 30 ore o di tempo prolungato di 36 ore (prolungabile fino a 40 ore). Nel modello a 30 ore, 29 saranno di insegnamento curriculare e 1 di potenziamento della lingua italiana.
Le famiglie inoltre da quest’anno potranno, in sede di iscrizione e con vincolo di non variare tale scelta per l’intero corso della secondaria di primo grado, chiedere l’inglese potenziato: 5 ore di inglese, anziché 3 di inglese più 2 di una seconda lingua comunitaria. Le famiglie dunque potranno decidere di impiegare le 2 ore della seconda lingua comunitaria per l’insegnamento dell’inglese.

Per la scuola secondaria di secondo grado
I nuovi ordinamenti entreranno in vigore a decorrere dall’anno scolastico 2010-2011 con la revisione generale dell’offerta formativa. Per il 2009-2010 sono confermati i percorsi previsti dagli attuali ordinamenti.

Obbligo di istruzione
L’obbligo di istruzione potrà essere assolto anche con la frequenza dei percorsi di istruzione e formazione triennali avviati attraverso accordi regionali.

Voti e comportamento
I voti relativi alle singole discipline sono espressi in decimi (i voti inferiori a 6 sono di insufficienza) sia nella scuola primaria che nella scuola secondaria di primo e secondo grado.
Nella scuola secondaria di primo e secondo grado la valutazione del comportamento è espressa in decimi (i voti inferiori a 6 sono di insufficienza). Con una votazione inferiore a 6 lo studente non è ammesso all’anno successivo.
L’esito complessivo dell’esame conclusivo del primo ciclo (terza media) è espresso in decimi.

Cittadinanza e costituzione come disciplina autonoma
L’insegnamento della disciplina “cittadinanza e costituzione” partirà come sperimentazione organica per poi entrare a regime nel 2010-2011. La disciplina avrà dal 2009-2010 un monte ore definito e una valutazione a parte per le scuole che aderiranno alla sperimentazione.

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Storia di ordinaria informatica scolastica

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La collega entra in sala insegnanti e mi vede seduto all’unico computer disponibile per una settantina di docenti.

"Scusa Collega [il termine "collega" si trasforma quasi in un nome proprio di persona quando  non si conosce il vero nome dell’insegnante a cui ci si sta riferendo], ma il computer lo stavo usando io, è una cosa velocissima, giusto due minuti, devo scrivere una richiesta…"

Primo: dov’è scritto o da dove cavolo devo capire che TU stavi usando il computer?
Secondo: perché tutte quelle che vogliono evidentemente usare il computer a cui IO sto lavorando mi dicono che "è una cosa velocissima", quando potrebbero benissimo dirmi la verità? (la verità è: "Collega, vai via di lì che mi ci voglio mettere io!")

La collega si siede, ci mette due minuti prima di capire che Word non si avvia dal Desktop ma che bisogna andarlo a cercare nell’elenco programmi. Naturalmente impreca contro il computer e non contro la sua dabbenaggine.

Word è finalmente aperto e la collega può scrivere le sue sei-sette righe in tutto, comprensive di intestazione, cordiali saluti, osservanze varie etc…

Ci mette venti minuti perché, si sa, "è una cosa velocissima".

Prima scrive il corpo del testo, poi si accorge che il suo nome e cognome lo voleva in grassetto, ma non trova il grassetto, però prima evidenzia il testo, le sfugge il mouse, se la prende con il computer, poi decide che se si indirizza una lettera a una scuola si può mettere la località in cui la scuola si trova, quindi che sarebbe anche carino scrivere una cosa tipo "Al Liceo Classico ‘Lucignolo’- Firenze", lo fa, ma disgraziatamente aveva disinserito il CAPS-LOCK, quindi il tutto le appare minuscolo mentre lei lo voleva rigorosamente maiuscolo.

Nel frattempo fa quattro prove di stampa, non la soddisfano, la quinta dovrebbe essere quella buona, ma la carta della stampante è finita, per cui c’è il bidello da chiamare.

Venti minuti di tempo, quattro fogli di carta buttata, alberi abbattuti e decine di altre persone che non potevano accedere al computer perché "è una cosa velocissima".

Avrebbe sprecato meno tempo e risorse scrivendo la sua richiesta a mano, cosa che ormai non fa più nessuno e non se ne capisce il perché.

Il testo del maxiemendamento sulla scuola (Ddl Camera 1634 -A)

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PROPOSTA EMENDATIVA RIFERITA ALL’ARTICOLO UNICO DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE SULLA QUALE IL GOVERNO HA POSTO LA QUESTIONE DI FIDUCIA

Sostituire l’articolo 1 con il seguente:

Art. 1.

1. Il decreto-legge 1o settembre 2008, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università, è convertito in legge, con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge (A.C. 1634), del decreto-legge 1o settembre 2008, n. 137.

2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Allegato

All’articolo 1:

al comma 1, dopo le parole: articolo 11 del sono inserite le seguenti: regolamento di cui al;

dopo il comma 1 è inserito il seguente:

1-bis. Al fine di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale, definito dalla Carta costituzionale, sono altresì attivate iniziative per lo studio degli statuti regionali delle regioni ad autonomia ordinaria e speciale.

All’articolo 2:

al comma 1, dopo le parole: previsto dal sono inserite le seguenti: regolamento di cui al;

dopo il comma 1, è inserito il seguente:

1-bis. Le somme iscritte nel conto dei residui del bilancio dello Stato per l’anno 2008, a seguito di quanto disposto dall’articolo 1, commi 28 e 29, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, non utilizzate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere destinate al finanziamento di interventi per l’edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli istituti scolastici ovvero di impianti e strutture sportive dei medesimi. Al riparto delle risorse, con l’individuazione degli interventi e degli enti destinatari, si provvede con decreto del ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, in coerenza con apposito atto di indirizzo delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari.;

al comma 2, le parole: espressa in decimi sono sostituite dalle seguenti: effettuata mediante l’attribuzione di un voto numerico espresso in decimi;

al comma 3, secondo periodo, le parole: al voto insufficiente sono sostituite dalle seguenti: al voto inferiore a sei decimi.

All’articolo 3:

al comma 1, le parole: è espressa in decimi ed illustrata sono sostituite dalle seguenti: sono effettuate mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi e illustrate;

dopo il comma 1 è inserito il seguente:

1-bis. Nella scuola primaria i docenti, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione.;

al comma 2, le parole: è espressa in decimi sono sostituite dalle seguenti: nonché la valutazione dell’esame finale del ciclo sono effettuate mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi;

al comma 3, sono premesse le parole: Nella scuola secondaria di primo grado.

al comma 3, dopo la parola: ottenuto sono inserite le seguenti:, con decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe,;

dopo il comma 3 è inserito il seguente:

3-bis. Il comma 4 dell’articolo 185 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, è sostituito dal seguente:

4. L’esito dell’esame conclusivo del primo ciclo è espresso con valutazione complessiva in decimi e illustrato con una certificazione analitica dei traguardi di competenza e del livello globale di maturazione raggiunti dall’alunno; conseguono il diploma gli studenti che ottengono una valutazione non inferiore a sei decimi;

il comma 4 è sostituito dal seguente:

4. Il comma 3 dell’articolo 13 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, è abrogato;

al comma 5, dopo le parole: degli studenti sono inserite le seguenti:, tenendo conto anche dei disturbi specifici di apprendimento e della disabilità degli alunni,.

All’articolo 4:

al comma 1, la parola: contenimento è sostituita dalla seguente: razionalizzazione; le parole: di cui al relativo comma 4 sono sostituite dalle seguenti: previsti dal comma 4 del medesimo articolo 64 e, dopo le parole: istituzioni scolastiche, sono inserite le seguenti: della scuola primaria.

il comma 2 è sostituito dai seguenti:

2. Con apposita sequenza contrattuale è definito il trattamento economico dovutoall’insegnante unico della scuola primaria, per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all’orario d’obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.

2-bis. Per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo, il ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ferme restando le attribuzioni del comitato di cui all’articolo 64, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, provvede alla verifica degli specifici effetti finanziari determinati dall’applicazione del comma 1 del presente articolo, a decorrere dal 1o settembre 2009. A seguito della predetta verifica per le finalità di cui alla sequenza contrattuale prevista dal comma 2 del presente articolo, si provvede, per l’anno 2009, ove occorra e in via transitoria, a valere sulle risorse del fondo d’istituto delle istituzioni scolastiche da reintegrare con quota parte delle risorse rese disponibili ai sensi del comma 9 dell’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei limiti dei risparmi di spesa conseguenti all’applicazione del comma 1, resi disponibili per le finalità di cui al comma 2 del presente articolo e in ogni caso senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

2-ter. La disciplina prevista dai presente articolo entra in vigore a partire dall’anno scolastico 2009/2010, relativamente alle prime classi del ciclo scolastico.

All’articolo 5:

al comma 1:

al primo periodo, le parole: si sia impegnato sono sostituite dalle seguenti: si è impegnato e le parole: salvo le appendici di aggiornamento eventualmente necessarie sono sostituite dalle seguenti: salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento;

al secondo periodo, le parole da: con cadenza fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: nella scuola primaria con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio e nella scuola secondaria di primo e secondo grado ogni sei anni, a valere per i successivi sei anni.;

al terzo periodo, le parole: del collegio dei docenti sono sostituite dalle seguenti: dei competenti organi scolastici.

Dopo l’articolo 5 è inserito il seguente:

Art. 5-bis. – (Disposizioni in materia di graduatorie ad esaurimento). – 1. Nei termini e con le modalità fissati nel provvedimento di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento da disporre per il biennio 2009/2010, ai sensi dell’articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, i docenti che hanno frequentato i corsi del IX ciclo presso le scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario (SSIS) o i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), attivati nell’anno accademico 2007/2008, e hanno conseguito il titolo abilitante sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti.

2. Analogamente sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti i docenti che hanno frequentato il primo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A e hanno conseguito la relativa abilitazione.

3. Possono inoltre chiedere l’iscrizione con riserva nelle suddette graduatorie coloro che si sono iscritti nell’anno accademico 2007/2008 al corso di laurea in scienze della formazione primaria e ai corsi quadriennali di didattica della musica; la riserva è sciolta all’atto del conseguimento dell’abilitazione relativa al corsodi laurea e ai corsi quadriennali sopra indicati e la collocazione in graduatoria è disposta sulla base dei punteggi attribuiti ai titoli posseduti.

All’articolo 6:

al comma 1, dopo le parole: 1990, n. 341, sono inserite le seguenti: e successive modificazioni, e le parole:, rispettivamente, nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria sono sostituite dalle seguenti: nella scuola primaria o nella scuola dell’infanzia, a seconda dell’indirizzo prescelto.

All’articolo 7:

la rubrica è sostituita dalla seguente: Modifica del comma 433 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in materia di accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia;

al comma 1, capoverso:

al primo periodo, le parole: scuole di specializzazione mediche sono sostituite dalle seguenti: scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia;

al secondo periodo, la parola: superino è sostituita dalla seguente: superano.

Dopo l’articolo 7, è inserito il seguente:

Articolo 7-bis.

(Provvedimenti per la sicurezza delle scuole).

1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, formulato ai sensi dell’articolo 80, comma 21, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, è destinato un importo non inferiore al 5 per cento delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche in cui il piano stesso è ricompreso.

2. Al fine di consentire il completo utilizzo delle risorse già assegnate a sostegno delle iniziative in materia di edilizia scolastica, le economie, comunque maturate alla data di entrata in vigore del presente decreto e rivenienti dai finanziamenti attivati ai sensi dell’articolo 11 del decreto-legge 1o luglio 1986 n. 318, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 1986, n. 488, dall’articolo 1 della legge 23 dicembre 1991, n. 430 e dall’articolo 2, comma 4, della legge 8 agosto 1996, n. 431, nonché quelle relative a finanziamenti per i quali non sono state effettuate movimentazioni a decorrere dal 1o gennaio 2006, sono revocate. A tal fine le stazioni appaltanti provvedono a rescindere, ai sensi dell’articolo 134 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, i contratti stipulati, quantificano le economie e ne danno comunicazione alla regione territorialmente competente.

3. La revoca di cui al comma 2 è disposta con decreto del ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentite le regioni territorialmente competenti e le relative somme sono riassegnate, con le stesse modalità, per l’attivazione di opere di messa in sicurezza delle strutture scolastiche finalizzate alla mitigazione del rischio sismico, da realizzare in attuazione del patto per la sicurezza delle scuole sottoscritto il 20 dicembre 2007, dal ministro della pubblica istruzione e dai rappresentanti delle regioni e degli enti locali, ai sensi dell’articolo 1, comma 625, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. L’eventuale riassegnazione delle risorse a regione diversa è disposta sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni.

4. Nell’attuazione degli interventi disposti ai sensi dei commi 2 e 3 del presente articolo si applicano, in quanto compatibili, le prescrizioni di cui all’articolo 4 commi 5, 7 e 9 della legge 11 gennaio 1996 n. 23; i relativi finanziamenti possono, comunque, essere nuovamente revocati e riassegnati, con le medesime modalità,qualora i lavori programmati non siano avviati entro due anni dall’assegnazione ovvero gli enti beneficiari dichiarino l’impossibilità di eseguire le opere.

5. Il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nomina un soggetto attuatore che definisce gli interventi da effettuare per assicurare l’immediata messa in sicurezza di almeno cento edifici scolastici presenti sul territorio nazionale che presentano aspetti di particolare criticità sotto il profilo della sicurezza sismica. Il soggetto attuatore e la localizzazione degli edifici interessati sono individuati d’intesa con la predetta Conferenza unificata.

6. Al fine di assicurare l’integrazione e l’ottimizzazione dei finanziamenti destinati alla sicurezza sismica delle scuole il soggetto attuatore, di cui al comma 5, definisce il cronoprogramma dei lavori sulla base delle risorse disponibili, d’intesa con il dipartimento della protezione civile, sentita la predetta Conferenza unificata.

7. All’attuazione dei commi da 2 a 6 si provvede con decreti del ministro dell’economia e delle finanze su proposta del ministro competente, previa verifica dell’assenza di effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica.

All’articolo 8:

dopo il comma 1 è inserito il seguente:

1-bis. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano.

Dis. 1. 1. (Ulteriore nuova formulazione) Governo.